10-pose | possa-zuffe
     Parte

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   8     I|           volta in Torino l'11 aprile 1900 per invito di quella Società
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  64   XIV|             tocca un momento e subito abbandona. E mentre la scienza, mentre
  65     X|           partecipare lo spirito senz'abbassarlo? Persino davanti al meraviglioso
  66    XI|            ciò ch'egli per natura più abborre. L'abitudine c'impedisce
  67  VIII|           dell'al di . Noi possiamo abborrire la guerra e consentire con
  68    IX|             questo fatto della morte, abborrito dalla natura umana, ci è
  69    XI|             per natura più abborre. L'abitudine c'impedisce di apprezzar
  70    II|           rappresentata dall'Arte, ne accende l'anima di pensieri alti
  71    XV|         quello più e più nel contatto accendersi, questo più e più concedersi
  72   XIV|         parole arcane del Libro Sacro accennanti a un mondo di gloria e di
  73   VII|           espressione artistica trovò accenti immortali; e che trovò invece
  74     X|               liquore, del cortigiano acclamante alle sue spalle col calice
  75     V|              di gioia eterna. Passate accompagnati da quelle melodie sovrumane
  76  XIII|             dal Cristianesimo generò, accomunando le sofferenze, quel mirabile
  77    XI|               che più sarebbe atto ad accoppiarsi con l'Arte, noi sottoponiamo
  78   XII|         rinnova lo slancio, ricade in accorato pianto. Vede ella forse
  79    VI|               suoi e che non sappiamo accordare con la nostra conoscenza
  80  XIII|             le sue continue conquiste accumula potenza nello spirito. Il
  81     V|            simpatia profonda. Egli si accuserà forse di debolezze atavistiche
  82    XV|               di forme ciò che di più acerbo ha la condizione umana.
  83    IV|              e agli Dei e il poeta di Achille non lo ha forse mai tanto
  84     I|               specchio maggiore delle acque [10]una densa e signorile
  85   XII|            nelle tenebre quel sublime adagio, vi sento l'anima unica,
  86   VII|           Werther che scrive l'ultimo addio a Carlotta e alla vita.
  87  VIII|           sociali cui l'artista vuole additare come opposti a un ideale
  88     V|             il mondo. Disponendomi ad additarvene alcuni tra i più famosi,
  89    XV|            divina legge dell'Arte che addito e proclamo, una legge superiore
  90  XIII|               dolore che infiamma all'adempimento del dovere civile; ma non
  91   XII|     Mondscheinsonate di Beethoven. Se adesso, pieno il cuore delle ombre
  92     V|              tela e dal marmo, biondi adolescenti che Luino assise pensosi
  93    IX|            raccontare la storia di un adulterio quando le ragioni pure dell'
  94     I|             di un golfo idilliaco, si affaccia allo specchio maggiore delle
  95     V|             sia solamente concesso di affermare che nessuna fede religiosa
  96   VII|          chiama, che lo vuole, che lo afferra, che lo uccide. Ecco la
  97   XIV|            ogni dolore del mondo,[75] afferrino, almeno per un momento,
  98     V|              in silenzio,[31] legioni afflitte! Passate, madonne del Beato
  99    IV|              fatale, immeritato dagli afflitti avvinse a  la mente dei
 100     I|            una intelligenza forte che affonda nella follia. Nessuna cura
 101    II|           costei che se fosse viva ci agghiaccerebbe il sangue con la sua vista,
 102    IV|          capelli al vento le creature ahimè troppo verbose della poesia
 103   VII|         morente, delirante, chiedente aiuto invano contro un caudato
 104     I|              di ombra dove i maggiori alberi, fronteggiandosi in giro,
 105  XIII|      indigenza e della morte generò l'alchimia, madre della chimica. La
 106      | alcuna
 107      | alcuni
 108   VII|          donna più cara nell'opera di Alessandro Manzoni?~ ~Te dalla rea
 109  XIII|               ode il fragore, sente l'alito di quel mare che non ha
 110   XIV|              questo bene soccorre, di allettare gli uomini alla contemplazione
 111     I|              levante del bosco, nelle alte scene lontane, dorate di
 112     X|              rapidi con maestà, delle alterne rime incalzanti, non sento
 113     I|               congiungendosi a grande altezza in un'ascensione unica,
 114    II|           accende l'anima di pensieri alti e soavi, conviene che in
 115      | altre
 116    IX|                che donar la vita agli amanti cristiani e la morte ad
 117    XI|          emozione intera. Se commossi amaramente da uno spettacolo di reale
 118   XIV|          mondo presente lo spettacolo amaro, il soffrire degl'innocenti,
 119    IV|             non lo ha forse mai tanto amato come quando a lui, salito
 120  XIII|       disordine morale, il dolore che ammaestra; come un'arte socialista
 121    VI|               signori, come fra tante ammirabili forme che vincono i secoli,
 122     I|               un lago bizzarro che io amo, verde ai due capi, sottile
 123   XIV|     rispondono a noi dalle cose quasi amorosamente, quasi a consenso di pena
 124   XII|               musica esprime ebbrezze amorose, le avviene talvolta d'infondere
 125  XIII|               esse o in un ordine più ampio del quale il mondo presente
 126    XI|             Arte, noi sottoponiamo ad analisi la nostra emozione, essa
 127    XV|   infallibilmente nell'avvenire, vedo andar diminuendo per opera della
 128    IX|               e della schiava, perchè andasse ad essi il più intimo profondo
 129  VIII|              ingegno di Tennyson e di Andersen.~ ~
 130   VII|               occhi, la fanciulla che Andrea Chénier udì singhiozzare,
 131   XIV|               pieno di rimpianti e di aneliti, ricordo di un tempo felice
 132   XIV|              un tempo felice venturo, anello sensibile di due mondi inaccessibili
 133     X|              trincanti a cerchio dell'anfitrione gioviale, del bimbo ignudo
 134     V|            Passate, madonne del Beato Angelico, di Giambellino e di Sassoferrato,
 135   VII|              e ne ha strazio di dubbi angosciosi l'intelletto umano, che
 136    IV|               e dei laghi:~ ~Te nemus Anguitiæ, vitrea te Fucinus unda~
 137    IX|             alla morte il fiore degli anni suoi e della bellezza. Supremo
 138   VII|         sancire un immeritato dolore, annullare, compensandole fra loro,
 139     I|               di accordi musicali che annuncino, preparino una successiva
 140   III|             morti, dalle pagine degli antichi poeti le creature che l'
 141    IV|               di capelli sconosciuti, Antigone e Ismene che a vicenda si
 142     X|               cantori voluttuosi dell'Antologia greca, nelle più molli canzoni
 143      | anzi
 144    IX|              al libro il carattere di apologia cristiana.~ ~
 145    IX|           prediletta, la morte! Per l'apoteosi del patrizio e della schiava,
 146   XIV|              soddisfazione comune che appaga sì lo spirito in quanto
 147    XV|              umani cui la scienza non appagherà mai, cui la Fede non avrà
 148  VIII|             dei nostri romanzieri, ci appare intatta l'antica potenza
 149     I|                dorate di sole, che mi apparivano tratto tratto a settentrione.
 150  XIII|           dolore nell'opera d'arte mi apparve testè tanto più attraente
 151    IV|            Ecco la Musa malinconica e appassionata di Virgilio, una voluttuosa
 152   XIV|             obbedisce a questo divino appello non esercita un insegnamento
 153      | appena
 154   VII|            Byron che nel nero Chillon apprende ad amare la disperazione.
 155    XI|         consideriamo come nuovo, come appreso da noi quando nel dolore
 156    XI|              abitudine c'impedisce di apprezzar degnamente questo fatto
 157   XII|              di un mondo sul quale si apre la porta di uscita delle
 158     I|            prima volta in Torino l'11 aprile 1900 per invito di quella
 159   XII|               ai profondi accordi che aprono la Mondscheinsonate di Beethoven.
 160   III|             ombre del subcosciente un'arcana bellezza del dolore fosse
 161   XIV|            risovvengono allora parole arcane del Libro Sacro accennanti
 162     I|          sereno a mezzo il corso nell'arco di un golfo idilliaco, si
 163  VIII|               ha il soffrire di Enoch Arden naufrago del mare e dell'
 164    IV|          familiari. Io non so come si ardisca insegnare alle turbe in
 165    IX|          amore; e anche questo è a me argomento di rifiutare al libro il
 166    II|             bellezza delle cose in un'armonia che ci muove al desiderio
 167    XI|             godo inesprimibilmente le armonie della gioia con l'Arte,
 168   XIV|          desideri umani aspirino a un'armoniosa gioia dello spirito e della
 169    IV|             che non è vero. Altro che armoniose membra di Veneri caste e
 170  VIII|              più forte fascino ci[47] arresta palpitanti, dimentichi di
 171   XIV|            universale, mi è difficile arrestarmi alla materia prima, inorganica,
 172    IV|               flevere lacus:~ ~che si arrestò sospirando a contemplar
 173    IV|              pensate e condotte dagli artefici a prova della loro scienza
 174   VII|     sconsolata, falsa e debole perchè artificiale ma tuttavia documento dell'
 175    XV|           dolore dal campo del lavoro artistico  il pubblico è libero
 176   XII|             onda sonora del canto che ascende come la preghiera di tutto
 177     I| congiungendosi a grande altezza in un'ascensione unica, fanno di  ghirlanda
 178   III|          erravamo per i viali deserti ascoltando la voce del vento e delle
