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Antonio Fogazzaro Il dolore nell'arte Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Parte
1 | 10 2 | 12 3 | 13 4 | 15 5 | 16 6 | 17 7 | 19 8 I| volta in Torino l'11 aprile 1900 per invito di quella Società 9 | 20 10 | 21 11 | 23 12 | 24 13 | 25 14 | 26 15 | 27 16 | 28 17 | 29 18 | 30 19 | 31 20 | 33 21 | 34 22 | 35 23 | 37 24 | 38 25 | 39 26 | 40 27 | 41 28 | 42 29 | 43 30 | 45 31 | 46 32 | 47 33 | 48 34 | 49 35 | 50 36 | 51 37 | 52 38 | 53 39 | 54 40 | 55 41 | 57 42 | 58 43 | 59 44 | 61 45 | 62 46 | 63 47 | 64 48 | 65 49 | 66 50 | 67 51 | 68 52 | 69 53 | 70 54 | 71 55 | 72 56 | 73 57 | 74 58 | 75 59 | 76 60 | 77 61 | 78 62 | 79 63 | 80 64 XIV| tocca un momento e subito abbandona. E mentre la scienza, mentre 65 X| partecipare lo spirito senz'abbassarlo? Persino davanti al meraviglioso 66 XI| ciò ch'egli per natura più abborre. L'abitudine c'impedisce 67 VIII| dell'al di là. Noi possiamo abborrire la guerra e consentire con 68 IX| questo fatto della morte, abborrito dalla natura umana, ci è 69 XI| per natura più abborre. L'abitudine c'impedisce di apprezzar 70 II| rappresentata dall'Arte, ne accende l'anima di pensieri alti 71 XV| quello più e più nel contatto accendersi, questo più e più concedersi 72 XIV| parole arcane del Libro Sacro accennanti a un mondo di gloria e di 73 VII| espressione artistica trovò accenti immortali; e che trovò invece 74 X| liquore, del cortigiano acclamante alle sue spalle col calice 75 V| di gioia eterna. Passate accompagnati da quelle melodie sovrumane 76 XIII| dal Cristianesimo generò, accomunando le sofferenze, quel mirabile 77 XI| che più sarebbe atto ad accoppiarsi con l'Arte, noi sottoponiamo 78 XII| rinnova lo slancio, ricade in accorato pianto. Vede ella forse 79 VI| suoi e che non sappiamo accordare con la nostra conoscenza 80 XIII| le sue continue conquiste accumula potenza nello spirito. Il 81 V| simpatia profonda. Egli si accuserà forse di debolezze atavistiche 82 XV| di forme ciò che di più acerbo ha la condizione umana. 83 IV| e agli Dei e il poeta di Achille non lo ha forse mai tanto 84 I| specchio maggiore delle acque [10]una densa e signorile 85 XII| nelle tenebre quel sublime adagio, vi sento l'anima unica, 86 VII| Werther che scrive l'ultimo addio a Carlotta e alla vita. 87 VIII| sociali cui l'artista vuole additare come opposti a un ideale 88 V| il mondo. Disponendomi ad additarvene alcuni tra i più famosi, 89 XV| divina legge dell'Arte che addito e proclamo, una legge superiore 90 XIII| dolore che infiamma all'adempimento del dovere civile; ma non 91 XII| Mondscheinsonate di Beethoven. Se adesso, pieno il cuore delle ombre 92 V| tela e dal marmo, biondi adolescenti che Luino assise pensosi 93 IX| raccontare la storia di un adulterio quando le ragioni pure dell' 94 I| di un golfo idilliaco, si affaccia allo specchio maggiore delle 95 V| sia solamente concesso di affermare che nessuna fede religiosa 96 VII| chiama, che lo vuole, che lo afferra, che lo uccide. Ecco la 97 XIV| ogni dolore del mondo,[75] afferrino, almeno per un momento, 98 V| in silenzio,[31] legioni afflitte! Passate, madonne del Beato 99 IV| fatale, immeritato dagli afflitti avvinse a sè la mente dei 100 I| una intelligenza forte che affonda nella follia. Nessuna cura 101 II| costei che se fosse viva ci agghiaccerebbe il sangue con la sua vista, 102 IV| capelli al vento le creature ahimè troppo verbose della poesia 103 VII| morente, delirante, chiedente aiuto invano contro un caudato 104 I| di ombra dove i maggiori alberi, fronteggiandosi in giro, 105 XIII| indigenza e della morte generò l'alchimia, madre della chimica. La 106 | alcuna 107 | alcuni 108 VII| donna più cara nell'opera di Alessandro Manzoni?~ ~Te dalla rea 109 XIII| ode il fragore, sente l'alito di quel mare che non ha 110 XIV| questo bene soccorre, di allettare gli uomini alla contemplazione 111 I| levante del bosco, nelle alte scene lontane, dorate di 112 X| rapidi con maestà, delle alterne rime incalzanti, non sento 113 I| congiungendosi a grande altezza in un'ascensione unica, 114 II| accende l'anima di pensieri alti e soavi, conviene che in 115 | altre 116 IX| che donar la vita agli amanti cristiani e la morte ad 117 XI| emozione intera. Se commossi amaramente da uno spettacolo di reale 118 XIV| mondo presente lo spettacolo amaro, il soffrire degl'innocenti, 119 IV| non lo ha forse mai tanto amato come quando a lui, salito 120 XIII| disordine morale, il dolore che ammaestra; come un'arte socialista 121 VI| signori, come fra tante ammirabili forme che vincono i secoli, 122 I| un lago bizzarro che io amo, verde ai due capi, sottile 123 XIV| rispondono a noi dalle cose quasi amorosamente, quasi a consenso di pena 124 XII| musica esprime ebbrezze amorose, le avviene talvolta d'infondere 125 XIII| esse o in un ordine più ampio del quale il mondo presente 126 XI| Arte, noi sottoponiamo ad analisi la nostra emozione, essa 127 XV| infallibilmente nell'avvenire, vedo andar diminuendo per opera della 128 IX| e della schiava, perchè andasse ad essi il più intimo profondo 129 VIII| ingegno di Tennyson e di Andersen.~ ~ 130 VII| occhi, la fanciulla che Andrea Chénier udì singhiozzare, 131 XIV| pieno di rimpianti e di aneliti, ricordo di un tempo felice 132 XIV| un tempo felice venturo, anello sensibile di due mondi inaccessibili 133 X| trincanti a cerchio dell'anfitrione gioviale, del bimbo ignudo 134 V| Passate, madonne del Beato Angelico, di Giambellino e di Sassoferrato, 135 VII| e ne ha strazio di dubbi angosciosi l'intelletto umano, che 136 IV| e dei laghi:~ ~Te nemus Anguitiæ, vitrea te Fucinus unda~ 137 IX| alla morte il fiore degli anni suoi e della bellezza. Supremo 138 VII| sancire un immeritato dolore, annullare, compensandole fra loro, 139 I| di accordi musicali che annuncino, preparino una successiva 140 III| morti, dalle pagine degli antichi poeti le creature che l' 141 IV| di capelli sconosciuti, Antigone e Ismene che a vicenda si 142 X| cantori voluttuosi dell'Antologia greca, nelle più molli canzoni 143 | anzi 144 IX| al libro il carattere di apologia cristiana.~ ~ 145 IX| prediletta, la morte! Per l'apoteosi del patrizio e della schiava, 146 XIV| soddisfazione comune che appaga sì lo spirito in quanto 147 XV| umani cui la scienza non appagherà mai, cui la Fede non avrà 148 VIII| dei nostri romanzieri, ci appare intatta l'antica potenza 149 I| dorate di sole, che mi apparivano tratto tratto a settentrione. 150 XIII| dolore nell'opera d'arte mi apparve testè tanto più attraente 151 IV| Ecco la Musa malinconica e appassionata di Virgilio, una voluttuosa 152 XIV| obbedisce a questo divino appello non esercita un insegnamento 153 | appena 154 VII| Byron che nel nero Chillon apprende ad amare la disperazione. 155 XI| consideriamo come nuovo, come appreso da noi quando nel dolore 156 XI| abitudine c'impedisce di apprezzar degnamente questo fatto 157 XII| di un mondo sul quale si apre la porta di uscita delle 158 I| prima volta in Torino l'11 aprile 1900 per invito di quella 159 XII| ai profondi accordi che aprono la Mondscheinsonate di Beethoven. 