Marco Praga
La moglie ideale
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ATTO PRIMO.

SCENA I. Giulia, Andrea, Giannino, poi Teresa

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SCENA I.

 

Giulia, Andrea, Giannino, poi Teresa

 

Giulia è adagiata sulla poltrona a sdrajo, con molti giornali illustrati e di mode d'attorno. Giannino è seduto alla tavola da pranzo verso la parete di sinistra. È su di una sedia comune, ma con un cuscino che lo rialza. Andrea di contro a lui, verso il mezzo della scena. Di contro al pubblico è la sedia vuota, prima occupata da Giulia. Entra Teresa dal fondo col servizio del caffè, ne versa una tazza e la porge a Giulia.

 

Giulia

 

Non ne prendo, adesso. Più tardi. Tienlo al caldo.

 

Teresa porge la tazza ad Andrea, che stava leggendo il giornale.

 

Giulia

 

a Giannino che, dal principio, batte il coltello sul piatto come a suonare il tamburo.

 

Giannino, piccolo mio, se seguiti, mammà va in collera.

 

Giannino

 

mettendosi in ginocchio sulla sedia.

 

Papà?

 

Andrea

 

Che vuoi?

 

Giannino

 

Una mela.

 

Andrea

 

Ancòra?

 

Giulia

 

No, Giannino, ài già mangiato abbastanza frutta.

 

Giannino

 

Una sola.

 

Andrea

 

Be', una piccolina ancòra.

 

Gliela . Giannino si accinge a toglierle la buccia col coltello.

 

Bada a non tagliarti. Vieni qui.

 

Giannino scende a terra, gli la mela e Andrea gliela sbuccia.

 

Ecco.

 

Giannino la prende e si avvia per uscire.

 

Vai a giocare? Ma un bacino, prima.

 

Lo bacia.

 

E mammà?

 

Giulia

 

abbracciandolo

 

Tesoro! E il còmpito l'ài fatto? Ma la lezione non l'ài imparata ancòra! Vai a giocare un poco, e poi la studi per bene, nevvero?

 

Giannino esce dal fondo con Teresa.

 

Come è bello quest'ultimo numero del Figaro illustrato. L'ài veduto?... Che fai? Leggi?

 

Andrea

 

un'occhiata alla borsa.

 

Giulia

 

Lascia! Lavori sino alle sette: mi fai pranzare alle otto, poi torni fuori. Neppure l'oretta che stai in casa mi fai un po' di compagnia. Vieni qui.

 

Andrea

 

leggendo

 

Adesso.

 

Giulia

 

Vieni qui!

 

Andrea

 

Bevo il caffè.

 

Giulia

 

Vieni qui a berlo. Guarda, ti faccio un po' di posto qui.

 

Andrea

 

viene a sederle accanto.

 

Così?

 

Giulia

 

Dov'è l'Art et la Mode? Bada, ti ci sei seduto sopra. Aspetta.

 

Lo toglie.

 

Ài veduta la nuova forma dei cappelli da signora? Tutte le piume e i nastri di dietro, altissimi. Sono carini!

 

Si solleva e guarda nella tazza nella quale Andrea beve il caffè.

 

Non me ne serbi un pochino?

 

Andrea

 

Non ne volevi!

 

Giulia

 

Ma il tuo è più buono. Un goccino... No, dammelo tu, nel cucchiaino.

 

Andrea

 

Poverina!... Ancòra?

 

Giulia

 

Uno per uno... È bellissimo così, no?

 

Andrea

 

Va a posar la tazza sulla tavola.

 

Proprio bellissimo.

 

Giulia un piccolo grido.

 

Che c'è?

 

Giulia

 

Graffiami, graffiami, in fretta!

 

Andrea

 

sedendo ancora accanto a lei.

 

Dove?

 

Giulia

 

Qui, la mano... Adagio!... No, no, il palmo no: porta disgrazia... Ahi! mi fai male. Sgarbato! Guarda che graffiatura. Un bacio, subito.

 

Andrea

 

le bacia la mano.

 

Così?

 

Si alza.

 

Giulia

 

Dove vai?

 

Andrea

 

Prendo il Corriere.

 

Giulia

 

Ò detto di no!

 

Andrea

 

Guardo i telegrammi.

 

Giulia

 

Ò detto di no! Che t'importa? I tuoi valori, sempre! Il tuo valore, l'unico tuo valore sono io. Ài capito? Stai qui, fatti più vicino. Ò freddo. Sono un po' malata, sai, oggi?

 

Andrea

 

Oh! che ài?

 

Giulia

 

E tu ài l'obbligo di curarmi. Devi uscire anche stasera?

 

Andrea

 

una capatina in Borsa. Vuoi uscire anche tu?

 

Giulia

 

Per andar dove?

 

Andrea

 

Non so, dove vuoi. Ti accompagno, passo alla Borsa, e ti raggiungo.

 

Giulia

 

riprende il giornale.

 

Vediamo che c'è a teatro.

 

Leggendo.

 

"Scala, riposo. Manzoni, La moglie di Claudio". Uh! che orrore! "Dal Verme, Traviata, Sieba..." Abbiamo promesso a Giannino di portarlo a vedere il ballo. Ma oggi è tardi. E poi è meglio un sabato, perchè la domenica non à la scuola e può dormir tardi... Non c'è niente d'interessante... Poi, che ore sono? Otto e mezzo! Potrei vestirmi e andare dalla Viscardi. Ma tu dici di venirmi a prendere e poi non ci vieni. Ti conosco!... No, senti, io sto in casa, ma ad un patto: che vai alla Borsa e torni: mezz'ora, non di più. Alle nove e un quarto devi essere qui. Ti preparo il , qui accanto al fuoco, e alle dieci a letto, come due bravi figliuoli. Eh? Ma guai a te se tardi. Non venirmi poi a raccontar storie, d'amici che t'ànno tenuto attorno. Non ammetto scuse. Se qualcuno ti vuol tenere a zonzo, devi rispondere: amici miei, io ò una mogliettina a casa tanto carina, che mi aspetta; e vi saluto. Siamo intesi?

 

Andrea

 

sorridendo.

 

Siamo intesi.

 

Si alza e fa un gesto di dolore, rimanendo un momento colle gambe intirizzite.

 

Giulia

 

Vedi! vedi! Anche il tuo piede vuol riposo. Ti strapazzi troppo. È otto giorni soli che ài lasciato il letto e non ti ài già più nessuna cura. Il medico lo diceva ancora ieri: se l'è cavata bene ed in fretta, ma al minimo sforzo...

 

Andrea

 

Non mi sforzo affatto. Sai, quando rimango seduto un po' a lungo....

 

Giulia

 

Ànno suonato, mi pare. Chi sarà?

 

Andrea

 

Giacomo, probabilmente, coi dispacci.

 

Teresa

 

annunziando

 

Il signor avvocato Velati.

 

Andrea

 

Venga... Cioè, un momento. Lo facciamo passare in salotto?

 

Giulia

 

Ma no, si sta così bene, qui.

 

A Teresa

 

Fallo passare.

 

Andrea

 

C'è ancora la tavola apparecchiata...

 

Giulia

 

Ma che importa!

 

 

 


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