 179    IV|              cose, e si compiacque di ascoltar i lamenti dei boschi e dei
 180   XII|           davanti a voi, mi figuro di ascoltare in una solitudine o nelle
 181    II|                conviene che in lei si asconda qualche occulta bellezza;
 182  XIII|              disordine. Tali visibili aspetti di bellezza morale ha dunque
 183   XII|         elemento di preghiera,[63] di aspirazione a qualche ignoto stato felice
 184   XIV|             modo che i desideri umani aspirino a un'armoniosa gioia dello
 185     X|           molli canzoni veneziane non assaporo l'incanto di un'arte che
 186  VIII|       cucitrice costretta a un lavoro assassino della giovinezza[48] e della
 187   VII|              Ecco la Musa di Leopardi assorta nella contemplazione dell'
 188  XIII|             da temuti guai nacquero l'astronomia e le matematiche, come dalle
 189     V|           accuserà forse di debolezze atavistiche e la sua ragione insorgerà
 190    IV|               la mente dei tragici di Atene e, per opera loro, il cuore
 191    IV|             re Dareios che piange con Atossa, la compagna sua tuttora
 192    IV|            schiava nella reggia degli Atridi, ululante nel suo barbaro
 193  VIII|      socialisti ci descrivono miserie atroci di lavoratori, possono richiamarci
 194   XIV|            oscure, qualunque sorte lo attenda, il poeta. Se la suprema
 195    IV|              le genti «HIdesthe me». «Attendite et videte». Ecco la frigia
 196    XI|             particolare soffrire si è attenuato, è anzi talora scomparso;
 197   XIV|            comprendo come l'Arte, che attinge le proprie ispirazioni all'
 198    IV|             al viso, alle vesti, alle attitudini, perchè i loro nomi di gloria
 199  XIII|               apparve testè tanto più attraente quanto più inesplicabile,
 200    IX|          sull'animo nostro, tanto più attraenti quanto più questo fatto
 201  XIII|          senta l'impero della ragione attribuirgli bellezza alcuna. Ove[66]
 202    VI|               giustizia. E soave nell'aura di un dolore senza giusta
 203     X|            estasi alle fragranze dell'aureo liquore, del cortigiano
 204     V|           anima vi è trasmutato in un'aurora di gioia eterna. Passate
 205      | avanti
 206  XIII|          umana, qui l'esploratore che avanza passo passo nell'ombra crescente,
 207      | avemmo
 208      | aver
 209      | averli
 210      | avesse
 211      | avevamo
 212    IV|              in cuna il delitto degli avi. Lo spettacolo del soffrire
 213     I|             un momento gli occhi suoi avidi dalla visione di angoscia
 214      | avrà
 215      | avran
 216     I|            dal seggio con uno strido, avventarsi  dove guarda, tanto potente
 217   VII|             Chénier udì singhiozzare, avvinghiandosi disperatamente alla vita; «
 218    IV|             immeritato dagli afflitti avvinse a  la mente dei tragici
 219     I|               impietra; e tuttavia ci balena che possa repente balzar
 220   XIV|              preparata e risoluta, ne balenan lampi che da un passato
 221     I|              balena che possa repente balzar dal seggio con uno strido,
 222   III|        dolcezze mistiche. Di laggiù è balzata in un'ora di emozione creatrice
 223    IV|              Atridi, ululante nel suo barbaro linguaggio quale una belva
 224     X|         calice in alto, dei cavalieri barbuti e delle donne floride trincanti
 225  XIII|               di quel mare che non ha barca  vela. Egli ristà.~ ~
 226   VII|               la richiami da questo basso mondo ove per lei l'ora
 227  XIII|          ordine delle cose esistenti. Bastano a spiegare come l'Arte volentieri
 228    IV|             vendette sul suo carro di battaglia, fa profetare dal cavallo
 229     X|            dagli occhi sfavillanti di Beatrice per entro[54] un riso dell'
 230   XII|         aprono la Mondscheinsonate di Beethoven. Se adesso, pieno il cuore
 231    IV|         clamores horrendos; vedete il bel guerriero ferito del Campidoglio
 232    IX|           averli creati entrambi così belli e generosi, che donar la
 233     I|        fantasma.~ ~Una giovine donna, bellissima, dai capelli scomposti,
 234    IV|          barbaro linguaggio quale una belva prigioniera. Ecco il dolore
 235  XIII|        inflitto dagli elementi, dalle belve, dai morbi, che costrinse
 236  VIII|         zolfanelli morente sulla via, benchè l'ingegno di chi scrisse
 237  XIII|             scoprire normali funzioni benefiche del dolore nell'ordine delle
 238     X|          obeso volto del mite monarca beone, sorridente in estasi alle
 239     X|              anfitrione gioviale, del bimbo ignudo in grembo alla madre,
 240     V|               sulla tela e dal marmo, biondi adolescenti che Luino assise
 241     I|                  Sull'orlo di un lago bizzarro che io amo, verde ai due
 242     X|           dipinto di Jordaens «Le roi boit» mi sono inebbriato di quella[
 243   VII|               mourir encore!» Ecco il Bonnivard di Byron che nel nero Chillon
 244    IV|             di ascoltar i lamenti dei boschi e dei laghi:~ ~Te nemus
 245     I|         montagne assise a levante del bosco, nelle alte scene lontane,
 246   VII|          grigi ontani stringendosi in braccio il figliuoletto morente,
 247     X|            dell'Universo? Non ebbi io brividi di sacro entusiasmo davanti
 248   VII|         niente e porta nei secoli; il buon vecchio Re pazzo, errante
 249     I|               alto seggio, piegato il busto gentile in avanti, puntati
 250   VII|         encore!» Ecco il Bonnivard di Byron che nel nero Chillon apprende
 251    IV|           alla rupe e, appena è solo, caccia un urlo, chiama, come il
 252   XII|         slancia con un grido amoroso, cade, rinnova lo slancio, ricade
 253    VI|          stessa potenza per la stessa cagione ha il fantasma del conte
 254    VI|            perchè dannò alla profonda Caina il marito punitore e non
 255    II|             emozione insomma tenera e calda, si direbbe che l'attitudine
 256     X|        acclamante alle sue spalle col calice in alto, dei cavalieri barbuti
 257    IV|               pesante, e presso a lui Calipso, la triste impotenza dell'
 258  VIII|            chi scrisse il Canto della camicia non ci paia inferiore all'
 259   XII|              fantasma della Desolata, camminavo lentamente lungo il ritmico
 260    IV|              bel guerriero ferito del Campidoglio che reclina tristemente
 261    XV|               escludere il dolore dal campo del lavoro artistico 
 262   VII|       pellegrini polacchi che passano cantando le litanie di Mickiewicz: «
 263     X|               poeta? Nei più delicati cantori voluttuosi dell'Antologia
 264     X|      Antologia greca, nelle più molli canzoni veneziane non assaporo l'
 265     I|              che io amo, verde ai due capi, sottile e torto per sinuose
 266   VII|             d'estate, nell'ombra d'un carcere, con l'orrore della ghigliottina
 267   VII|               scrive l'ultimo addio a Carlotta e alla vita. Ecco, nelle
 268    IV|               fiero silenzio mentre i carnefici ne configgon le catene alla
 269     I|            presuma, per esserle stato caro, poterle recar conforto.
 270    IV|          salito alle vendette sul suo carro di battaglia, fa profetare
 271   VII|           vecchio Re pazzo, errante a caso nella notte e nella tempesta,
 272    IV|               videte». Ecco la frigia Cassandra, schiava nella reggia degli
 273    IV|            armoniose membra di Veneri caste e di efebi divini, altro
 274    IV|             carnefici ne configgon le catene alla rupe e, appena è solo,
 275   VII|      chiedente aiuto invano contro un caudato e coronato spettro che lo
 276    IV|            Universo, il mistero delle cause prime.~ ~
 277   VII|                il padre straziato che cavalca fra i grigi ontani stringendosi
 278     X|               col calice in alto, dei cavalieri barbuti e delle donne floride
 279    IV|           battaglia, fa profetare dal cavallo Xanto una sinistra profezia
 280      | ce
 281     V|         musicisti del cielo. Passate, cedete ad altri fantasmi!~ ~
 282   III|          stessa dell'artista. Esse si celano in una regione misteriosa
 283    VI|             nella memoria per un solo cenno di quel dolore che qualsiasi
 284     X|             donne floride trincanti a cerchio dell'anfitrione gioviale,
 285   VII|               la fanciulla che Andrea Chénier udì singhiozzare, avvinghiandosi
 286   VII|      figliuoletto morente, delirante, chiedente aiuto invano contro un caudato
 287    XV|              raccolti ancora, li vedo chiedere dolorosi all'Arte[80] il
 288   VII|       Bonnivard di Byron che nel nero Chillon apprende ad amare la disperazione.
 289  XIII|               l'alchimia, madre della chimica. La dottrina della fraternità
 290    IX|                le giovanili speranze. Chiudo il libro dove Enrico Sienkiewicz
 291     I|         strette le guance fra i pugni chiusi, fissi gli occhi tordidi
 292    IV|               singhiozzante sopra una ciocca di capelli sconosciuti,
 293      | circa
 294    IV|              draghi, levando al cielo clamores horrendos; vedete il bel
 295    XV|           questo più e più concedersi clemente, e così predisposta la ultima
 296  XIII|               nostro, è impossibile a collegare con alcun disordine apparente.
 297     I|             torto per sinuose gole di colli selvaggi e di montagne tragiche,
 298   VII|               Il non aver pietà,~ ~Te collocò la provvida~ Sventura fra
 299     I|               ci guasta l'incanto dei colori e dei suoni ma vi spira
 300      | coloro
 301    IX|               del ragionevole, quando colpisce l'innocenza, la grazia,
 302      | com'
