Bruna
Pètali e lagrime
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GEMME

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GEMME

 

 

I.

 

In fra i merletti tenui, o rubino fiammante,

brilli di luce rossa.

Sei forse l'occhio vigile d'un demone vagante,

che tenta senza possa?

O pur fuoco d'amore da un cor evaporato

e poi cristallizzato?

 

II.

 

Un angelo, travolto nel turbin dei viventi,

rimpianse il paradiso;

le lagrime sgorgarono dai grandi occhi lucenti,

irrigandogli il viso;

e, cadendo diffuse in stille scintillanti,

divennero diamanti.

 

III.

 

Dolce zaffiro, azzurro come gli occhi d'amore,

che ingemmi la mia mano,

ognor porti riflesso il soave colore

del mio cielo italiano;

del mio limpido ciel, ch'è poesia,

splendore, ed armonia.

 

IV.

 

Specchio gentil di valli rugiadose,

orïental smeraldo;

al par di scarabeo sovra le rose,

che gode il sole caldo;

delle belle sul sen, sfidi beffardo

ogni indiscreto sguardo.

 

V.

 

E te rivedo, bel topazio biondo,

in quel mare ondeggiante

di spighe; te, fremente nel giocondo

umore inebriante;

te, nel grand'occhio pieno di mistero

d'un vecchio gatto nero.


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