160 III| ombre del subcosciente un'arcana bellezza del dolore fosse 161 XIV| risovvengono allora parole arcane del Libro Sacro accennanti 162 I| sereno a mezzo il corso nell'arco di un golfo idilliaco, si 163 VIII| ha il soffrire di Enoch Arden naufrago del mare e dell' 164 IV| familiari. Io non so come si ardisca insegnare alle turbe in 165 IX| amore; e anche questo è a me argomento di rifiutare al libro il 166 II| bellezza delle cose in un'armonia che ci muove al desiderio 167 XI| godo inesprimibilmente le armonie della gioia con l'Arte, 168 XIV| desideri umani aspirino a un'armoniosa gioia dello spirito e della 169 IV| che non è vero. Altro che armoniose membra di Veneri caste e 170 VIII| più forte fascino ci[47] arresta palpitanti, dimentichi di 171 XIV| universale, mi è difficile arrestarmi alla materia prima, inorganica, 172 IV| flevere lacus:~ ~che si arrestò sospirando a contemplar 173 IV| pensate e condotte dagli artefici a prova della loro scienza 174 VII| sconsolata, falsa e debole perchè artificiale ma tuttavia documento dell' 175 XV| dolore dal campo del lavoro artistico nè il pubblico è libero 176 XII| onda sonora del canto che ascende come la preghiera di tutto 177 I| congiungendosi a grande altezza in un'ascensione unica, fanno di sè ghirlanda 178 III| erravamo per i viali deserti ascoltando la voce del vento e delle 179 IV| cose, e si compiacque di ascoltar i lamenti dei boschi e dei 180 XII| davanti a voi, mi figuro di ascoltare in una solitudine o nelle 181 II| conviene che in lei si asconda qualche occulta bellezza; 182 XIII| disordine. Tali visibili aspetti di bellezza morale ha dunque 183 XII| elemento di preghiera,[63] di aspirazione a qualche ignoto stato felice 184 XIV| modo che i desideri umani aspirino a un'armoniosa gioia dello 185 X| molli canzoni veneziane non assaporo l'incanto di un'arte che 186 VIII| cucitrice costretta a un lavoro assassino della giovinezza[48] e della 187 VII| Ecco la Musa di Leopardi assorta nella contemplazione dell' 188 XIII| da temuti guai nacquero l'astronomia e le matematiche, come dalle 189 V| accuserà forse di debolezze atavistiche e la sua ragione insorgerà 190 IV| la mente dei tragici di Atene e, per opera loro, il cuore 191 IV| re Dareios che piange con Atossa, la compagna sua tuttora 192 IV| schiava nella reggia degli Atridi, ululante nel suo barbaro 193 VIII| socialisti ci descrivono miserie atroci di lavoratori, possono richiamarci 194 XIV| oscure, qualunque sorte lo attenda, il poeta. Se la suprema 195 IV| le genti «HIdesthe me». «Attendite et videte». Ecco la frigia 196 XI| particolare soffrire si è attenuato, è anzi talora scomparso; 197 XIV| comprendo come l'Arte, che attinge le proprie ispirazioni all' 198 IV| al viso, alle vesti, alle attitudini, perchè i loro nomi di gloria 199 XIII| apparve testè tanto più attraente quanto più inesplicabile, 200 IX| sull'animo nostro, tanto più attraenti quanto più questo fatto 201 XIII| senta l'impero della ragione attribuirgli bellezza alcuna. Ove[66] 202 VI| giustizia. E soave nell'aura di un dolore senza giusta 203 X| estasi alle fragranze dell'aureo liquore, del cortigiano 204 V| anima vi è trasmutato in un'aurora di gioia eterna. Passate 205 | avanti 206 XIII| umana, qui l'esploratore che avanza passo passo nell'ombra crescente, 207 | avemmo 208 | aver 209 | averli 210 | avesse 211 | avevamo 212 IV| in cuna il delitto degli avi. Lo spettacolo del soffrire 213 I| un momento gli occhi suoi avidi dalla visione di angoscia 214 | avrà 215 | avran 216 I| dal seggio con uno strido, avventarsi là dove guarda, tanto potente 217 VII| Chénier udì singhiozzare, avvinghiandosi disperatamente alla vita; « 218 IV| immeritato dagli afflitti avvinse a sè la mente dei tragici 219 I| impietra; e tuttavia ci balena che possa repente balzar 220 XIV| preparata e risoluta, ne balenan lampi che da un passato 221 I| balena che possa repente balzar dal seggio con uno strido, 222 III| dolcezze mistiche. Di laggiù è balzata in un'ora di emozione creatrice 223 IV| Atridi, ululante nel suo barbaro linguaggio quale una belva 224 X| calice in alto, dei cavalieri barbuti e delle donne floride trincanti 225 XIII| di quel mare che non ha barca nè vela. Egli ristà.~ ~ 226 VII| sè la richiami da questo basso mondo ove per lei l'ora 227 XIII| ordine delle cose esistenti. Bastano a spiegare come l'Arte volentieri 228 IV| vendette sul suo carro di battaglia, fa profetare dal cavallo 229 X| dagli occhi sfavillanti di Beatrice per entro[54] un riso dell' 230 XII| aprono la Mondscheinsonate di Beethoven. Se adesso, pieno il cuore 231 IV| clamores horrendos; vedete il bel guerriero ferito del Campidoglio 232 IX| averli creati entrambi così belli e generosi, che donar la 233 I| fantasma.~ ~Una giovine donna, bellissima, dai capelli scomposti, 234 IV| barbaro linguaggio quale una belva prigioniera. Ecco il dolore 235 XIII| inflitto dagli elementi, dalle belve, dai morbi, che costrinse 236 VIII| zolfanelli morente sulla via, benchè l'ingegno di chi scrisse 237 XIII| scoprire normali funzioni benefiche del dolore nell'ordine delle 238 X| obeso volto del mite monarca beone, sorridente in estasi alle 239 X| anfitrione gioviale, del bimbo ignudo in grembo alla madre, 240 V| sulla tela e dal marmo, biondi adolescenti che Luino assise 241 I| Sull'orlo di un lago bizzarro che io amo, verde ai due 242 X| dipinto di Jordaens «Le roi boit» mi sono inebbriato di quella[ 243 VII| mourir encore!» Ecco il Bonnivard di Byron che nel nero Chillon 244 IV| di ascoltar i lamenti dei boschi e dei laghi:~ ~Te nemus 245 I| montagne assise a levante del bosco, nelle alte scene lontane, 246 VII| grigi ontani stringendosi in braccio il figliuoletto morente, 247 X| dell'Universo? Non ebbi io brividi di sacro entusiasmo davanti 248 VII| niente e porta nei secoli; il buon vecchio Re pazzo, errante 249 I| alto seggio, piegato il busto gentile in avanti, puntati 250 VII| encore!» Ecco il Bonnivard di Byron che nel nero Chillon apprende 251 IV| alla rupe e, appena è solo, caccia un urlo, chiama, come il 252 XII| slancia con un grido amoroso, cade, rinnova lo slancio, ricade 253 VI| stessa potenza per la stessa cagione ha il fantasma del conte 254 VI| perchè dannò alla profonda Caina il marito punitore e non 255 II| emozione insomma tenera e calda, si direbbe che l'attitudine 256 X| acclamante alle sue spalle col calice in alto, dei cavalieri barbuti 257 IV| pesante, e presso a lui Calipso, la triste impotenza dell' 258 VIII| chi scrisse il Canto della camicia non ci paia inferiore all' 259 XII| fantasma della Desolata, camminavo lentamente lungo il ritmico 260 IV| bel guerriero ferito del Campidoglio che reclina tristemente 261 XV| escludere il dolore dal campo del lavoro artistico nè 262 VII| pellegrini polacchi che passano cantando le litanie di Mickiewicz: « 263 X| poeta? Nei più delicati cantori voluttuosi dell'Antologia 264 X| Antologia greca, nelle più molli canzoni veneziane non assaporo l' 265 I| che io amo, verde ai due capi, sottile e torto per sinuose 266 VII| d'estate, nell'ombra d'un carcere, con l'orrore della ghigliottina 267 VII| scrive l'ultimo addio a Carlotta e alla vita. Ecco, nelle 268 IV| fiero silenzio mentre i carnefici ne configgon le catene alla 269 I| presuma, per esserle stato caro, poterle recar conforto. 270 IV| salito alle vendette sul suo carro di battaglia, fa profetare 271 VII| vecchio Re pazzo, errante a caso nella notte e nella tempesta, 272 IV| videte». Ecco la frigia Cassandra, schiava nella reggia degli 273 IV| armoniose membra di Veneri caste e di efebi divini, altro 274 IV| carnefici ne configgon le catene alla rupe e, appena è solo, 275 VII| chiedente aiuto invano contro un caudato e coronato spettro che lo 276 IV| Universo, il mistero delle cause prime.~ ~ 277 VII| il padre straziato che cavalca fra i grigi ontani stringendosi 278 X| col calice in alto, dei cavalieri barbuti e delle donne floride 279 IV| battaglia, fa profetare dal cavallo Xanto una sinistra profezia 280 | ce 281 V| musicisti del cielo. Passate, cedete ad altri fantasmi!~ ~ 282 III| stessa dell'artista. Esse si celano in una regione misteriosa 283 VI| nella memoria per un solo cenno di quel dolore che qualsiasi 284 X| donne floride trincanti a cerchio dell'anfitrione gioviale, 285 VII| la fanciulla che Andrea Chénier udì singhiozzare, avvinghiandosi 286 VII| figliuoletto morente, delirante, chiedente aiuto invano contro un caudato 287 XV| raccolti ancora, li vedo chiedere dolorosi all'Arte[80] il 288 VII| Bonnivard di Byron che nel nero Chillon apprende ad amare la disperazione. 289 XIII| l'alchimia, madre della chimica. La dottrina della fraternità 290 IX| le giovanili speranze. Chiudo il libro dove Enrico Sienkiewicz 291 I| strette le guance fra i pugni chiusi, fissi gli occhi tordidi 292 IV| singhiozzante sopra una ciocca di capelli sconosciuti, 293 | circa 294 IV| draghi, levando al cielo clamores horrendos; vedete il bel 295 XV| questo più e più concedersi clemente, e così predisposta la ultima 296 XIII| nostro, è impossibile a collegare con alcun disordine apparente. 