 303  XIII|               gloria del nostro tempo combatte indefesso il dolore individuale
 304   XIV|             le forze operose del Bene combattono con gloria i dolori sanabili
 305   XII|     generazioni umane. Anche quando a commento di poesia la musica esprime
 306    VI|         descrive una pena giustamente commisurata alla colpa, mai non si mesce
 307    XI|               59] emozione intera. Se commossi amaramente da uno spettacolo
 308    II|              arte che fu creata nella commozione, convien pensare che il
 309    II|             poichè solo ha potenza di commuovere l'opera d'arte che fu creata
 310    IV|             che piange con Atossa, la compagna sua tuttora vivente, sulle
 311    VI|            vivo patì con gl'innocenti compagni suoi e che non sappiamo
 312  VIII|              di azione sociale, non è comparabile,  per intensità  per
 313    II|              dolore e l'amore di lei, compenetrandosi a vicenda, si sono indurati
 314   XIV|               non estinto, connesso e compenetrato copertamente con le cose[
 315   VII|         immeritato dolore, annullare, compensandole fra loro, le sofferenze
 316    IV|              lagrime delle cose, e si compiacque di ascoltar i lamenti dei
 317   XIV|              del giorno[72] in cui si compierà la evoluzione del sistema
 318   XII|               non concedono la unione completa e perpetua che dell'amore
 319     V|            attitudine che ogni dolore compone, infiniti fantasmi cui l'
 320     I|         esprimersi a me com'ero io di comprender lei, movevo alla più recondita
 321    XV|          accendersi, questo più e più concedersi clemente, e così predisposta
 322   XII|            della[64] vita terrena non concedono la unione completa e perpetua
 323   VII|         idolatria vana del dolore, in concepimenti di poesia sconsolata, falsa
 324  XIII|            occulta, il dolore, non si concepisce come un essere intelligente
 325    II|          creatore di quel marmo abbia concepito con entusiasmo, prima di
 326     V|              dolore. Mi sia solamente concesso di affermare che nessuna
 327    XV|               che di più acerbo ha la condizione umana. Io vedo la legge
 328    IV|             altra Vi paiono pensate e condotte dagli artefici a prova della
 329  VIII|   fascinatrice del dolore. Siamo pure condotti a considerare che nell'arte
 330   XIV|            sulla cui soglia il dolore conduce le creature rifatte splendide
 331    IX|            scrittore, premeditando di condurre la sua eroina dalla colpa
 332   III|         vagheggiandola e meditandola, condusse poi a perfezione squisita;
 333   VII|               neri una dama che li sa confacenti alla sua bellezza. Nella
 334   XIV|          potere per la felicità umana conferisce a ciò che l'uomo tocca un
 335    IV|        silenzio mentre i carnefici ne configgon le catene alla rupe e, appena
 336  XIII|              signori, noi tocchiamo i confini prescritti alla conoscenza
 337   XII|              un desiderio infinito di confondermi all'onda sonora del canto
 338     I|             stato caro, poterle recar conforto. Ella non torcerebbe un
 339     I|              fronteggiandosi in giro, congiungendosi a grande altezza in un'ascensione
 340    XV|              la ultima gioia del loro congiungimento, mi si rivela intera nel
 341   XIV|             scomparso ma non estinto, connesso e compenetrato copertamente
 342  XIII|               per  il più spiacente connubio di suoni, non può essere
 343   III|              meravigliose facoltà del conoscere cui non sono ministri 
 344  XIII|             indagatrice, che senza un conosciuto perchè ci solleva nel petto
 345  XIII|         sociale e con le sue continue conquiste accumula potenza nello spirito.
 346    VI|            perchè nella nostra mente, consci o no che siamo, la misura
 347  VIII|            per diversi scopi di cui è conscia. L'arte moderna volentieri
 348    IX|             l'infedele, che per amore consente senza speranza di futuro
 349  VIII|        possiamo abborrire la guerra e consentire con l'artista che per un
 350  XIII|             natura umana che se lo si considera non solamente all'infuori
 351  VIII|         dolore. Siamo pure condotti a considerare che nell'arte moderna si
 352    XI|              fatto che ci turba se lo consideriamo come nuovo, come appreso
 353    XV|            inutile retore, precetti o consigli. È una divina legge dell'
 354    XI|             ci appariva che la grande consolatrice. Diremo forse che[58] un
 355    VI|            che la sua pena eterna non consuona, inconsci o no che ne siamo,
 356     I|              parola unica nella quale consuonassero tante diverse voci di cose;
 357    XV|             moltiplicarsi realmente i contatti del desiderio umano con
 358    XV|             vedo quello più e più nel contatto accendersi, questo più e
 359    VI|            cagione ha il fantasma del conte Ugolino, la visione non
 360   VII|               suo seggio di principe, contemplante nel vuoto come in uno specchio
 361    IV|               si arrestò sospirando a contemplar gl'insolubili enigmi dell'
 362  XIII|               potrebbe compiacersi di contemplarne o leggerne o udirne la studiata
 363  VIII|          della gioia, non hanno, come contenuto di forme artistiche, la
 364   VII|             vaga della morte, intenta continuamente a ornarsi di queste tristezze
 365  XIII|    individuale e sociale e con le sue continue conquiste accumula potenza
 366    IV|            Vedete Laocoonte che passa contorcendosi fra le spire dei draghi,
 367    VI|              del poema, per una pietà contraddicente al giudicio divino. La stessa
 368    IX|     maggiormente odiose, maggiormente contrarie all'idea nostra del giusto
 369  VIII|       immediatamente si trasforma, si converte in desiderio di azione sociale,
 370    II|              creata nella commozione, convien pensare che il creatore
 371   XIV|               connesso e compenetrato copertamente con le cose[73] presenti;
 372   VII|          bellezza. Nella più squisita coppa che arte di[40] poeta lavorasse
 373   VII|              i dolci, pallidi visi di Cordelia la semplice e di Desdemona
 374   VII|          crudele parola e in tutto il coro la pia potente, per questo
 375     I|              10]una densa e signorile corona di ombra. Sovente per le
 376   VII|            invano contro un caudato e coronato spettro che lo chiama, che
 377     I|           tragiche, sereno a mezzo il corso nell'arco di un golfo idilliaco,
 378     X|               dell'aureo liquore, del cortigiano acclamante alle sue spalle
 379    XI|           seduto sul lido del mare in cospetto del travaglio e del pericolo
 380  VIII|               della piccola cucitrice costretta a un lavoro assassino della
 381  XIII|           dalle belve, dai morbi, che costrinse l'umanità primitiva a difese
 382    II|      commuovere l'opera d'arte che fu creata nella commozione, convien
 383    IX|             poteva l'Arte dopo averli creati entrambi così belli e generosi,
 384    II|                convien pensare che il creatore di quel marmo abbia concepito
 385   III|         balzata in un'ora di emozione creatrice questa mirabile forma cui
 386    VI|           male. E Dante stesso mentre creava per l'Inferno l'amoroso[
 387    XV|     moltiplicarsi di tale bellezza io credente vedo moltiplicarsi realmente
 388  XIII|              s'ispiri ad esso? Non lo credo. Comprendo come un'arte
 389   XIV|            ispirazioni all'inconscio, crei, quando prende a soggetto
 390     X|             forme di poesia che Dante creò per la gioia quando immaginava
 391    IV|       artistica del dolore ha origini cristiane, che procede dalla glorificazione
 392  XIII|        fraternità umana insegnata dal Cristianesimo generò, accomunando le sofferenze,
 393    IX|             donar la vita agli amanti cristiani e la morte ad essi, la morte
 394     V|            assise pensosi a piè della Croce, penitenti e martiri irradianti
 395  VIII|             il soffrire della piccola cucitrice costretta a un lavoro assassino
 396     I|           invito di quella Società di Cultura, venne quindi pubblicato
 397    IV|               punisce nell'infante in cuna il delitto degli avi. Lo
 398    IV|          colla cara lontana Itaca nel cuor pesante, e presso a lui
 399   VII|               innamora di , che nei cuori giovanetti torna in idolatria
 400    II|              la sua bellezza è troppo cupa, troppo sinistro il disordine
 401     I|               ghirlanda e tempio a un cupo fantasma.~ ~Una giovine
 402     I|         affonda nella follia. Nessuna cura stringe più costei  del
 403   VII|            pizzi e i velluti neri una dama che li sa confacenti alla
 404    VI|              cui vi parlo. Solo fra i dannati ci commuove così Francesca.
 405    VI|              modo sentito così perchè dannò alla profonda Caina il marito
 406    VI|             VI.~ ~[33]Ecco le visioni dantesche del dolore. Considerate,
 407    IV|               fantasma del vecchio re Dareios che piange con Atossa, la
 408    IV|           maestà di volti olimpici ha dato l'arte antica. Vedete Laocoonte
 409   VII|            poesia sconsolata, falsa e debole perchè artificiale ma tuttavia
 410     V|        sentimento, ma questa presunta debolezza sentimentale non è in fondo
 411     V|             Egli si accuserà forse di debolezze atavistiche e la sua ragione
 412    XI|              c'impedisce di apprezzar degnamente questo fatto che ci turba
 413     X|           posseduto il poeta? Nei più delicati cantori voluttuosi dell'
 414   VII|              il figliuoletto morente, delirante, chiedente aiuto invano
 415    XI|             emozione non più amara ma deliziosa nella quale l'elemento della
 416     I|          maggiore delle acque [10]una densa e signorile corona di ombra.
 417  VIII|          Quando i poeti socialisti ci descrivono miserie atroci di lavoratori,
 418   VII|             Cordelia la semplice e di Desdemona la fedele, strangolate.
 419   III|           quando erravamo per i viali deserti ascoltando la voce del vento
 420   XIV|           tetra febbre per modo che i desideri umani aspirino a un'armoniosa
 421    XV|          tendere all'infinito immensi desiderî umani cui la scienza non
 422   XIV|               vera e intera, mentre i desiderii degli uomini volgono a un
 423     I|            delle cose che mi figuravo desiderosa e incapace di esprimersi
 424     I|             artista che le pose nome «Desolazione». Si soffre davanti all'
 425    XI|           dolcissimo sentimento, che, destato dall'opera d'arte, sovente
 426   VII|             tristezze magnifiche, sia detto senza offesa del grande
