IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText | Cerca |
[65]Quale sarà dunque la intima bellezza del dolore che si rivela nell'inconscio dell'artista e ci attrae inesplicabilmente nell'opera d'arte?
Il dolore è per sè così ripugnante alla natura umana che se lo si considera non solamente all'infuori di ogni specificazione individuale ma puranche all'infuori dell'ordine delle cose esistenti, è impossibile a chi senta l'impero della ragione attribuirgli bellezza alcuna. Ove[66] in un mondo ordinato alla gioia entrasse un giorno senza causa, nè apparente nè occulta, il dolore, non si concepisce come un essere intelligente potrebbe compiacersi di esprimerlo ad arte, come altri potrebbe compiacersi di contemplarne o leggerne o udirne la studiata espressione. Quindi la bellezza del dolore non può essere che nell'ordine suo con le cose esistenti, come la bellezza di una seconda minore, per sè il più spiacente connubio di suoni, non può essere che nell'ordine degli accordi cui è inserta. Ora non è difficile a chi mediti le cose umane scoprire normali funzioni benefiche del dolore nell'ordine delle cose esistenti. Io medesimo ebbi a rappresentarlo come un grande artefice di progresso, perchè fu[67] veramente il dolore inflitto dagli elementi, dalle belve, dai morbi, che costrinse l'umanità primitiva a difese ond'ebbero crescente vigore l'intelligenza e crescente impulso la civiltà. Veramente dal terrore degli Dei, da temuti guai nacquero l'astronomia e le matematiche, come dalle zuffe che insanguinarono il suolo per la sua spartizione nacque la geometria. L'orrore della indigenza e della morte generò l'alchimia, madre della chimica. La dottrina della fraternità umana insegnata dal Cristianesimo generò, accomunando le sofferenze, quel mirabile lavoro scientifico che a gloria del nostro tempo combatte indefesso il dolore individuale e sociale e con le sue continue conquiste accumula potenza nello spirito. Il dolore[68] purifica e ritempra, precede ogni nascita anche nell'ordine delle grandi idee sorgenti a illuminare e dirigere la evoluzione della razza. Il dolore finalmente, tanto nell'ordine morale quanto nell'ordine fisico, non altro è che il salutare indice del disordine. Tali visibili aspetti di bellezza morale ha dunque il dolore nell'ordine delle cose esistenti. Bastano a spiegare come l'Arte volentieri s'ispiri ad esso? Non lo credo. Comprendo come un'arte moralista si compiaccia di rappresentarci il dolore che procede da un disordine morale, il dolore che ammaestra; come un'arte socialista si compiaccia di rappresentarci il dolore che procede da un disordine sociale, il dolore che richiama a giustizia; come un'arte civile si compiaccia[69] di rappresentarci il dolore che procede da un disordine nelle condizioni della patria, il dolore che infiamma all'adempimento del dovere civile; ma non posso dimenticare che il dolore nell'opera d'arte mi apparve testè tanto più attraente quanto più inesplicabile, quanto meno visibilmente rappresentato dall'artista per un suo fine straniero all'Arte. Mi dico inoltre che il dolore espresso dalla musica pura, disgiunta dalla parola, tanto potente sull'animo nostro, è impossibile a collegare con alcun disordine apparente. Vi ha dunque una suprema bellezza del dolore che ancora si nega alla mente indagatrice, che senza un conosciuto perchè ci solleva nel petto il più voluttuoso pianto, che non risiede in alcun visibile ordine[70] delle cose esistenti e ha quindi la ragione propria o in un ordine ignoto e impenetrabile di esse o in un ordine più ampio del quale il mondo presente non sarebbe che un termine intermedio. Qui, o signori, noi tocchiamo i confini prescritti alla conoscenza umana, qui l'esploratore che avanza passo passo nell'ombra crescente, ode il fragore, sente l'alito di quel mare che non ha barca nè vela. Egli ristà.