297 I| torto per sinuose gole di colli selvaggi e di montagne tragiche, 298 VII| Il non aver pietà,~ ~Te collocò la provvida~ Sventura fra 299 I| ci guasta l'incanto dei colori e dei suoni ma vi spira 300 | coloro 301 IX| del ragionevole, quando colpisce l'innocenza, la grazia, 302 | com' 303 XIII| gloria del nostro tempo combatte indefesso il dolore individuale 304 XIV| le forze operose del Bene combattono con gloria i dolori sanabili 305 XII| generazioni umane. Anche quando a commento di poesia la musica esprime 306 VI| descrive una pena giustamente commisurata alla colpa, mai non si mesce 307 XI| 59] emozione intera. Se commossi amaramente da uno spettacolo 308 II| arte che fu creata nella commozione, convien pensare che il 309 II| poichè solo ha potenza di commuovere l'opera d'arte che fu creata 310 IV| che piange con Atossa, la compagna sua tuttora vivente, sulle 311 VI| vivo patì con gl'innocenti compagni suoi e che non sappiamo 312 VIII| di azione sociale, non è comparabile, nè per intensità nè per 313 II| dolore e l'amore di lei, compenetrandosi a vicenda, si sono indurati 314 XIV| non estinto, connesso e compenetrato copertamente con le cose[ 315 VII| immeritato dolore, annullare, compensandole fra loro, le sofferenze 316 IV| lagrime delle cose, e si compiacque di ascoltar i lamenti dei 317 XIV| del giorno[72] in cui si compierà la evoluzione del sistema 318 XII| non concedono la unione completa e perpetua che dell'amore 319 V| attitudine che ogni dolore compone, infiniti fantasmi cui l' 320 I| esprimersi a me com'ero io di comprender lei, movevo alla più recondita 321 XV| accendersi, questo più e più concedersi clemente, e così predisposta 322 XII| della[64] vita terrena non concedono la unione completa e perpetua 323 VII| idolatria vana del dolore, in concepimenti di poesia sconsolata, falsa 324 XIII| occulta, il dolore, non si concepisce come un essere intelligente 325 II| creatore di quel marmo abbia concepito con entusiasmo, prima di 326 V| dolore. Mi sia solamente concesso di affermare che nessuna 327 XV| che di più acerbo ha la condizione umana. Io vedo la legge 328 IV| altra Vi paiono pensate e condotte dagli artefici a prova della 329 VIII| fascinatrice del dolore. Siamo pure condotti a considerare che nell'arte 330 XIV| sulla cui soglia il dolore conduce le creature rifatte splendide 331 IX| scrittore, premeditando di condurre la sua eroina dalla colpa 332 III| vagheggiandola e meditandola, condusse poi a perfezione squisita; 333 VII| neri una dama che li sa confacenti alla sua bellezza. Nella 334 XIV| potere per la felicità umana conferisce a ciò che l'uomo tocca un 335 IV| silenzio mentre i carnefici ne configgon le catene alla rupe e, appena 336 XIII| signori, noi tocchiamo i confini prescritti alla conoscenza 337 XII| un desiderio infinito di confondermi all'onda sonora del canto 338 I| stato caro, poterle recar conforto. Ella non torcerebbe un 339 I| fronteggiandosi in giro, congiungendosi a grande altezza in un'ascensione 340 XV| la ultima gioia del loro congiungimento, mi si rivela intera nel 341 XIV| scomparso ma non estinto, connesso e compenetrato copertamente 342 XIII| per sè il più spiacente connubio di suoni, non può essere 343 III| meravigliose facoltà del conoscere cui non sono ministri nè 344 XIII| indagatrice, che senza un conosciuto perchè ci solleva nel petto 345 XIII| sociale e con le sue continue conquiste accumula potenza nello spirito. 346 VI| perchè nella nostra mente, consci o no che siamo, la misura 347 VIII| per diversi scopi di cui è conscia. L'arte moderna volentieri 348 IX| l'infedele, che per amore consente senza speranza di futuro 349 VIII| possiamo abborrire la guerra e consentire con l'artista che per un 350 XIII| natura umana che se lo si considera non solamente all'infuori 351 VIII| dolore. Siamo pure condotti a considerare che nell'arte moderna si 352 XI| fatto che ci turba se lo consideriamo come nuovo, come appreso 353 XV| inutile retore, precetti o consigli. È una divina legge dell' 354 XI| ci appariva che la grande consolatrice. Diremo forse che[58] un 355 VI| che la sua pena eterna non consuona, inconsci o no che ne siamo, 356 I| parola unica nella quale consuonassero tante diverse voci di cose; 357 XV| moltiplicarsi realmente i contatti del desiderio umano con 358 XV| vedo quello più e più nel contatto accendersi, questo più e 359 VI| cagione ha il fantasma del conte Ugolino, la visione non 360 VII| suo seggio di principe, contemplante nel vuoto come in uno specchio 361 IV| si arrestò sospirando a contemplar gl'insolubili enigmi dell' 362 XIII| potrebbe compiacersi di contemplarne o leggerne o udirne la studiata 363 VIII| della gioia, non hanno, come contenuto di forme artistiche, la 364 VII| vaga della morte, intenta continuamente a ornarsi di queste tristezze 365 XIII| individuale e sociale e con le sue continue conquiste accumula potenza 366 IV| Vedete Laocoonte che passa contorcendosi fra le spire dei draghi, 367 VI| del poema, per una pietà contraddicente al giudicio divino. La stessa 368 IX| maggiormente odiose, maggiormente contrarie all'idea nostra del giusto 369 VIII| immediatamente si trasforma, si converte in desiderio di azione sociale, 370 II| creata nella commozione, convien pensare che il creatore 371 XIV| connesso e compenetrato copertamente con le cose[73] presenti; 372 VII| bellezza. Nella più squisita coppa che arte di[40] poeta lavorasse 373 VII| i dolci, pallidi visi di Cordelia la semplice e di Desdemona 374 VII| crudele parola e in tutto il coro la pia potente, per questo 375 I| 10]una densa e signorile corona di ombra. Sovente per le 376 VII| invano contro un caudato e coronato spettro che lo chiama, che 377 I| tragiche, sereno a mezzo il corso nell'arco di un golfo idilliaco, 378 X| dell'aureo liquore, del cortigiano acclamante alle sue spalle 379 XI| seduto sul lido del mare in cospetto del travaglio e del pericolo 380 VIII| della piccola cucitrice costretta a un lavoro assassino della 381 XIII| dalle belve, dai morbi, che costrinse l'umanità primitiva a difese 382 II| commuovere l'opera d'arte che fu creata nella commozione, convien 383 IX| poteva l'Arte dopo averli creati entrambi così belli e generosi, 384 II| convien pensare che il creatore di quel marmo abbia concepito 385 III| balzata in un'ora di emozione creatrice questa mirabile forma cui 386 VI| male. E Dante stesso mentre creava per l'Inferno l'amoroso[ 387 XV| moltiplicarsi di tale bellezza io credente vedo moltiplicarsi realmente 388 XIII| s'ispiri ad esso? Non lo credo. Comprendo come un'arte 389 XIV| ispirazioni all'inconscio, crei, quando prende a soggetto 390 X| forme di poesia che Dante creò per la gioia quando immaginava 391 IV| artistica del dolore ha origini cristiane, che procede dalla glorificazione 392 XIII| fraternità umana insegnata dal Cristianesimo generò, accomunando le sofferenze, 393 IX| donar la vita agli amanti cristiani e la morte ad essi, la morte 394 V| assise pensosi a piè della Croce, penitenti e martiri irradianti 395 VIII| il soffrire della piccola cucitrice costretta a un lavoro assassino 396 I| invito di quella Società di Cultura, venne quindi pubblicato 397 IV| punisce nell'infante in cuna il delitto degli avi. Lo 398 IV| colla cara lontana Itaca nel cuor pesante, e presso a lui 399 VII| innamora di sè, che nei cuori giovanetti torna in idolatria 400 II| la sua bellezza è troppo cupa, troppo sinistro il disordine 401 I| ghirlanda e tempio a un cupo fantasma.~ ~Una giovine 402 I| affonda nella follia. Nessuna cura stringe più costei nè del 403 VII| pizzi e i velluti neri una dama che li sa confacenti alla 404 VI| cui vi parlo. Solo fra i dannati ci commuove così Francesca. 405 VI| modo sentito così perchè dannò alla profonda Caina il marito 406 VI| VI.