 427   XIV|               del mondo presente e se deve per necessità esser simile
 428     I|           bellezza oscura onde avemmo dianzi turbato il cuore vi ritorni,
 429   XII|     inesprimibile bellezza; questo mi dicono i sovrumani accordi e una
 430     V|          infiniti fantasmi cui l'Arte diè vita e nome dopo che un
 431   VII|               Quando l'anima italiana diede al dolore nazionale un'espressione
 432  XIII|       costrinse l'umanità primitiva a difese ond'ebbero crescente vigore
 433    XI|             mirabile che l'Arte renda dilettoso al cuore umano ciò ch'egli
 434  XIII|           dovere civile; ma non posso dimenticare che il dolore nell'opera
 435    XV|             nell'avvenire, vedo andar diminuendo per opera della scienza
 436   XIV|            esplicito e diretto che la diminuirebbe, solamente imprime all'anima
 437    XV|      imminenti splendori del regno di Dio.~ ~ ~
 438     V|              Francesco Francia quando dipinse i suoi musicisti del cielo.
 439     V|             Michelangelo e alla Pietà dipinta da Van Dyck anche uno scettico,
 440    II|            insomma tenera e calda, si direbbe che l'attitudine sua genera
 441   XIV|       insegnamento morale esplicito e diretto che la diminuirebbe, solamente
 442  XIII|               sorgenti a illuminare e dirigere la evoluzione della razza.
 443     V|          dolore, segreta sì, ma, come dirò più tardi, non impossibile
 444    IX|              dell'arte socialista può dirsi di quell'arte che rappresenta
 445   VII|             progenie~ Degli oppressor discesa,~ Cui fu prodezza il numero,~
 446    IV|           prigioniera. Ecco il dolore disceso fin nelle tombe a invader
 447   XIV|        splendore e di colpa dove si è dischiuso il seme del piangere, a
 448     I|              I.~ ~Nota. — Il presente discorso, tenuto la prima volta in
 449    IX|       cristiana scomparsa nelle ombre discrete di un idillio nuziale, quanto
 450    II|           creatura di marmo che ci si disegna la prima parola del mistero.
 451    XV|          sanabili, vedo le insanabili disegnarsi appunto per questo sempre
 452    VI|           ombra della Pia che Maremma disfece; più soave nella memoria
 453  XIII|           espresso dalla musica pura, disgiunta dalla parola, tanto potente
 454   VII|          singhiozzare, avvinghiandosi disperatamente alla vita; «je ne veux point
 455     V|            ebbe trasformato il mondo. Disponendomi ad additarvene alcuni tra
 456   XIV|    Intelligenza ordinatrice dei mondi dispose l'Arte a elevare l'ideale
 457   XIV|              comprendo pure che abbia disposto l'Arte anche a render voluttuosa
 458    IX|             di luci e d'ombre che una distanza di tanti secoli richiedeva,
 459    II|           sangue con la sua vista, ci distruggerebbe l'incanto del giardino,
 460     I|          prema più forte, quasi vi si disveli. I susurri del fogliame
 461     I|             quale consuonassero tante diverse voci di cose; di una profonda
 462  VIII|              razionale del dolore per diversi scopi di cui è conscia.
 463    IV|            salutare del dolore; ma vi divinarono tuttavia la forma di un
 464    IV|             esso che crudeli vendette divine[27] e il volere del destino
 465    IV|               Veneri caste e di efebi divini, altro che placide maestà
 466     X|             che alle gioie dell'amore diviso e pago fa partecipare lo
 467   VII|               artificiale ma tuttavia documento dell'occulto fascino di
 468   III|               causa conosciuta, delle dolcezze mistiche. Di laggiù è balzata
 469    XI|              è troppo diverso da quel dolcissimo sentimento, che, destato
 470     I|            dire dire incalzando e poi dolersi, nel venir meno, di non
 471    XV|              ancora, li vedo chiedere dolorosi all'Arte[80] il ristoro
 472     V|               nobili immagini del vir dolorum, che il genio di Rubens
 473   VII|              umano, che senza posa ne domanda inutilmente il perchè al
 474    IX|            così belli e generosi, che donar la vita agli amanti cristiani
 475     X|             cavalieri barbuti e delle donne floride trincanti a cerchio
 476     I|             nelle alte scene lontane, dorate di sole, che mi apparivano
 477  XIII|          infiamma all'adempimento del dovere civile; ma non posso dimenticare
 478    IV|        contorcendosi fra le spire dei draghi, levando al cielo clamores
 479     V|               vita e nome dopo che un dramma di passione divina ebbe
 480   VII|            Cui fu ragion l'offesa,~ E dritto il sangue e gloria~ Il non
 481   VII|            lamenti e ne ha strazio di dubbi angosciosi l'intelletto
 482    XI|              del sentir pietà è senza dubbio parte dell'emozione che
 483   VII|               Italia, signori, si può dubitarne. Quando l'anima italiana
 484  VIII|                per intensità  per durata di piacere, alle emozioni
 485     V|             alla Pietà dipinta da Van Dyck anche uno scettico, se ha
 486   VII|            sospirando per una mistica ebbrezza che ne invade, che ne innamora
 487   XII|              poesia la musica esprime ebbrezze amorose, le avviene talvolta
 488    VI|              la misura della sua pena eccede la misura del suo consenso
 489    IV|               Ismene che a vicenda si eccitano al pianto. Ecco Edipo e
 490   XIV|              dolore inesplicabile che echeggia nelle viscere della musica
 491   XII|            insiste in suoni profondi, echeggianti nelle viscere immote delle
 492   XIV|        giustizia nel riparto dei beni economici lo attrae, ma che soverchio
 493    IV|              eccitano al pianto. Ecco Edipo e l'ombra sinistra del Destino.
 494    IV|           membra di Veneri caste e di efebi divini, altro che placide
 495    XI|         dolori reali, il piacere dell'egoista che Lucrezio descrive seduto
 496    XV|            nel suo sublime disegno la elaborazione del dolore nell'Arte dalle
 497    IV|           troppo verbose della poesia elegiaca, nate dal fascino che il
 498    IV|          figlio Serse, e la dolce[26] Elettra singhiozzante sopra una
 499   XIV|            dei mondi dispose l'Arte a elevare l'ideale del piacere sopra
 500   XIV|             avviene senza causa» dice Eliphaz nel libro di Job «e il dolore
 501   XIV|      coscienza di tutto il dolore può emergere un perfetto sperato ideale
 502  VIII|               durata di piacere, alle emozioni che non trovano sfogo in
 503   VII|               je ne veux point mourir encore!» Ecco il Bonnivard di Byron
 504     I|          nuovo e profondo. Pare che l'enigma di bellezza oscura onde
 505    IV|              contemplar gl'insolubili enigmi dell'Universo, il mistero
 506  VIII|    fascinatrice che ha il soffrire di Enoch Arden naufrago del mare
 507    IX|        speranze. Chiudo il libro dove Enrico Sienkiewicz ha dipinto un'
 508      | entrambi
 509  XIII|             mondo ordinato alla gioia entrasse un giorno senza causa, 
 510  VIII|               che ci fluì davanti noi entriamo negli studii dei nostri
 511     X|           sfavillanti di Beatrice per entro[54] un riso dell'Universo?
 512    VI|         secoli, quelle ci rapiscano a entusiasmi quasi tormentosi nella loro
 513    IX|             Sienkiewicz ha dipinto un'epoca famosa dell'antica Roma
 514      | ero
 515    IX|       premeditando di condurre la sua eroina dalla colpa grado grado
 516   VII|             il buon vecchio Re pazzo, errante a caso nella notte e nella
 517   III|        temerità di pensare che quando erravamo per i viali deserti ascoltando
 518   III|             ne avevamo coscienza. Non esclamate, signori, ch'è temerario
 519    XV|           all'Arte non sono liberi di escludere il dolore dal campo del
 520     V|            tra i più famosi, penso di escluderne le creazioni dell'arte sacra,
 521   XIV|             questo divino appello non esercita un insegnamento morale esplicito
 522    IV|              fascino che il dolore ha esercitato, come soggetto d'arte, sull'
 523   XIV|       esercita un insegnamento morale esplicito e diretto che la diminuirebbe,
 524  XIII|               conoscenza umana, qui l'esploratore che avanza passo passo nell'
 525     X|                  53]Signori, prima di esporvi il mio concetto circa la
 526   XII|          commento di poesia la musica esprime ebbrezze amorose, le avviene
 527   XII|         nostra, la musica sola vale a esprimere il dolore impersonale e
 528  XIII|               potrebbe compiacersi di esprimerlo ad arte, come altri potrebbe
 529     I|              desiderosa e incapace di esprimersi a me com'ero io di comprender
 530     I|               12]vivente presuma, per esserle stato caro, poterle recar
 531     X|          monarca beone, sorridente in estasi alle fragranze dell'aureo
 532   VII|              spica, come il tralcio d'estate, nell'ombra d'un carcere,
 533   XIV|             di colpa scomparso ma non estinto, connesso e compenetrato
 534      | et
 535    IX|              all'opera sua il fascino eterno del dolore prescritto dal
 536   VII|          Iddio solo che impresse agli eventi impeto e splendore di poema?~ ~
 537    IX|               idillio nuziale, quanto Evnica l'infedele, che per amore
 538    II|         soffrire. Pure, se io potessi evocare dai morti Vincenzo Vela,
 539   XII|            delle ombre dolenti che ho evocate davanti a voi, mi figuro
 540   III|            sublime forma non dice; ma evochiamo insieme dalle reliquie dei
 541     V|              Rubens e di Michelangelo evocò sulla tela e dal marmo,
 542   VII|          infelice, meditabondo[38] in faccia al delitto, i dolci, pallidi
 543   III|              lampeggiano meravigliose facoltà del conoscere cui non sono
 544   VII|    concepimenti di poesia sconsolata, falsa e debole perchè artificiale
 545    IV|           loro nomi di gloria vi sono familiari. Io non so come si ardisca
 546    IX|       Sienkiewicz ha dipinto un'epoca famosa dell'antica Roma con il
 547     V|           martiri irradianti da mille famose tele la divina luce di un
 548     V|          additarvene alcuni tra i più famosi, penso di escluderne le
 549   VII|          ghigliottina negli occhi, la fanciulla che Andrea Chénier udì singhiozzare,
 550      | fanno
 551   XIV|            Risalendo a ritroso con la fantasia il moto della evoluzione
 552  VIII|              dall'ineluttabile, dalle fatali condizioni della vita sulla
 553    IV|             suo elemento tragico, dal Fato che v'incombe agli uomini
 554   XIV|              piacere sopra ogni tetra febbre per modo che i desideri
 555   VII|            semplice e di Desdemona la fedele, strangolate. Ecco il giovine
 556   VII|             Mickiewicz: «Per tutte le ferite, le torture e le lagrime
