Bruna
Pètali e lagrime
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NATALE

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NATALE

 

 

Solennemente vibrano

i sacri bronzi, e l'aere gelato

ripercote quel suon. Quale a divina,

misterïosa voce

che dall'alto s'espande,

ogni fronte s'inchina.

Fiammelle rosse brillano

i ceri sull'altare, e radïose

tremolando, rischiarano

cento palme di rose.

Una piccola forma

di pargolo, sorride

fra gli incensi, fra i veli;

adorando si prostrano i fedeli.

Intanto nei palagi illuminati,

bionde e brune testine si confondono,

e cogli occhietti ingenui, estasïati,

ammirano i balocchi, luccicanti

alla fiamma del ceppo.

Pazze risa argentine,

e acuti trilli, echeggiano assordanti

fra le ricche cortine.

Ma quanti bimbi, ahimè, senza sorrisi,

senza cibo, tremanti

nei miseri tuguri, ove non brilla

nel freddo focolare una scintilla.

Dama gentil, che miri lietamente

il tuo bimbo felice,

ti sovvenga del povero che langue;

la gemmata tua man stendi pietosa,

e più santa sarà questa nivale

pia notte di Natale.


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