~ ~[33]Ecco le visioni dantesche del dolore. Considerate, 407 IV| fantasma del vecchio re Dareios che piange con Atossa, la 408 IV| maestà di volti olimpici ha dato l'arte antica. Vedete Laocoonte 409 VII| poesia sconsolata, falsa e debole perchè artificiale ma tuttavia 410 V| sentimento, ma questa presunta debolezza sentimentale non è in fondo 411 V| Egli si accuserà forse di debolezze atavistiche e la sua ragione 412 XI| c'impedisce di apprezzar degnamente questo fatto che ci turba 413 X| posseduto il poeta? Nei più delicati cantori voluttuosi dell' 414 VII| il figliuoletto morente, delirante, chiedente aiuto invano 415 XI| emozione non più amara ma deliziosa nella quale l'elemento della 416 I| maggiore delle acque [10]una densa e signorile corona di ombra. 417 VIII| Quando i poeti socialisti ci descrivono miserie atroci di lavoratori, 418 VII| Cordelia la semplice e di Desdemona la fedele, strangolate. 419 III| quando erravamo per i viali deserti ascoltando la voce del vento 420 XIV| tetra febbre per modo che i desideri umani aspirino a un'armoniosa 421 XV| tendere all'infinito immensi desiderî umani cui la scienza non 422 XIV| vera e intera, mentre i desiderii degli uomini volgono a un 423 I| delle cose che mi figuravo desiderosa e incapace di esprimersi 424 I| artista che le pose nome «Desolazione». Si soffre davanti all' 425 XI| dolcissimo sentimento, che, destato dall'opera d'arte, sovente 426 VII| tristezze magnifiche, sia detto senza offesa del grande 427 XIV| del mondo presente e se deve per necessità esser simile 428 I| bellezza oscura onde avemmo dianzi turbato il cuore vi ritorni, 429 XII| inesprimibile bellezza; questo mi dicono i sovrumani accordi e una 430 V| infiniti fantasmi cui l'Arte diè vita e nome dopo che un 431 VII| Quando l'anima italiana diede al dolore nazionale un'espressione 432 XIII| costrinse l'umanità primitiva a difese ond'ebbero crescente vigore 433 XI| mirabile che l'Arte renda dilettoso al cuore umano ciò ch'egli 434 XIII| dovere civile; ma non posso dimenticare che il dolore nell'opera 435 XV| nell'avvenire, vedo andar diminuendo per opera della scienza 436 XIV| esplicito e diretto che la diminuirebbe, solamente imprime all'anima 437 XV| imminenti splendori del regno di Dio.~ ~ ~ 438 V| Francesco Francia quando dipinse i suoi musicisti del cielo. 439 V| Michelangelo e alla Pietà dipinta da Van Dyck anche uno scettico, 440 II| insomma tenera e calda, si direbbe che l'attitudine sua genera 441 XIV| insegnamento morale esplicito e diretto che la diminuirebbe, solamente 442 XIII| sorgenti a illuminare e dirigere la evoluzione della razza. 443 V| dolore, segreta sì, ma, come dirò più tardi, non impossibile 444 IX| dell'arte socialista può dirsi di quell'arte che rappresenta 445 VII| progenie~ Degli oppressor discesa,~ Cui fu prodezza il numero,~ 446 IV| prigioniera. Ecco il dolore disceso fin nelle tombe a invader 447 XIV| splendore e di colpa dove si è dischiuso il seme del piangere, a 448 I| I.~ ~Nota. — Il presente discorso, tenuto la prima volta in 449 IX| cristiana scomparsa nelle ombre discrete di un idillio nuziale, quanto 450 II| creatura di marmo che ci si disegna la prima parola del mistero. 451 XV| sanabili, vedo le insanabili disegnarsi appunto per questo sempre 452 VI| ombra della Pia che Maremma disfece; più soave nella memoria 453 XIII| espresso dalla musica pura, disgiunta dalla parola, tanto potente 454 VII| singhiozzare, avvinghiandosi disperatamente alla vita; «je ne veux point 455 V| ebbe trasformato il mondo. Disponendomi ad additarvene alcuni tra 456 XIV| Intelligenza ordinatrice dei mondi dispose l'Arte a elevare l'ideale 457 XIV| comprendo pure che abbia disposto l'Arte anche a render voluttuosa 458 IX| di luci e d'ombre che una distanza di tanti secoli richiedeva, 459 II| sangue con la sua vista, ci distruggerebbe l'incanto del giardino, 460 I| prema più forte, quasi vi si disveli. I susurri del fogliame 461 I| quale consuonassero tante diverse voci di cose; di una profonda 462 VIII| razionale del dolore per diversi scopi di cui è conscia. 463 IV| salutare del dolore; ma vi divinarono tuttavia la forma di un 464 IV| esso che crudeli vendette divine[27] e il volere del destino 465 IV| Veneri caste e di efebi divini, altro che placide maestà 466 X| che alle gioie dell'amore diviso e pago fa partecipare lo 467 VII| artificiale ma tuttavia documento dell'occulto fascino di 468 III| causa conosciuta, delle dolcezze mistiche. Di laggiù è balzata 469 XI| è troppo diverso da quel dolcissimo sentimento, che, destato 470 I| dire dire incalzando e poi dolersi, nel venir meno, di non 471 XV| ancora, li vedo chiedere dolorosi all'Arte[80] il ristoro 472 V| nobili immagini del vir dolorum, che il genio di Rubens 473 VII| umano, che senza posa ne domanda inutilmente il perchè al 474 IX| così belli e generosi, che donar la vita agli amanti cristiani 475 X| cavalieri barbuti e delle donne floride trincanti a cerchio 476 I| nelle alte scene lontane, dorate di sole, che mi apparivano 477 XIII| infiamma all'adempimento del dovere civile; ma non posso dimenticare 478 IV| contorcendosi fra le spire dei draghi, levando al cielo clamores 479 V| vita e nome dopo che un dramma di passione divina ebbe 480 VII| Cui fu ragion l'offesa,~ E dritto il sangue e gloria~ Il non 481 VII| lamenti e ne ha strazio di dubbi angosciosi l'intelletto 482 XI| del sentir pietà è senza dubbio parte dell'emozione che 483 VII| Italia, signori, si può dubitarne. Quando l'anima italiana 484 VIII| nè per intensità nè per durata di piacere, alle emozioni 485 V| alla Pietà dipinta da Van Dyck anche uno scettico, se ha 486 VII| sospirando per una mistica ebbrezza che ne invade, che ne innamora 487 XII| poesia la musica esprime ebbrezze amorose, le avviene talvolta 488 VI| la misura della sua pena eccede la misura del suo consenso 489 IV| Ismene che a vicenda si eccitano al pianto. Ecco Edipo e 490 XIV| dolore inesplicabile che echeggia nelle viscere della musica 491 XII| insiste in suoni profondi, echeggianti nelle viscere immote delle 492 XIV| giustizia nel riparto dei beni economici lo attrae, ma che soverchio 493 IV| eccitano al pianto. Ecco Edipo e l'ombra sinistra del Destino. 494 IV| membra di Veneri caste e di efebi divini, altro che placide 495 XI| dolori reali, il piacere dell'egoista che Lucrezio descrive seduto 496 XV| nel suo sublime disegno la elaborazione del dolore nell'Arte dalle 497 IV| troppo verbose della poesia elegiaca, nate dal fascino che il 498 IV| figlio Serse, e la dolce[26] Elettra singhiozzante sopra una 499 XIV| dei mondi dispose l'Arte a elevare l'ideale del piacere sopra 500 XIV| avviene senza causa» dice Eliphaz nel libro di Job «e il dolore 501 XIV| coscienza di tutto il dolore può emergere un perfetto sperato ideale 502 VIII| durata di piacere, alle emozioni che non trovano sfogo in 503 VII| je ne veux point mourir encore!» Ecco il Bonnivard di Byron 504 I| nuovo e profondo. Pare che l'enigma di bellezza oscura onde 505 IV| contemplar gl'insolubili enigmi dell'Universo, il mistero 506 VIII| fascinatrice che ha il soffrire di Enoch Arden naufrago del mare 507 IX| speranze. Chiudo il libro dove Enrico Sienkiewicz ha dipinto un' 508 | entrambi 509 XIII| mondo ordinato alla gioia entrasse un giorno senza causa, nè 510 VIII| che ci fluì davanti noi entriamo negli studii dei nostri 511 X| sfavillanti di Beatrice per entro[54] un riso dell'Universo? 512 VI| secoli, quelle ci rapiscano a entusiasmi quasi tormentosi nella loro 513 IX| Sienkiewicz ha dipinto un'epoca famosa dell'antica Roma 514 | ero 515 IX| premeditando di condurre la sua eroina dalla colpa grado grado 516 VII| il buon vecchio Re pazzo, errante a caso nella notte e nella 517 III| temerità di pensare che quando erravamo per i viali deserti ascoltando 518 III| ne avevamo coscienza. Non esclamate, signori, ch'è temerario 519 XV| all'Arte non sono liberi di escludere il dolore dal campo del 520 V| tra i più famosi, penso di escluderne le creazioni dell'arte sacra, 521 XIV| questo divino appello non esercita un insegnamento morale esplicito 522 IV| fascino che il dolore ha esercitato, come soggetto d'arte, sull' 523 XIV| esercita un insegnamento morale esplicito e diretto che la diminuirebbe, 524 XIII| conoscenza umana, qui l'esploratore che avanza passo passo nell' 525 X| 53]Signori, prima di esporvi il mio concetto circa la 526 XII| commento di poesia la musica esprime ebbrezze amorose, le avviene 527 XII| nostra, la musica sola vale a esprimere il dolore impersonale e 528 XIII| potrebbe compiacersi di esprimerlo ad arte, come altri potrebbe 529 I| desiderosa e incapace di esprimersi a me com'ero io di comprender 530 I| 12]vivente presuma, per esserle stato caro, poterle recar 531 X| monarca beone, sorridente in estasi alle fragranze dell'aureo 532 VII| spica, come il tralcio d'estate, nell'ombra d'un carcere, 533 XIV| di colpa scomparso ma non estinto, connesso e compenetrato 534 | et 535 IX| all'opera sua il fascino eterno del dolore prescritto dal 536 VII| Iddio solo che impresse agli eventi impeto e splendore di poema?