 557    IV|               vedete il bel guerriero ferito del Campidoglio che reclina
 558   XIV|           dolore insanabile, fatale e fermo, perchè soltanto dalla piena[
 559    IX|             morte nei vincoli del più fervido e splendido amore; e anche
 560    II|                senza tenerezza, senza fiamma. È forse la leggiadria del
 561    IV|               Prometeo, che soffre in fiero silenzio mentre i carnefici
 562    IV|           vivente, sulle sventure del figlio Serse, e la dolce[26] Elettra
 563   VII|            stringendosi in braccio il figliuoletto morente, delirante, chiedente
 564     I|             occulta delle cose che mi figuravo desiderosa e incapace di
 565   XII|             evocate davanti a voi, mi figuro di ascoltare in una solitudine
 566  VIII|             L'arte moderna volentieri filosofeggia e parteggia, volentieri[
 567    IV|                Ecco il dolore disceso fin nelle tombe a invader le
 568  XIII|               dall'artista per un suo fine straniero all'Arte. Mi dico
 569     V|               è difficile riconoscere fino a qual punto sieno state
 570    IX|           futuro premio alla morte il fiore degli anni suoi e della
 571    IV|           arte[24] antica fu solo una fioritura di bellezza serena e di
 572     I|            guance fra i pugni chiusi, fissi gli occhi tordidi nel vuoto.
 573    IV|              Fucinus unda~ Te liquidi flevere lacus:~ ~che si arrestò
 574   VII|              vita passò; e[39] bella, florida di speranze come a primavera
 575     X|       cavalieri barbuti e delle donne floride trincanti a cerchio dell'
 576  VIII|           alla folla spettrale che ci fluì davanti noi entriamo negli
 577     X|              Schiller alla Gioia, nel flutto dei versi rapidi con maestà,
 578    XV|         oscure fonti di lei sino alla foce tutta riverberante gl'imminenti
 579     I|             si disveli. I susurri del fogliame paiono prima dire dire incalzando
 580     I|               forte che affonda nella follia. Nessuna cura stringe più
 581     V|       debolezza sentimentale non è in fondo che la intuizione incosciente
 582   VII|     inutilmente il perchè al silenzio formidabile[41] dell'Infinito. E non
 583   XIV|             ingiustizie crudeli della fortuna. Le tristezze che ci ascendono
 584   XIV|              scienza, mentre tutte le forze operose del Bene combattono
 585     X|             sorridente in estasi alle fragranze dell'aureo liquore, del
 586     V|              suonarono nella mente di Francesco Francia quando dipinse i
 587     V|              nella mente di Francesco Francia quando dipinse i suoi musicisti
 588  XIII|            chimica. La dottrina della fraternità umana insegnata dal Cristianesimo
 589    IV|         Attendite et videte». Ecco la frigia Cassandra, schiava nella
 590     I|               dove i maggiori alberi, fronteggiandosi in giro, congiungendosi
 591    IV|               è rappresentato come un frutto inevitabile del disordine,
 592    IV|             nemus Anguitiæ, vitrea te Fucinus unda~ Te liquidi flevere
 593      | fui
 594  XIII|           cose umane scoprire normali funzioni benefiche del dolore nell'
 595     X|              dell'animo lo spirito di fuoco che ha posseduto il poeta?
 596      | furono
 597   VII|              e alla vita. Ecco, nelle gelide nebbie di una notte invernale,
 598   VII|             sconsolata Margherita che geme ginocchioni davanti a una
 599    IV|               la rifiuta. Ecco passar gemendo con i capelli al vento le
 600    II|          direbbe che l'attitudine sua genera il sentimento nostro; ma
 601   XII|              la porta di uscita delle generazioni umane. Anche quando a commento
 602    IX|          creati entrambi così belli e generosi, che donar la vita agli
 603    IX|             seppe con una ispirazione geniale infondere all'opera sua
 604   XIV|               una dissonanza musicale genialmente preparata e risoluta, ne
 605     V|               del vir dolorum, che il genio di Rubens e di Michelangelo
 606    IV|           chiama, come il profeta, le genti «HIdesthe me». «Attendite
 607  XIII|             sua spartizione nacque la geometria. L'orrore della indigenza
 608  VIII|              l'ingegno di chi scrisse Germinal e di chi scrisse il Canto
 609   VII|           carcere, con l'orrore della ghigliottina negli occhi, la fanciulla
 610     I|         ascensione unica, fanno di  ghirlanda e tempio a un cupo fantasma.~ ~
 611      | già
 612   III|         inferiori alla coscienza dove giacciono tesori di ricordanze oscurate
 613     V|        madonne del Beato Angelico, di Giambellino e di Sassoferrato, dolci
 614    II|          distruggerebbe l'incanto del giardino, perchè si mesce, fatta
 615     I|         avanti, puntati i gomiti alle ginocchia, strette le guance fra i
 616   VII|        sconsolata Margherita che geme ginocchioni davanti a una immagine della
 617     X|           incanto di un'arte che alle gioie dell'amore diviso e pago
 618   VII|         innamora di , che nei cuori giovanetti torna in idolatria vana
 619    IX|              la bellezza, l'amore, le giovanili speranze. Chiudo il libro
 620     X|               cerchio dell'anfitrione gioviale, del bimbo ignudo in grembo
 621  VIII|             un lavoro assassino della giovinezza[48] e della gioia, non hanno,
 622     I|            alberi, fronteggiandosi in giro, congiungendosi a grande
 623    VI|               pietà contraddicente al giudicio divino. La stessa potenza
 624     V|          divina luce di un dolore che giunto dai sensi al più interno
 625    VI|            Dante ci descrive una pena giustamente commisurata alla colpa,
 626   XIV|              Arte nel nostro tempo di glorificare la gioia vera e intera,
 627    XV|               Io vedo la legge che ho glorificata operare infallibilmente
 628    IV|          cristiane, che procede dalla glorificazione di un infame strumento di
 629     I|               all'alta Dolorosa, e si gode intensamente di soffrire.
 630     V|               religiosa si richiede a godere di tante magnifiche rappresentazioni
 631    XI|              XI.~ ~[57]Appunto perchè godo inesprimibilmente le armonie
 632     I|           sottile e torto per sinuose gole di colli selvaggi e di montagne
 633     I|              il corso nell'arco di un golfo idilliaco, si affaccia allo
 634     I|          gentile in avanti, puntati i gomiti alle ginocchia, strette
 635    II|              sua fascinatrice è nella grandiosità del suo dolore impersonale,
 636    IV|             bellezza onde si vestì un grandioso concetto del dolore e del
 637   XII|         lamento, è un canto solenne e grave che insiste in suoni profondi,
 638    IX|              colpisce l'innocenza, la grazia, la bellezza, l'amore, le
 639     X|         gioviale, del bimbo ignudo in grembo alla madre, nel quale si
 640   XII|            Schubert si slancia con un grido amoroso, cade, rinnova lo
 641   VII|           straziato che cavalca fra i grigi ontani stringendosi in braccio
 642     I|            alle ginocchia, strette le guance fra i pugni chiusi, fissi
 643     I|            strido, avventarsi  dove guarda, tanto potente vita spirò
 644     I|             lago scintillante. Non ci guasta l'incanto dei colori e dei
 645  VIII|             Noi possiamo abborrire la guerra e consentire con l'artista
 646    IV|              horrendos; vedete il bel guerriero ferito del Campidoglio che
 647    IV|            come il profeta, le genti «HIdesthe me». «Attendite et videte».
 648    IV|             levando al cielo clamores horrendos; vedete il bel guerriero
 649    IV|             tenebroso vento che Dante ideò, e Voi tutte le riconoscete
 650     I|           corso nell'arco di un golfo idilliaco, si affaccia allo specchio
 651    IX|            nelle ombre discrete di un idillio nuziale, quanto Evnica l'
 652   VII|             cuori giovanetti torna in idolatria vana del dolore, in concepimenti
 653   VII|  inesplicabile, infuso al mondo dalla ignota sua Causa per modo che la
 654     X|          madre, nel quale si ostenta, ignuda del pari, la innocenza magnifica
 655     X|        anfitrione gioviale, del bimbo ignudo in grembo alla madre, nel
 656      | II
 657      | III
 658   III|              della malinconia e della ilarità senza causa conosciuta,
 659    IV|        penetrare l'essenza. La stessa Iliade prende bellezza e grandezza
 660   VII|              Certo il poeta non pensò illuminar le leggi della sventura
 661  XIII|          delle grandi idee sorgenti a illuminare e dirigere la evoluzione
 662    IV|               l'arte greca e la sua imitatrice latina. Ecco le creazioni
 663     X|              creò per la gioia quando immaginava esser tratto dagli occhi
 664   VII|             ginocchioni davanti a una immagine della Mater Dolorosa e Tecla
 665     V|            terribile; passate, nobili immagini del vir dolorum, che il
 666  VIII|        artistica che suscitano in noi immediatamente si trasforma, si converte
 667    XV|          tempo e tendere all'infinito immensi desiderî umani cui la scienza
 668   XII|            che soffre verso un Potere immenso e silenzioso. Suprema forma
 669    XV|            foce tutta riverberante gl'imminenti splendori del regno di Dio.~ ~ ~
 670   VII|               artistica trovò accenti immortali; e che trovò invece quando
 671   XII|             echeggianti nelle viscere immote delle cose, sotto un ondeggiar
 672    XI|            più abborre. L'abitudine c'impedisce di apprezzar degnamente
 673  XIII|               o in un ordine ignoto e impenetrabile di esse o in un ordine più
 674     I|            visione di angoscia che la impietra; e tuttavia ci balena che
 675    IV|              morale, vedete Niobe che impietrata piange ancora secondo il
 676    IV|               e il volere del destino implacabile, non ebbero coscienza di
 677    IV|              a lui Calipso, la triste impotenza dell'amore e della bellezza
 678   VII|           gioia se non Iddio solo che impresse agli eventi impeto e splendore
 679   XIV|               diminuirebbe, solamente imprime all'anima umana un moto
 680    VI|        colpevole del volere altrui, d'improvviso, in un momento di oblio,
 681  XIII|              intelligenza e crescente impulso la civiltà. Veramente dal
 682     I|               di bellezza, tentante e inafferrabile come la parola di accordi
 683     I|       fogliame paiono prima dire dire incalzando e poi dolersi, nel venir
 684     X|            maestà, delle alterne rime incalzanti, non sento io con un lieto
 685     I|              mi figuravo desiderosa e incapace di esprimersi a me com'ero
 686  VIII|             si manifesta più e più la inclinazione a un uso razionale del dolore
