Bruna
Pètali e lagrime
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SUONANDO

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SUONANDO

 

 

Amo la pallid'ora del crepuscolo,

quando nella mia stanza silenziosa,

avvolta nelle tenebre, ogni cosa

pare fugata da un ignoto spirito.

 

Allora un'armonia, dolente, flebile,

soglio ritrar dal mio violino antico;

egli sa, del mio cor diletto amico,

sa i pianti occulti, sa le lotte fervide.

 

L'arco, le corde han dolci canti, han gemiti,

han pel dolore un mistico conforto,

tal, che sembra il passato sia risorto

quando le note a me d'intorno vibrano.

 

Mentre suono, le luci mie si fisano

ove men densa è l'ombra, e a poco a poco

par che surgan d'incanto al chiaror fioco

lievi fantasmi e intorno a me s'aggirino.

 

Giuoco dell'ombra è questo? o son le lagrime

uscite dal mio cor che stanche vanno

palpitando nel buio? od è un inganno

che s'insinua col suono in fondo all'anima?


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