~ ~ 537 IX| idillio nuziale, quanto Evnica l'infedele, che per amore 538 II| soffrire. Pure, se io potessi evocare dai morti Vincenzo Vela, 539 XII| delle ombre dolenti che ho evocate davanti a voi, mi figuro 540 III| sublime forma non dice; ma evochiamo insieme dalle reliquie dei 541 V| Rubens e di Michelangelo evocò sulla tela e dal marmo, 542 VII| infelice, meditabondo[38] in faccia al delitto, i dolci, pallidi 543 III| lampeggiano meravigliose facoltà del conoscere cui non sono 544 VII| concepimenti di poesia sconsolata, falsa e debole perchè artificiale 545 IV| loro nomi di gloria vi sono familiari. Io non so come si ardisca 546 IX| Sienkiewicz ha dipinto un'epoca famosa dell'antica Roma con il 547 V| martiri irradianti da mille famose tele la divina luce di un 548 V| additarvene alcuni tra i più famosi, penso di escluderne le 549 VII| ghigliottina negli occhi, la fanciulla che Andrea Chénier udì singhiozzare, 550 | fanno 551 XIV| Risalendo a ritroso con la fantasia il moto della evoluzione 552 VIII| dall'ineluttabile, dalle fatali condizioni della vita sulla 553 IV| suo elemento tragico, dal Fato che v'incombe agli uomini 554 XIV| piacere sopra ogni tetra febbre per modo che i desideri 555 VII| semplice e di Desdemona la fedele, strangolate. Ecco il giovine 556 VII| Mickiewicz: «Per tutte le ferite, le torture e le lagrime 557 IV| vedete il bel guerriero ferito del Campidoglio che reclina 558 XIV| dolore insanabile, fatale e fermo, perchè soltanto dalla piena[ 559 IX| morte nei vincoli del più fervido e splendido amore; e anche 560 II| senza tenerezza, senza fiamma. È forse la leggiadria del 561 IV| Prometeo, che soffre in fiero silenzio mentre i carnefici 562 IV| vivente, sulle sventure del figlio Serse, e la dolce[26] Elettra 563 VII| stringendosi in braccio il figliuoletto morente, delirante, chiedente 564 I| occulta delle cose che mi figuravo desiderosa e incapace di 565 XII| evocate davanti a voi, mi figuro di ascoltare in una solitudine 566 VIII| L'arte moderna volentieri filosofeggia e parteggia, volentieri[ 567 IV| Ecco il dolore disceso fin nelle tombe a invader le 568 XIII| dall'artista per un suo fine straniero all'Arte. Mi dico 569 V| è difficile riconoscere fino a qual punto sieno state 570 IX| futuro premio alla morte il fiore degli anni suoi e della 571 IV| arte[24] antica fu solo una fioritura di bellezza serena e di 572 I| guance fra i pugni chiusi, fissi gli occhi tordidi nel vuoto. 573 IV| Fucinus unda~ Te liquidi flevere lacus:~ ~che si arrestò 574 VII| vita passò; e[39] bella, florida di speranze come a primavera 575 X| cavalieri barbuti e delle donne floride trincanti a cerchio dell' 576 VIII| alla folla spettrale che ci fluì davanti noi entriamo negli 577 X| Schiller alla Gioia, nel flutto dei versi rapidi con maestà, 578 XV| oscure fonti di lei sino alla foce tutta riverberante gl'imminenti 579 I| si disveli. I susurri del fogliame paiono prima dire dire incalzando 580 I| forte che affonda nella follia. Nessuna cura stringe più 581 V| debolezza sentimentale non è in fondo che la intuizione incosciente 582 VII| inutilmente il perchè al silenzio formidabile[41] dell'Infinito. E non 583 XIV| ingiustizie crudeli della fortuna. Le tristezze che ci ascendono 584 XIV| scienza, mentre tutte le forze operose del Bene combattono 585 X| sorridente in estasi alle fragranze dell'aureo liquore, del 586 V| suonarono nella mente di Francesco Francia quando dipinse i 587 V| nella mente di Francesco Francia quando dipinse i suoi musicisti 588 XIII| chimica. La dottrina della fraternità umana insegnata dal Cristianesimo 589 IV| Attendite et videte». Ecco la frigia Cassandra, schiava nella 590 I| dove i maggiori alberi, fronteggiandosi in giro, congiungendosi 591 IV| è rappresentato come un frutto inevitabile del disordine, 592 IV| nemus Anguitiæ, vitrea te Fucinus unda~ Te liquidi flevere 593 | fui 594 XIII| cose umane scoprire normali funzioni benefiche del dolore nell' 595 X| dell'animo lo spirito di fuoco che ha posseduto il poeta? 596 | furono 597 VII| e alla vita. Ecco, nelle gelide nebbie di una notte invernale, 598 VII| sconsolata Margherita che geme ginocchioni davanti a una 599 IV| la rifiuta. Ecco passar gemendo con i capelli al vento le 600 II| direbbe che l'attitudine sua genera il sentimento nostro; ma 601 XII| la porta di uscita delle generazioni umane. Anche quando a commento 602 IX| creati entrambi così belli e generosi, che donar la vita agli 603 IX| seppe con una ispirazione geniale infondere all'opera sua 604 XIV| una dissonanza musicale genialmente preparata e risoluta, ne 605 V| del vir dolorum, che il genio di Rubens e di Michelangelo 606 IV| chiama, come il profeta, le genti «HIdesthe me». «Attendite 607 XIII| sua spartizione nacque la geometria. L'orrore della indigenza 608 VIII| l'ingegno di chi scrisse Germinal e di chi scrisse il Canto 609 VII| carcere, con l'orrore della ghigliottina negli occhi, la fanciulla 610 I| ascensione unica, fanno di sè ghirlanda e tempio a un cupo fantasma.~ ~ 611 | già 612 III| inferiori alla coscienza dove giacciono tesori di ricordanze oscurate 613 V| madonne del Beato Angelico, di Giambellino e di Sassoferrato, dolci 614 II| distruggerebbe l'incanto del giardino, perchè si mesce, fatta 615 I| avanti, puntati i gomiti alle ginocchia, strette le guance fra i 616 VII| sconsolata Margherita che geme ginocchioni davanti a una immagine della 617 X| incanto di un'arte che alle gioie dell'amore diviso e pago 618 VII| innamora di sè, che nei cuori giovanetti torna in idolatria vana 619 IX| la bellezza, l'amore, le giovanili speranze. Chiudo il libro 620 X| cerchio dell'anfitrione gioviale, del bimbo ignudo in grembo 621 VIII| un lavoro assassino della giovinezza[48] e della gioia, non hanno, 622 I| alberi, fronteggiandosi in giro, congiungendosi a grande 623 VI| pietà contraddicente al giudicio divino. La stessa potenza 624 V| divina luce di un dolore che giunto dai sensi al più interno 625 VI| Dante ci descrive una pena giustamente commisurata alla colpa, 626 XIV| Arte nel nostro tempo di glorificare la gioia vera e intera, 627 XV| Io vedo la legge che ho glorificata operare infallibilmente 628 IV| cristiane, che procede dalla glorificazione di un infame strumento di 629 I| all'alta Dolorosa, e si gode intensamente di soffrire. 630 V| religiosa si richiede a godere di tante magnifiche rappresentazioni 631 XI| XI.~ ~[57]Appunto perchè godo inesprimibilmente le armonie 632 I| sottile e torto per sinuose gole di colli selvaggi e di montagne 633 I| il corso nell'arco di un golfo idilliaco, si affaccia allo 634 I| gentile in avanti, puntati i gomiti alle ginocchia, strette 635 II| sua fascinatrice è nella grandiosità del suo dolore impersonale, 636 IV| bellezza onde si vestì un grandioso concetto del dolore e del 637 XII| lamento, è un canto solenne e grave che insiste in suoni profondi, 638 IX| colpisce l'innocenza, la grazia, la bellezza, l'amore, le 639 X| gioviale, del bimbo ignudo in grembo alla madre, nel quale si 640 XII| Schubert si slancia con un grido amoroso, cade, rinnova lo 641 VII| straziato che cavalca fra i grigi ontani stringendosi in braccio 642 I| alle ginocchia, strette le guance fra i pugni chiusi, fissi 643 I| strido, avventarsi là dove guarda, tanto potente vita spirò 644 I| lago scintillante. Non ci guasta l'incanto dei colori e dei 645 VIII| Noi possiamo abborrire la guerra e consentire con l'artista 646 IV| horrendos; vedete il bel guerriero ferito del Campidoglio che 647 IV| come il profeta, le genti «HIdesthe me». «Attendite et videte». 