Bruna
Pètali e lagrime
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SOSTA

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SOSTA

 

 

Nell'alta quiete della notte bianca,

delle rane il gracchiar s'alza alle stelle,

come un inno di pace.

 

Riposa alfin, la travagliata e stanca

anima mia, ed entro al cor ribelle

anche l'amore tace.

 

A questa immensa nenia che penètra,

dormono i sogni, i pensieri sfrenati

posan l'ardito volo.

 

Tu sol congiuri... e insidïosi a l'etra

s'innalzano i tuoi canti innamorati,

traditor usignuolo!


Qui seminat in lacrimis,

in exultatione metet

 

 

Piange dirotto il cielo, i crisantemi

hanno i petali molli di quel pianto;

ma, sotto il suol, di germogliare, intanto

tentan del grano i piccioletti semi.

 

E tu perchè disperi? perchè temi,

se senti il core dal dolore affranto?

Di più vasti orizzonti il dolce incanto

ti schiuderan le lagrime che gemi.

 

Come, passato il gel, risorgon quelle

piante rinvigorite, e poi gloriose

s'ergon di spighe d'oro incoronate;

 

così le fronti, dal dolor prostrate,

si leveran, cinte d'eterne rose,

impavide sfidando le procelle.


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