Bruna
Pètali e lagrime
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RICORDO

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RICORDO

 

 

Perchè mai non gorgheggi, o rosignolo,

in questa notte placida?

Ove fermasti il volo?

Io la rammento ancor quell'alba bianca,

quella candida luce

che inondava la stanza,

mentre pallida, e stanca,

innanzi ad un cristallo m'assidea

per spogliare dei fiori i miei capelli,

ed un'eco lontana

della festosa danza

rïudir mi parea.

Aveva già fugati

l'alba dal cielo gli astri,

e dai fioriti prati

salìan gli olezzi. Aprile

ritornava gentile.

O rosignol, la tua nota sonora,

inneggiando a l'aurora,

echeggiò per quel rorido

verde piano dormente,

e un sussulto provai. Trepida, vidi

l'aurora dell'amore illuminare

le mie languide luci.

Parea ripeterave

il tuo canto soave.

Tu salutavi, piccolo cantore,

l'alba di un grande amore!

Ed ora invan dalla finestra sporgo

la testa ansiosamente,

nella notte silente;

soltanto il grillo la canzone tremula

dalla sua tana stride,

e beffarda la luna mi deride,

guatando fra quei pioppi che si slanciano

con molli ondeggiamenti

negli spazi silenti.

 

Aprile 1889


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