648 IV| levando al cielo clamores horrendos; vedete il bel guerriero 649 IV| tenebroso vento che Dante ideò, e Voi tutte le riconoscete 650 I| corso nell'arco di un golfo idilliaco, si affaccia allo specchio 651 IX| nelle ombre discrete di un idillio nuziale, quanto Evnica l' 652 VII| cuori giovanetti torna in idolatria vana del dolore, in concepimenti 653 VII| inesplicabile, infuso al mondo dalla ignota sua Causa per modo che la 654 X| madre, nel quale si ostenta, ignuda del pari, la innocenza magnifica 655 X| anfitrione gioviale, del bimbo ignudo in grembo alla madre, nel 656 | II 657 | III 658 III| della malinconia e della ilarità senza causa conosciuta, 659 IV| penetrare l'essenza. La stessa Iliade prende bellezza e grandezza 660 VII| Certo il poeta non pensò illuminar le leggi della sventura 661 XIII| delle grandi idee sorgenti a illuminare e dirigere la evoluzione 662 IV| sè l'arte greca e la sua imitatrice latina. Ecco le creazioni 663 X| creò per la gioia quando immaginava esser tratto dagli occhi 664 VII| ginocchioni davanti a una immagine della Mater Dolorosa e Tecla 665 V| terribile; passate, nobili immagini del vir dolorum, che il 666 VIII| artistica che suscitano in noi immediatamente si trasforma, si converte 667 XV| tempo e tendere all'infinito immensi desiderî umani cui la scienza 668 XII| che soffre verso un Potere immenso e silenzioso. Suprema forma 669 XV| foce tutta riverberante gl'imminenti splendori del regno di Dio.~ ~ ~ 670 VII| artistica trovò accenti immortali; e che trovò invece quando 671 XII| echeggianti nelle viscere immote delle cose, sotto un ondeggiar 672 XI| più abborre. L'abitudine c'impedisce di apprezzar degnamente 673 XIII| o in un ordine ignoto e impenetrabile di esse o in un ordine più 674 I| visione di angoscia che la impietra; e tuttavia ci balena che 675 IV| morale, vedete Niobe che impietrata piange ancora secondo il 676 IV| e il volere del destino implacabile, non ebbero coscienza di 677 IV| a lui Calipso, la triste impotenza dell'amore e della bellezza 678 VII| gioia se non Iddio solo che impresse agli eventi impeto e splendore 679 XIV| diminuirebbe, solamente imprime all'anima umana un moto 680 VI| colpevole del volere altrui, d'improvviso, in un momento di oblio, 681 XIII| intelligenza e crescente impulso la civiltà. Veramente dal 682 I| di bellezza, tentante e inafferrabile come la parola di accordi 683 I| fogliame paiono prima dire dire incalzando e poi dolersi, nel venir 684 X| maestà, delle alterne rime incalzanti, non sento io con un lieto 685 I| mi figuravo desiderosa e incapace di esprimersi a me com'ero 686 VIII| si manifesta più e più la inclinazione a un uso razionale del dolore 687 IV| tragico, dal Fato che v'incombe agli uomini e agli Dei e 688 III| del[21] dolore. No, io ho incominciato col parlarvi di quella pietra 689 VI| pena eterna non consuona, inconsci o no che ne siamo, con il 690 V| fondo che la intuizione incosciente di una bellezza intellettuale 691 XIII| ancora si nega alla mente indagatrice, che senza un conosciuto 692 XIII| del nostro tempo combatte indefesso il dolore individuale e 693 XIV| pianger che si muore.~ ~Indefinibile palpito, pieno di rimpianti 694 XIII| geometria. L'orrore della indigenza e della morte generò l'alchimia, 695 XIV| momento sentano quel desiderio indistinto d'infinito, quell'amore 696 II| compenetrandosi a vicenda, si sono indurati in un'angoscia torva, senza 697 X| Jordaens «Le roi boit» mi sono inebbriato di quella[55] trionfale 698 VIII| dolore che procede dall'ineluttabile, dalle fatali condizioni 699 XIII| dell'artista e ci attrae inesplicabilmente nell'opera d'arte?~ ~Il 700 XII| mutabili. Dolore, mistero, inesprimibile bellezza; questo mi dicono 701 XI| 57]Appunto perchè godo inesprimibilmente le armonie della gioia con 702 XII| perpetua che dell'amore è inestinguibile sete? Neppure Schubert saprebbe 703 IV| rappresentato come un frutto inevitabile del disordine, come un castigo 704 XV| che ho glorificata operare infallibilmente nell'avvenire, vedo andar 705 IV| dalla glorificazione di un infame strumento di tortura e di 706 IV| generazione e punisce nell'infante in cuna il delitto degli 707 IX| nuziale, quanto Evnica l'infedele, che per amore consente 708 III| spirito umano, nelle tenebre inferiori alla coscienza dove giacciono 709 VI| visione non del tormento infernale, ma del dolore che il vivo 710 XIII| della patria, il dolore che infiamma all'adempimento del dovere 711 VII| di una legge storica che infligge dolore non giusto secondo 712 I| che lo rende più soave, infonde alle voci delle cose un 713 IX| le ragioni pure dell'Arte informavano ancora l'opera sua di scrittore, 714 XIV| materia prima, inorganica, informe, tenebrosa di questo mondo 715 VII| un dolore inesplicabile, infuso al mondo dalla ignota sua 716 XIV| soffrire degl'innocenti, le ingiustizie crudeli della fortuna. Le 717 XI| dolore, specie di quel dolore ingiusto, fatale, inesplicabile che 718 III| signori, ch'è temerario innalzare su questa sola pietra la 719 III| poeti le creature che l'Arte innamorata del dolore partorì nobili 720 IV| umana dall'Invisibile, che innamorò di sè l'arte greca e la 721 X| terra? Nel metro stesso dell'Inno di Schiller alla Gioia, 722 XIII| straniero all'Arte. Mi dico inoltre che il dolore espresso dalla 723 XIV| arrestarmi alla materia prima, inorganica, informe, tenebrosa di questo 724 XV| in lei e per lei levarsi inquieti dai beni che avran raggiunto 725 XIV| contemplazione del dolore insanabile, fatale e fermo, perchè 726 XV| umane sanabili, vedo le insanabili disegnarsi appunto per questo 727 XIII| matematiche, come dalle zuffe che insanguinarono il suolo per la sua spartizione 728 IV| Io non so come si ardisca insegnare alle turbe in prosa e in 729 XIII| dottrina della fraternità umana insegnata dal Cristianesimo generò, 730 XIII| ordine degli accordi cui è inserta. Ora non è difficile a chi 731 XII| canto solenne e grave che insiste in suoni profondi, echeggianti 732 IV| sospirando a contemplar gl'insolubili enigmi dell'Universo, il 733 | insomma 734 V| atavistiche e la sua ragione insorgerà contro il suo sentimento, 735 VIII| nostri romanzieri, ci appare intatta l'antica potenza fascinatrice 736 V| incosciente di una bellezza intellettuale e morale del dolore, segreta 737 XIII| concepisce come un essere intelligente potrebbe compiacersi di 738 VII| l'ora dell'amore e della intensa vita passò; e[39] bella, 739 I| alta Dolorosa, e si gode intensamente di soffrire. Ci partiamo 740 VIII| non è comparabile, nè per intensità nè per durata di piacere, 741 VII| nulla, vaga della morte, intenta continuamente a ornarsi 742 VIII| con l'artista che per un intento civile ce ne rappresenta 743 XIV| che collega la dissonanza intermedia del mondo presente a due 744 XIII| non sarebbe che un termine intermedio. Qui, o signori, noi tocchiamo 745 V| giunto dai sensi al più interno dell'anima vi è trasmutato 746 II| Vela, l'artefice sovrano, e interrogarlo, egli mi risponderebbe di 747 I| venir meno, di non essere intesi.~ ~ 748 XV| 78]Signori, io non ho inteso con queste ultime mie parole 749 XIV| bellezza sovrumana perchè lo intuisce[74] occultamente nell'ordine 750 V| sentimentale non è in fondo che la intuizione incosciente di una bellezza 751 XV| rivolgere agli artisti, inutile retore, precetti o consigli. 752 VII| che senza posa ne domanda inutilmente il perchè al silenzio formidabile[ 753 IV| disceso fin nelle tombe a invader le ossa dei morti, il fantasma 754 VII| delirante, chiedente aiuto invano contro un caudato e coronato 755 VII| gelide nebbie di una notte invernale, il padre straziato che 756 I| Torino l'11 aprile 1900 per invito di quella Società di Cultura, 757 VII| della Mater Dolorosa e Tecla invocante la stessa Pia che a sè la 758 XI| anzi talora scomparso; e ne invoco a prova quell'arte che a 759 V| Croce, penitenti e martiri irradianti da mille famose tele la 760 IV| sconosciuti, Antigone e Ismene che a vicenda si eccitano 761 XI| Espresso dall'Arte, il dolore c'ispira una emozione non più amara 762 V| a qual punto sieno state ispirate dalla fede e dalla bellezza 763 XIII| come l'Arte volentieri s'ispiri ad esso? Non lo credo. Comprendo 764 IV| mare colla cara lontana Itaca nel cuor pesante, e presso 765 VII| ebbe gloria nel dolore? In Italia, signori, si può dubitarne. 