Cesare Pascarella
Sonetti
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LA SCOPERTA DE L'AMERICA.

A LA MEMORIA DE MI' MATRE

XLI.

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XLI.

 

E lui fu accòrto peggio d'un sovrano!

Li re, l'imperatori, le regine,

Te dico, le baciaveno le mano:

Le feste nun aveveno mai fine.

 

E da pertuttoquanto er monno sano,

Fino ar fine dell'urtimo confine,

Onori... feste... E dopo, piano piano

Cominciorno li triboli e le spine.

 

Ché l'invidiosi che, percristo, viveno

De veleno, ner vede' uno ch'arriva

A fa' quello che loro nun ce 'riveno,

 

Je cominciorno come li serpenti,

Mentre che lui né manco li capiva,

A intorcinallo ne li tradimenti.


 

 


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