Bruna
Pètali e lagrime
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ORA MESTA

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ORA MESTA

 

 

Popolato è l'angusto cimitero

di brune croci colle braccia stese,

quasi sorte a protegger chi discese

ov'è l'impenetrabile mistero.

 

Entran disopra al muro immacolati

d'un albero fiorito i bianchi rami;

i passeri chiassosi entrano a sciami,

fra le croci s'inseguono sbandati.

 

Poveri morti! e voi sotto le zolle

umide, nella tenebra dormite,

e i fiori non vedete, e non udite

degli augelletti la gazzarra folle

 

vi compiango, chè spesso m'assale

di tanta pace fervido il desìo,

e dormire, dormir vorrei anch'io

il lungo sonno placido, finale.

 

Aprile 1893


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