766 VII| dubitarne. Quando l'anima italiana diede al dolore nazionale 767 | IV 768 | IX 769 VII| disperatamente alla vita; «je ne veux point mourir encore!» 770 XIV| dice Eliphaz nel libro di Job «e il dolore non nasce dal 771 X| meraviglioso dipinto di Jordaens «Le roi boit» mi sono inebbriato 772 IV| unda~ Te liquidi flevere lacus:~ ~che si arrestò sospirando 773 IV| lamenti dei boschi e dei laghi:~ ~Te nemus Anguitiæ, vitrea 774 XII| 62] del mondo. Non è un lamento, è un canto solenne e grave 775 III| di ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose facoltà del 776 XIV| preparata e risoluta, ne balenan lampi che da un passato più lontano 777 IV| dato l'arte antica. Vedete Laocoonte che passa contorcendosi 778 IX| dell'antica Roma con il largo pennello,[51] con la violenza 779 IV| greca e la sua imitatrice latina. Ecco le creazioni dei grandi 780 VII| coppa che arte di[40] poeta lavorasse mai per quest'uso, Leopardi 781 VIII| descrivono miserie atroci di lavoratori, possono richiamarci da 782 XIII| compiacersi di contemplarne o leggerne o udirne la studiata espressione. 783 VII| poeta non pensò illuminar le leggi della sventura con quel 784 II| senza fiamma. È forse la leggiadria del volto e del corpo che 785 V| passate in silenzio,[31] legioni afflitte! Passate, madonne 786 IX| sulla scena, la[52] morte lenta, la morte nei vincoli del 787 XII| della Desolata, camminavo lentamente lungo il ritmico fragore 788 IX| espresso d'insegnamento morale. Leone Tolstoi, nel porsi a raccontare 789 IV| fra le spire dei draghi, levando al cielo clamores horrendos; 790 I| pensose montagne assise a levante del bosco, nelle alte scene 791 XV| uomo. Vedo in lei e per lei levarsi inquieti dai beni che avran 792 VII| dolore del mondo e noi ne leviamo le labbra sospirando per 793 X| vento da una gioia che lo libera dall'impero della terra? 794 VII| dei pellegrini polacchi, liberaci, Signore!» Se la infelice 795 XIV| uomini vi si soffermino liberamente e richiamino allora in sè 796 XV| chiama all'Arte non sono liberi di escludere il dolore dal 797 XV| artistico nè il pubblico è libero di passar noncurante o sdegnoso 798 XI| Lucrezio descrive seduto sul lido del mare in cospetto del 799 XII| nelle parole più tenere e liete un'anima di tristezza. « 800 X| incalzanti, non sento io con un lieto tumulto dell'animo lo spirito 801 XV| nettamente nel loro carattere di limite fatale della potenza nostra, 802 IV| vitrea te Fucinus unda~ Te liquidi flevere lacus:~ ~che si 803 X| alle fragranze dell'aureo liquore, del cortigiano acclamante 804 VII| che passano cantando le litanie di Mickiewicz: «Per tutte 805 IV| riva al mare colla cara lontana Itaca nel cuor pesante, 806 I| bosco, nelle alte scene lontane, dorate di sole, che mi 807 V| mille famose tele la divina luce di un dolore che giunto 808 I| scoprivo intera nel tremolar lucente del lago tra i tronchi, 809 IX| 51] con la violenza di luci e d'ombre che una distanza 810 XI| piacere dell'egoista che Lucrezio descrive seduto sul lido 811 V| biondi adolescenti che Luino assise pensosi a piè della 812 VII| suona tanto amara. Ecco la lunga tratta dei pellegrini polacchi 813 XI| questo egoismo ha talvolta luogo riguardo a dolori reali, 814 | m' 815 V| legioni afflitte! Passate, madonne del Beato Angelico, di Giambellino 816 I| si affaccia allo specchio maggiore delle acque [10]una densa 817 I| quel regno di ombra dove i maggiori alberi, fronteggiandosi 818 X| ignuda del pari, la innocenza magnifica della natura.~ ~ 819 XII| allora nel suo linguaggio magnifico è sempre un elemento di 820 IV| anima pagana. Ecco la Musa malinconica e appassionata di Virgilio, 821 VIII| che nell'arte moderna si manifesta più e più la inclinazione 822 VIII| tempo che il dolore così manifestamente rappresentato in servizio 823 XV| della potenza nostra, di manifestazione d'una potenza superiore; 824 IV| scienza e della valente mano, se il dolore fisico Vi 825 VII| nell'opera di Alessandro Manzoni?~ ~Te dalla rea progenie~ 826 VI| me, ombra della Pia che Maremma disfece; più soave nella 827 VII| uccide. Ecco la sconsolata Margherita che geme ginocchioni davanti 828 VI| dannò alla profonda Caina il marito punitore e non mosse Virgilio 829 IX| memoria non tanto Licia la martire, l'amante cristiana scomparsa 830 V| della Croce, penitenti e martiri irradianti da mille famose 831 XIII| nacquero l'astronomia e le matematiche, come dalle zuffe che insanguinarono 832 VII| davanti a una immagine della Mater Dolorosa e Tecla invocante 833 | medesimo 834 VII| tempesta, il principe infelice, meditabondo[38] in faccia al delitto, 835 V| non impossibile a scoprire meditando. E ora passate in silenzio,[ 836 III| artista, vagheggiandola e meditandola, condusse poi a perfezione 837 VIII| un colpevole oblio alla meditazione delle piaghe sociali e dei 838 XIII| Ora non è difficile a chi mediti le cose umane scoprire normali 839 XII| il divino incanto della melodia è in quell'accento di tristezza 840 V| Passate accompagnati da quelle melodie sovrumane che suonarono 841 IV| vero. Altro che armoniose membra di Veneri caste e di efebi 842 III| ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose facoltà del conoscere cui 843 X| abbassarlo? Persino davanti al meraviglioso dipinto di Jordaens «Le 844 X| dall'impero della terra? Nel metro stesso dell'Inno di Schiller 845 I| montagne tragiche, sereno a mezzo il corso nell'arco di un 846 VII| passano cantando le litanie di Mickiewicz: «Per tutte le ferite, le 847 | mie 848 | mille 849 VIII| riparo. Il soffrire dei minatori nelle viscere della terra, 850 III| del conoscere cui non sono ministri nè i sensi nè il ragionamento. 851 XIII| bellezza di una seconda minore, per sè il più spiacente 852 VIII| socialisti ci descrivono miserie atroci di lavoratori, possono 853 III| si celano in una regione misteriosa dello spirito umano, nelle 854 III| conosciuta, delle dolcezze mistiche. Di laggiù è balzata in 855 X| spuma sull'obeso volto del mite monarca beone, sorridente 856 IV| ancora secondo il tragico mito, piange spaventosamente[ 857 IX| rappresentazioni artistiche moderne della morte tanto più potenti 858 X| Antologia greca, nelle più molli canzoni veneziane non assaporo 859 X| innamora gli artisti e le moltitudini raggiando nel loro inconscio, 860 X| sull'obeso volto del mite monarca beone, sorridente in estasi 861 XII| profondi accordi che aprono la Mondscheinsonate di Beethoven. Se adesso, 862 XIII| Comprendo come un'arte moralista si compiaccia di rappresentarci 863 XIII| elementi, dalle belve, dai morbi, che costrinse l'umanità 864 VI| il marito punitore e non mosse Virgilio a rimproverarlo, 865 IV| 28] contro un destino che mostra la felicità e la rifiuta. 866 IX| dalla natura umana, ci è mostrato nelle sue parvenze maggiormente 867 VII| vita; «je ne veux point mourir encore!» Ecco il Bonnivard 868 I| ero io di comprender lei, movevo alla più recondita sede 869 XIV| il giorno pianger che si muore.