 687    IV|               tragico, dal Fato che v'incombe agli uomini e agli Dei e
 688   III|             del[21] dolore. No, io ho incominciato col parlarvi di quella pietra
 689    VI|             pena eterna non consuona, inconsci o no che ne siamo, con il
 690     V|               fondo che la intuizione incosciente di una bellezza intellettuale
 691  XIII|             ancora si nega alla mente indagatrice, che senza un conosciuto
 692  XIII|             del nostro tempo combatte indefesso il dolore individuale e
 693   XIV|               pianger che si muore.~ ~Indefinibile palpito, pieno di rimpianti
 694  XIII|             geometria. L'orrore della indigenza e della morte generò l'alchimia,
 695   XIV|        momento sentano quel desiderio indistinto d'infinito, quell'amore
 696    II|    compenetrandosi a vicenda, si sono indurati in un'angoscia torva, senza
 697     X|        Jordaens «Le roi boit» mi sono inebbriato di quella[55] trionfale
 698  VIII|               dolore che procede dall'ineluttabile, dalle fatali condizioni
 699  XIII|              dell'artista e ci attrae inesplicabilmente nell'opera d'arte?~ ~Il
 700   XII|            mutabili. Dolore, mistero, inesprimibile bellezza; questo mi dicono
 701    XI|                57]Appunto perchè godo inesprimibilmente le armonie della gioia con
 702   XII|             perpetua che dell'amore è inestinguibile sete? Neppure Schubert saprebbe
 703    IV|          rappresentato come un frutto inevitabile del disordine, come un castigo
 704    XV|            che ho glorificata operare infallibilmente nell'avvenire, vedo andar
 705    IV|            dalla glorificazione di un infame strumento di tortura e di
 706    IV|            generazione e punisce nell'infante in cuna il delitto degli
 707    IX|              nuziale, quanto Evnica l'infedele, che per amore consente
 708   III|          spirito umano, nelle tenebre inferiori alla coscienza dove giacciono
 709    VI|              visione non del tormento infernale, ma del dolore che il vivo
 710  XIII|           della patria, il dolore che infiamma all'adempimento del dovere
 711   VII|              di una legge storica che infligge dolore non giusto secondo
 712     I|               che lo rende più soave, infonde alle voci delle cose un
 713    IX|             le ragioni pure dell'Arte informavano ancora l'opera sua di scrittore,
 714   XIV|            materia prima, inorganica, informe, tenebrosa di questo mondo
 715   VII|              un dolore inesplicabile, infuso al mondo dalla ignota sua
 716   XIV|           soffrire degl'innocenti, le ingiustizie crudeli della fortuna. Le
 717    XI|         dolore, specie di quel dolore ingiusto, fatale, inesplicabile che
 718   III|               signori, ch'è temerario innalzare su questa sola pietra la
 719   III|          poeti le creature che l'Arte innamorata del dolore partorì nobili
 720    IV|            umana dall'Invisibile, che innamorò di  l'arte greca e la
 721     X|          terra? Nel metro stesso dell'Inno di Schiller alla Gioia,
 722  XIII|           straniero all'Arte. Mi dico inoltre che il dolore espresso dalla
 723   XIV|        arrestarmi alla materia prima, inorganica, informe, tenebrosa di questo
 724    XV|              in lei e per lei levarsi inquieti dai beni che avran raggiunto
 725   XIV|             contemplazione del dolore insanabile, fatale e fermo, perchè
 726    XV|               umane sanabili, vedo le insanabili disegnarsi appunto per questo
 727  XIII|     matematiche, come dalle zuffe che insanguinarono il suolo per la sua spartizione
 728    IV|             Io non so come si ardisca insegnare alle turbe in prosa e in
 729  XIII|       dottrina della fraternità umana insegnata dal Cristianesimo generò,
 730  XIII|            ordine degli accordi cui è inserta. Ora non è difficile a chi
 731   XII|             canto solenne e grave che insiste in suoni profondi, echeggianti
 732    IV|            sospirando a contemplar gl'insolubili enigmi dell'Universo, il
 733      | insomma
 734     V|          atavistiche e la sua ragione insorgerà contro il suo sentimento,
 735  VIII|          nostri romanzieri, ci appare intatta l'antica potenza fascinatrice
 736     V|           incosciente di una bellezza intellettuale e morale del dolore, segreta
 737  XIII|             concepisce come un essere intelligente potrebbe compiacersi di
 738   VII|              l'ora dell'amore e della intensa vita passò; e[39] bella,
 739     I|              alta Dolorosa, e si gode intensamente di soffrire. Ci partiamo
 740  VIII|             non è comparabile,  per intensità  per durata di piacere,
 741   VII|              nulla, vaga della morte, intenta continuamente a ornarsi
 742  VIII|              con l'artista che per un intento civile ce ne rappresenta
 743   XIV|             che collega la dissonanza intermedia del mondo presente a due
 744  XIII|            non sarebbe che un termine intermedio. Qui, o signori, noi tocchiamo
 745     V|               giunto dai sensi al più interno dell'anima vi è trasmutato
 746    II|           Vela, l'artefice sovrano, e interrogarlo, egli mi risponderebbe di
 747     I|             venir meno, di non essere intesi.~ ~
 748    XV|                 78]Signori, io non ho inteso con queste ultime mie parole
 749   XIV|          bellezza sovrumana perchè lo intuisce[74] occultamente nell'ordine
 750     V|    sentimentale non è in fondo che la intuizione incosciente di una bellezza
 751    XV|               rivolgere agli artisti, inutile retore, precetti o consigli.
 752   VII|             che senza posa ne domanda inutilmente il perchè al silenzio formidabile[
 753    IV|             disceso fin nelle tombe a invader le ossa dei morti, il fantasma
 754   VII|            delirante, chiedente aiuto invano contro un caudato e coronato
 755   VII|            gelide nebbie di una notte invernale, il padre straziato che
 756     I|           Torino l'11 aprile 1900 per invito di quella Società di Cultura,
 757   VII|          della Mater Dolorosa e Tecla invocante la stessa Pia che a  la
 758    XI|           anzi talora scomparso; e ne invoco a prova quell'arte che a
 759     V|            Croce, penitenti e martiri irradianti da mille famose tele la
 760    IV|               sconosciuti, Antigone e Ismene che a vicenda si eccitano
 761    XI|       Espresso dall'Arte, il dolore c'ispira una emozione non più amara
 762     V|              a qual punto sieno state ispirate dalla fede e dalla bellezza
 763  XIII|              come l'Arte volentieri s'ispiri ad esso? Non lo credo. Comprendo
 764    IV|               mare colla cara lontana Itaca nel cuor pesante, e presso
 765   VII|            ebbe gloria nel dolore? In Italia, signori, si può dubitarne.
 766   VII|             dubitarne. Quando l'anima italiana diede al dolore nazionale
 767      | IV
 768      | IX
 769   VII|            disperatamente alla vita; «je ne veux point mourir encore!»
 770   XIV|             dice Eliphaz nel libro di Job «e il dolore non nasce dal
 771     X|               meraviglioso dipinto di Jordaens «Le roi boit» mi sono inebbriato
 772    IV|              unda~ Te liquidi flevere lacus:~ ~che si arrestò sospirando
 773    IV|              lamenti dei boschi e dei laghi:~ ~Te nemus Anguitiæ, vitrea
 774   XII|               62] del mondo. Non è un lamento, è un canto solenne e grave
 775   III|              di ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose facoltà del
 776   XIV|      preparata e risoluta, ne balenan lampi che da un passato più lontano
 777    IV|            dato l'arte antica. Vedete Laocoonte che passa contorcendosi
 778    IX|               dell'antica Roma con il largo pennello,[51] con la violenza
 779    IV|             greca e la sua imitatrice latina. Ecco le creazioni dei grandi
 780   VII|           coppa che arte di[40] poeta lavorasse mai per quest'uso, Leopardi
 781  VIII|          descrivono miserie atroci di lavoratori, possono richiamarci da
 782  XIII|         compiacersi di contemplarne o leggerne o udirne la studiata espressione.
 783   VII|          poeta non pensò illuminar le leggi della sventura con quel
 784    II|              senza fiamma. È forse la leggiadria del volto e del corpo che
 785     V|              passate in silenzio,[31] legioni afflitte! Passate, madonne
 786    IX|             sulla scena, la[52] morte lenta, la morte nei vincoli del
 787   XII|             della Desolata, camminavo lentamente lungo il ritmico fragore
 788    IX|       espresso d'insegnamento morale. Leone Tolstoi, nel porsi a raccontare
 789    IV|              fra le spire dei draghi, levando al cielo clamores horrendos;
 790     I|             pensose montagne assise a levante del bosco, nelle alte scene
 791    XV|           uomo. Vedo in lei e per lei levarsi inquieti dai beni che avran
 792   VII|             dolore del mondo e noi ne leviamo le labbra sospirando per
 793     X|             vento da una gioia che lo libera dall'impero della terra?
 794   VII|              dei pellegrini polacchi, liberaci, Signore!» Se la infelice
 795   XIV|               uomini vi si soffermino liberamente e richiamino allora in 
 796    XV|              chiama all'Arte non sono liberi di escludere il dolore dal
 797    XV|            artistico  il pubblico è libero di passar noncurante o sdegnoso
 798    XI|          Lucrezio descrive seduto sul lido del mare in cospetto del
 799   XII|             nelle parole più tenere e liete un'anima di tristezza. «
 800     X|       incalzanti, non sento io con un lieto tumulto dell'animo lo spirito
 801    XV|      nettamente nel loro carattere di limite fatale della potenza nostra,
 802    IV|            vitrea te Fucinus unda~ Te liquidi flevere lacus:~ ~che si
 803     X|             alle fragranze dell'aureo liquore, del cortigiano acclamante
 804   VII|               che passano cantando le litanie di Mickiewicz: «Per tutte
 805    IV|               riva al mare colla cara lontana Itaca nel cuor pesante,
 806     I|               bosco, nelle alte scene lontane, dorate di sole, che mi
 807     V|           mille famose tele la divina luce di un dolore che giunto
 808     I|          scoprivo intera nel tremolar lucente del lago tra i tronchi,
 809    IX|                51] con la violenza di luci e d'ombre che una distanza
 810    XI|              piacere dell'egoista che Lucrezio descrive seduto sul lido
 811     V|                biondi adolescenti che Luino assise pensosi a piè della
 812   VII|            suona tanto amara. Ecco la lunga tratta dei pellegrini polacchi
 813    XI|            questo egoismo ha talvolta luogo riguardo a dolori reali,
 814      | m'
