Bruna
Pètali e lagrime
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BUFERA

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BUFERA

 

 

Il bruno abete, forte, maestoso,

muove con moto lento i folti rami

al passare del vento, e un misterioso

spirito par che con quel cenno chiami.

 

Gli snelli pioppi curvano le cime,

supplicando con flebili lamenti,

quel vento che li sferza, che li opprime,

umilmente piegandosi sgomenti.

 

Trema al basso fra l'erbe un fiorellino,

più che zaffiro azzurro, fra quel mare

di smeraldo ondeggiante, e all'affricino

vento si dona, e lontano scompare.

 

Dove, dove vai tu bel fiore azzurro,

ridente come il ciel di primavera?

non odi questo perfido sussurro?

questo ghigno crudel della bufera?

 

Ove li porti, di', vento furioso,

i fiori che strappasti dalle aiuole?

perchè travolgi in corso ruinoso

i poveri giacinti e le vïole?

 

Odo i deboli pioppi, collo strano

lor lamento, rimpiangere frementi

quello che tu c'involi, e che lontano

disperdi ne' tuoi vortici furenti.

 

E l'abete laggiù, chiama pietoso

un aiuto pei deboli, accennando,

mentre passi e ripassi, impetuoso,

crudele, vïolento, sibilando


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