~ ~Indefinibile palpito, 870 II| cose in un'armonia che ci muove al desiderio e al sospiro, 871 XIV| bellezza di una dissonanza musicale genialmente preparata e 872 I| come la parola di accordi musicali che annuncino, preparino 873 V| Francia quando dipinse i suoi musicisti del cielo. Passate, cedete 874 XII| ondeggiar vago di parvenze mutabili. Dolore, mistero, inesprimibile 875 XIII| suolo per la sua spartizione nacque la geometria. L'orrore della 876 XIII| degli Dei, da temuti guai nacquero l'astronomia e le matematiche, 877 VIII| arte sua, ma poi davanti al Napoleone morente di Vela un diverso, 878 XIV| di Job «e il dolore non nasce dal suolo.» No, il dolore 879 II| inquietudini[16] dell'amore nascente? S'ella fosse raffigurata 880 XIII| e ritempra, precede ogni nascita anche nell'ordine delle 881 IV| verbose della poesia elegiaca, nate dal fascino che il dolore 882 VIII| soffrire di Enoch Arden naufrago del mare e dell'amore, che 883 VII| vita. Ecco, nelle gelide nebbie di una notte invernale, 884 XIV| passato più lontano della nebulosa originaria vanno a un avvenire 885 XIV| mondo presente e se deve per necessità esser simile alla bellezza 886 XIII| del dolore che ancora si nega alla mente indagatrice, 887 XI| ci appariva che il gran nemico e nell'Arte non ci appariva 888 IV| boschi e dei laghi:~ ~Te nemus Anguitiæ, vitrea te Fucinus 889 | neppur 890 | Neppure 891 VII| predilige i pizzi e i velluti neri una dama che li sa confacenti 892 VII| Bonnivard di Byron che nel nero Chillon apprende ad amare 893 | Nessun 894 | nessuno 895 XV| appunto per questo sempre più nettamente nel loro carattere di limite 896 IV| attitudini, perchè i loro nomi di gloria vi sono familiari. 897 XV| pubblico è libero di passar noncurante o sdegnoso davanti all'opera 898 XIII| mediti le cose umane scoprire normali funzioni benefiche del dolore 899 I| I.~ ~Nota. — Il presente discorso, 900 | nulla 901 VII| discesa,~ Cui fu prodezza il numero,~ Cui fu ragion l'offesa,~ 902 IX| ombre discrete di un idillio nuziale, quanto Evnica l'infedele, 903 XIV| inaccessibili al senso.~ ~L'Arte che obbedisce a questo divino appello 904 X| del vino che vi spuma sull'obeso volto del mite monarca beone, 905 XIV| sovrumana perchè lo intuisce[74] occultamente nell'ordine che collega 906 VII| tuttavia documento dell'occulto fascino di bellezza cui 907 IX| sue parvenze maggiormente odiose, maggiormente contrarie 908 XII| sento l'anima unica, vi odo l'unica voce di tutti i 909 VIII| possibile perchè loro materia, offerta dall'Arte, è un dolore che 910 IV| placide maestà di volti olimpici ha dato l'arte antica. Vedete 911 IV| Ed ecco tra i fantasmi omerici anche Ulisse pensoso in 912 XII| infinito di confondermi all'onda sonora del canto che ascende 913 XII| immote delle cose, sotto un ondeggiar vago di parvenze mutabili. 914 VIII| rappresenta gli orrori, noi onoriamo l'arte sua, ma poi davanti 915 VII| che cavalca fra i grigi ontani stringendosi in braccio 916 XV| legge che ho glorificata operare infallibilmente nell'avvenire, 917 XIV| scienza, mentre tutte le forze operose del Bene combattono con 918 VIII| artista vuole additare come opposti a un ideale della sua mente 919 VII| provvida~ Sventura fra gli oppressi.~ ~Certo il poeta non pensò 920 VII| dalla rea progenie~ Degli oppressor discesa,~ Cui fu prodezza 921 XIII| alcuna. Ove[66] in un mondo ordinato alla gioia entrasse un giorno 922 XIV| spira. E se la Intelligenza ordinatrice dei mondi dispose l'Arte 923 VIII| come prodotto di esistenti ordini morali e sociali cui l'artista 924 XIV| più lontano della nebulosa originaria vanno a un avvenire più 925 IV| artistica del dolore ha origini cristiane, che procede dalla 926 I| Rassegna Nazionale.~ ~ ~ ~Sull'orlo di un lago bizzarro che 927 VII| intenta continuamente a ornarsi di queste tristezze magnifiche, 928 VIII| civile ce ne rappresenta gli orrori, noi onoriamo l'arte sua, 929 III| giacciono tesori di ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose 930 III| insieme alle fonti degli oscuri presentimenti,[20] della 931 VI| fantasma pare avere in qualche oscuro modo sentito così perchè 932 IV| nelle tombe a invader le ossa dei morti, il fantasma del 933 VIII| giusta questo ideale. Noi osserviamo in pari tempo che il dolore 934 X| alla madre, nel quale si ostenta, ignuda del pari, la innocenza 935 VII| una notte invernale, il padre straziato che cavalca fra 936 VII| da ogni tempo e da ogni paese, il Pensieroso di Michelangelo, 937 IV| soggetto d'arte, sull'anima pagana. Ecco la Musa malinconica 938 III| dei secoli morti, dalle pagine degli antichi poeti le creature 939 X| gioie dell'amore diviso e pago fa partecipare lo spirito 940 VII| faccia al delitto, i dolci, pallidi visi di Cordelia la semplice 941 X| nell'Arte. Non mi rapiscono palpitante a sè le sublimi forme di 942 VIII| forte fascino ci[47] arresta palpitanti, dimentichi di quell'arte 943 XIV| si muore.~ ~Indefinibile palpito, pieno di rimpianti e di 944 IX| profondo sospiro di chi palpitò per la sorte di Licia e 945 VI| beato spirito raggiante nel paradiso del tuo Poeta.~ ~ 946 III| io ho incominciato col parlarvi di quella pietra perchè 947 VI| dolce e tormentoso di cui vi parlo. Solo fra i dannati ci commuove 948 X| dell'amore diviso e pago fa partecipare lo spirito senz'abbassarlo? 949 VIII| volentieri filosofeggia e parteggia, volentieri[46] rappresenta 950 I| intensamente di soffrire. Ci partiamo pensosi e la visione di 951 XI| elemento della pietà per un particolare soffrire si è attenuato, 952 III| Arte innamorata del dolore partorì nobili di bellezza immortale.~ ~ 953 IX| disperazione e al suicidio, parve temere che il dolore castigo, 954 IV| antica. Vedete Laocoonte che passa contorcendosi fra le spire 955 VII| pellegrini polacchi che passano cantando le litanie di Mickiewicz: « 956 VI| giusta causa sofferto tu passi davanti a me, ombra della 957 V| nome dopo che un dramma di passione divina ebbe trasformato 958 VII| amore e della intensa vita passò; e[39] bella, florida di 959 VI| ma del dolore che il vivo patì con gl'innocenti compagni 960 IX| morte! Per l'apoteosi del patrizio e della schiava, perchè 961 VII| secoli; il buon vecchio Re pazzo, errante a caso nella notte 962 VI| momento di oblio, fu tratta al peccato, che neppur nell'Inferno 963 XIV| quell'amore che punge il pellegrino di Dante~ ~.... se ode squilla 964 IV| ordine onde non valevano a penetrare l'essenza. La stessa Iliade 965 I| seguito nel silenzio. Così [11]penetrato dall'anima occulta delle 966 V| pensosi a piè della Croce, penitenti e martiri irradianti da 967 IX| antica Roma con il largo pennello,[51] con la violenza di 968 XII| onde cadenti sulla riva, pensai ai profondi accordi che 969 IV| opera e l'altra Vi paiono pensate e condotte dagli artefici 970 II| risponderebbe di non avere pensato mai a una bellezza del soffrire.~ ~ 971 II| Arte, ne accende l'anima di pensieri alti e soavi, conviene che 972 VII| tempo e da ogni paese, il Pensieroso di Michelangelo, solitario 973 VII| oppressi.~ ~Certo il poeta non pensò illuminar le leggi della 974 I| lago tra i tronchi, nelle pensose montagne assise a levante 975 IV| fantasmi omerici anche Ulisse pensoso in riva al mare colla cara 976 III| meditandola, condusse poi a perfezione squisita; e non è temerità 977 XI| cospetto del travaglio e del pericolo altrui è troppo diverso 978 XII| concedono la unione completa e perpetua che dell'amore è inestinguibile 979 X| spirito senz'abbassarlo? Persino davanti al meraviglioso 980 IV| cara lontana Itaca nel cuor pesante, e presso a lui Calipso, 981 XIII| conosciuto perchè ci solleva nel petto il più voluttuoso pianto, 982 X| raggiando nel loro inconscio, mi piace dire alto che nessuno mi 983 XI| sottile egoismo ci rende piacevoli le rappresentazioni del 984 VIII| oblio alla meditazione delle piaghe sociali e dei rimedi, ma 985 XIV| lontano~ Che paia il giorno pianger che si muore.~ ~Indefinibile 986 VIII| terra, il soffrire della piccola cucitrice costretta a un 987 VIII| che ha il soffrire del piccolo venditore di zolfanelli 988 V| che Luino assise pensosi a piè della Croce, penitenti e 989 V| dolore, che tanto soavemente piegate sotto il dono misterioso 990 I| là sopra un alto seggio, piegato il busto gentile in avanti, 991 VII| Poeta, come predilige i pizzi e i velluti neri una dama 992 IV| efebi divini, altro che placide maestà di volti olimpici 993 VII| disperatamente alla vita; «je ne veux point mourir encore!» Ecco il 994 VII| indipendenza troverebbe l'arte polacca nella gioia le ispirazioni 995 VII| Signore!» Se la infelice Polonia ricuperasse un giorno l' 996 IV| opera loro, il cuore del popolo. Certo quei grandi poeti 997 VII| per quest'uso, Leopardi ne porge la più pura essenza del 998 IX| morale. Leone Tolstoi, nel porsi a raccontare la storia di 999 VII| intelletto umano, che senza posa ne domanda inutilmente il 1000 I| il grande artista che le pose nome «Desolazione». Si soffre