 815     V|            legioni afflitte! Passate, madonne del Beato Angelico, di Giambellino
 816     I|             si affaccia allo specchio maggiore delle acque [10]una densa
 817     I|            quel regno di ombra dove i maggiori alberi, fronteggiandosi
 818     X|         ignuda del pari, la innocenza magnifica della natura.~ ~
 819   XII|             allora nel suo linguaggio magnifico è sempre un elemento di
 820    IV|            anima pagana. Ecco la Musa malinconica e appassionata di Virgilio,
 821  VIII|              che nell'arte moderna si manifesta più e più la inclinazione
 822  VIII|              tempo che il dolore così manifestamente rappresentato in servizio
 823    XV|              della potenza nostra, di manifestazione d'una potenza superiore;
 824    IV|               scienza e della valente mano, se il dolore fisico Vi
 825   VII|              nell'opera di Alessandro Manzoni?~ ~Te dalla rea progenie~
 826    VI|               me, ombra della Pia che Maremma disfece; più soave nella
 827   VII|            uccide. Ecco la sconsolata Margherita che geme ginocchioni davanti
 828    VI|          dannò alla profonda Caina il marito punitore e non mosse Virgilio
 829    IX|            memoria non tanto Licia la martire, l'amante cristiana scomparsa
 830     V|              della Croce, penitenti e martiri irradianti da mille famose
 831  XIII|            nacquero l'astronomia e le matematiche, come dalle zuffe che insanguinarono
 832   VII|          davanti a una immagine della Mater Dolorosa e Tecla invocante
 833      | medesimo
 834   VII|       tempesta, il principe infelice, meditabondo[38] in faccia al delitto,
 835     V|            non impossibile a scoprire meditando. E ora passate in silenzio,[
 836   III|             artista, vagheggiandola e meditandola, condusse poi a perfezione
 837  VIII|               un colpevole oblio alla meditazione delle piaghe sociali e dei
 838  XIII|             Ora non è difficile a chi mediti le cose umane scoprire normali
 839   XII|               il divino incanto della melodia è in quell'accento di tristezza
 840     V|        Passate accompagnati da quelle melodie sovrumane che suonarono
 841    IV|             vero. Altro che armoniose membra di Veneri caste e di efebi
 842   III|     ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose facoltà del conoscere cui
 843     X|        abbassarlo? Persino davanti al meraviglioso dipinto di Jordaens «Le
 844     X|          dall'impero della terra? Nel metro stesso dell'Inno di Schiller
 845     I|           montagne tragiche, sereno a mezzo il corso nell'arco di un
 846   VII|        passano cantando le litanie di Mickiewicz: «Per tutte le ferite, le
 847      | mie
 848      | mille
 849  VIII|               riparo. Il soffrire dei minatori nelle viscere della terra,
 850   III|            del conoscere cui non sono ministri  i sensi  il ragionamento.
 851  XIII|               bellezza di una seconda minore, per  il più spiacente
 852  VIII|              socialisti ci descrivono miserie atroci di lavoratori, possono
 853   III|              si celano in una regione misteriosa dello spirito umano, nelle
 854   III|            conosciuta, delle dolcezze mistiche. Di laggiù è balzata in
 855     X|            spuma sull'obeso volto del mite monarca beone, sorridente
 856    IV|             ancora secondo il tragico mito, piange spaventosamente[
 857    IX|           rappresentazioni artistiche moderne della morte tanto più potenti
 858     X|            Antologia greca, nelle più molli canzoni veneziane non assaporo
 859     X|             innamora gli artisti e le moltitudini raggiando nel loro inconscio,
 860     X|             sull'obeso volto del mite monarca beone, sorridente in estasi
 861   XII|        profondi accordi che aprono la Mondscheinsonate di Beethoven. Se adesso,
 862  XIII|                Comprendo come un'arte moralista si compiaccia di rappresentarci
 863  XIII|            elementi, dalle belve, dai morbi, che costrinse l'umanità
 864    VI|              il marito punitore e non mosse Virgilio a rimproverarlo,
 865    IV|             28] contro un destino che mostra la felicità e la rifiuta.
 866    IX|              dalla natura umana, ci è mostrato nelle sue parvenze maggiormente
 867   VII|               vita; «je ne veux point mourir encore!» Ecco il Bonnivard
 868     I|             ero io di comprender lei, movevo alla più recondita sede
 869   XIV|              il giorno pianger che si muore.~ ~Indefinibile palpito,
 870    II|             cose in un'armonia che ci muove al desiderio e al sospiro,
 871   XIV|            bellezza di una dissonanza musicale genialmente preparata e
 872     I|             come la parola di accordi musicali che annuncino, preparino
 873     V|         Francia quando dipinse i suoi musicisti del cielo. Passate, cedete
 874   XII|            ondeggiar vago di parvenze mutabili. Dolore, mistero, inesprimibile
 875  XIII|          suolo per la sua spartizione nacque la geometria. L'orrore della
 876  XIII|             degli Dei, da temuti guai nacquero l'astronomia e le matematiche,
 877  VIII|           arte sua, ma poi davanti al Napoleone morente di Vela un diverso,
 878   XIV|               di Job «e il dolore non nasce dal suolo.» No, il dolore
 879    II|           inquietudini[16] dell'amore nascente? S'ella fosse raffigurata
 880  XIII|              e ritempra, precede ogni nascita anche nell'ordine delle
 881    IV|        verbose della poesia elegiaca, nate dal fascino che il dolore
 882  VIII|               soffrire di Enoch Arden naufrago del mare e dell'amore, che
 883   VII|              vita. Ecco, nelle gelide nebbie di una notte invernale,
 884   XIV|             passato più lontano della nebulosa originaria vanno a un avvenire
 885   XIV|          mondo presente e se deve per necessità esser simile alla bellezza
 886  XIII|              del dolore che ancora si nega alla mente indagatrice,
 887    XI|               ci appariva che il gran nemico e nell'Arte non ci appariva
 888    IV|              boschi e dei laghi:~ ~Te nemus Anguitiæ, vitrea te Fucinus
 889      | neppur
 890      | Neppure
 891   VII|         predilige i pizzi e i velluti neri una dama che li sa confacenti
 892   VII|            Bonnivard di Byron che nel nero Chillon apprende ad amare
 893      | Nessun
 894      | nessuno
 895    XV|         appunto per questo sempre più nettamente nel loro carattere di limite
 896    IV|             attitudini, perchè i loro nomi di gloria vi sono familiari.
 897    XV|           pubblico è libero di passar noncurante o sdegnoso davanti all'opera
 898  XIII|         mediti le cose umane scoprire normali funzioni benefiche del dolore
 899     I|                                  I.~ ~Nota. — Il presente discorso,
 900      | nulla
 901   VII|          discesa,~ Cui fu prodezza il numero,~ Cui fu ragion l'offesa,~
 902    IX|          ombre discrete di un idillio nuziale, quanto Evnica l'infedele,
 903   XIV|  inaccessibili al senso.~ ~L'Arte che obbedisce a questo divino appello
 904     X|            del vino che vi spuma sull'obeso volto del mite monarca beone,
 905   XIV|      sovrumana perchè lo intuisce[74] occultamente nell'ordine che collega
 906   VII|               tuttavia documento dell'occulto fascino di bellezza cui
 907    IX|             sue parvenze maggiormente odiose, maggiormente contrarie
 908   XII|               sento l'anima unica, vi odo l'unica voce di tutti i
 909  VIII|        possibile perchè loro materia, offerta dall'Arte, è un dolore che
 910    IV|               placide maestà di volti olimpici ha dato l'arte antica. Vedete
 911    IV|                Ed ecco tra i fantasmi omerici anche Ulisse pensoso in
 912   XII|           infinito di confondermi all'onda sonora del canto che ascende
 913   XII|           immote delle cose, sotto un ondeggiar vago di parvenze mutabili.
 914  VIII|           rappresenta gli orrori, noi onoriamo l'arte sua, ma poi davanti
 915   VII|               che cavalca fra i grigi ontani stringendosi in braccio
 916    XV|              legge che ho glorificata operare infallibilmente nell'avvenire,
 917   XIV|        scienza, mentre tutte le forze operose del Bene combattono con
 918  VIII|           artista vuole additare come opposti a un ideale della sua mente
 919   VII|            provvida~ Sventura fra gli oppressi.~ ~Certo il poeta non pensò
 920   VII|             dalla rea progenie~ Degli oppressor discesa,~ Cui fu prodezza
 921  XIII|           alcuna. Ove[66] in un mondo ordinato alla gioia entrasse un giorno
 922   XIV|           spira. E se la Intelligenza ordinatrice dei mondi dispose l'Arte
 923  VIII|            come prodotto di esistenti ordini morali e sociali cui l'artista
 924   XIV|            più lontano della nebulosa originaria vanno a un avvenire più
 925    IV|               artistica del dolore ha origini cristiane, che procede dalla
 926     I|        Rassegna Nazionale.~ ~ ~ ~Sull'orlo di un lago bizzarro che
 927   VII|               intenta continuamente a ornarsi di queste tristezze magnifiche,
 928  VIII|          civile ce ne rappresenta gli orrori, noi onoriamo l'arte sua,
 929   III|        giacciono tesori di ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose
 930   III|              insieme alle fonti degli oscuri presentimenti,[20] della
 931    VI|        fantasma pare avere in qualche oscuro modo sentito così perchè
 932    IV|              nelle tombe a invader le ossa dei morti, il fantasma del
 933  VIII|             giusta questo ideale. Noi osserviamo in pari tempo che il dolore
 934     X|              alla madre, nel quale si ostenta, ignuda del pari, la innocenza
 935   VII|               una notte invernale, il padre straziato che cavalca fra
 936   VII|               da ogni tempo e da ogni paese, il Pensieroso di Michelangelo,
 937    IV|           soggetto d'arte, sull'anima pagana. Ecco la Musa malinconica
 938   III|               dei secoli morti, dalle pagine degli antichi poeti le creature
 939     X|             gioie dell'amore diviso e pago fa partecipare lo spirito
 940   VII|           faccia al delitto, i dolci, pallidi visi di Cordelia la semplice
 941     X|           nell'Arte. Non mi rapiscono palpitante a  le sublimi forme di
 942  VIII|          forte fascino ci[47] arresta palpitanti, dimentichi di quell'arte
 943   XIV|              si muore.~ ~Indefinibile palpito, pieno di rimpianti e di
 944    IX|               profondo sospiro di chi palpitò per la sorte di Licia e
 945    VI|           beato spirito raggiante nel paradiso del tuo Poeta.~ ~
 946   III|                io ho incominciato col parlarvi di quella pietra perchè
 947    VI|          dolce e tormentoso di cui vi parlo. Solo fra i dannati ci commuove
 948     X|           dell'amore diviso e pago fa partecipare lo spirito senz'abbassarlo?
 949  VIII|             volentieri filosofeggia e parteggia, volentieri[46] rappresenta
 950     I|          intensamente di soffrire. Ci partiamo pensosi e la visione di
 951    XI|           elemento della pietà per un particolare soffrire si è attenuato,
 952   III|            Arte innamorata del dolore partorì nobili di bellezza immortale.~ ~
 953    IX|           disperazione e al suicidio, parve temere che il dolore castigo,
 954    IV|          antica. Vedete Laocoonte che passa contorcendosi fra le spire
 955   VII|               pellegrini polacchi che passano cantando le litanie di Mickiewicz: «
 956    VI|              giusta causa sofferto tu passi davanti a me, ombra della
 957     V|            nome dopo che un dramma di passione divina ebbe trasformato
 958   VII|            amore e della intensa vita passò; e[39] bella, florida di
 959    VI|             ma del dolore che il vivo patì con gl'innocenti compagni
 960    IX|             morte! Per l'apoteosi del patrizio e della schiava, perchè
 961   VII|            secoli; il buon vecchio Re pazzo, errante a caso nella notte
 962    VI|        momento di oblio, fu tratta al peccato, che neppur nell'Inferno
 963   XIV|              quell'amore che punge il pellegrino di Dante~ ~.... se ode squilla
 964    IV|            ordine onde non valevano a penetrare l'essenza. La stessa Iliade
 965     I|        seguito nel silenzio. Così [11]penetrato dall'anima occulta delle
 966     V|            pensosi a piè della Croce, penitenti e martiri irradianti da
 967    IX|              antica Roma con il largo pennello,[51] con la violenza di
 968   XII|              onde cadenti sulla riva, pensai ai profondi accordi che
 969    IV|             opera e l'altra Vi paiono pensate e condotte dagli artefici
 970    II|            risponderebbe di non avere pensato mai a una bellezza del soffrire.~ ~
 971    II|           Arte, ne accende l'anima di pensieri alti e soavi, conviene che
 972   VII|             tempo e da ogni paese, il Pensieroso di Michelangelo, solitario
 973   VII|        oppressi.~ ~Certo il poeta non pensò illuminar le leggi della
 974     I|             lago tra i tronchi, nelle pensose montagne assise a levante
 975    IV|         fantasmi omerici anche Ulisse pensoso in riva al mare colla cara
 976   III|           meditandola, condusse poi a perfezione squisita; e non è temerità
 977    XI|          cospetto del travaglio e del pericolo altrui è troppo diverso
 978   XII|        concedono la unione completa e perpetua che dell'amore è inestinguibile
 979     X|              spirito senz'abbassarlo? Persino davanti al meraviglioso
 980    IV|           cara lontana Itaca nel cuor pesante, e presso a lui Calipso,
 981  XIII|      conosciuto perchè ci solleva nel petto il più voluttuoso pianto,
 982     X|      raggiando nel loro inconscio, mi piace dire alto che nessuno mi
 983    XI|              sottile egoismo ci rende piacevoli le rappresentazioni del
 984  VIII|          oblio alla meditazione delle piaghe sociali e dei rimedi, ma
 985   XIV|           lontano~ Che paia il giorno pianger che si muore.~ ~Indefinibile
 986  VIII|              terra, il soffrire della piccola cucitrice costretta a un
 987  VIII|                che ha il soffrire del piccolo venditore di zolfanelli
 988     V|            che Luino assise pensosi a piè della Croce, penitenti e
 989     V|          dolore, che tanto soavemente piegate sotto il dono misterioso
 990     I|               sopra un alto seggio, piegato il busto gentile in avanti,
 991   VII|               Poeta, come predilige i pizzi e i velluti neri una dama
 992    IV|               efebi divini, altro che placide maestà di volti olimpici
 993   VII| disperatamente alla vita; «je ne veux point mourir encore!» Ecco il
 994   VII|        indipendenza troverebbe l'arte polacca nella gioia le ispirazioni
 995   VII|              Signore!» Se la infelice Polonia ricuperasse un giorno l'
 996    IV|              opera loro, il cuore del popolo. Certo quei grandi poeti
 997   VII|            per quest'uso, Leopardi ne porge la più pura essenza del
 998    IX|            morale. Leone Tolstoi, nel porsi a raccontare la storia di
 999   VII|           intelletto umano, che senza posa ne domanda inutilmente il
1000     I|              il grande artista che le pose nome «Desolazione». Si soffre


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