Marco Praga
La moglie ideale
Lettura del testo

ATTO SECONDO.

SCENA III. Giulia e Gustavo.

«»

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA III.

 

Giulia e Gustavo.

 

 

Gustavo, impacciato, sta accanto allo scrittoio, in piedi. Giulia, in piedi pur essa, all'altro lato della scena, si guarda d'attorno, osservando ogni cosa. Intanto lascia cadere la pelliccia su una sedia. Lungo silenzio. Si muove, osserva sempre

 

Gustavo

 

Allora?

 

Giulia

 

Sto osservando la tua casa. Penso che è la seconda volta che ci vengo. La prima, due anni fa... Poi tu ài pensato che non era prudente vederci qui, di pieno giorno, e... siamo andati... laggiù... Ed ora ci ritorno, dopo due anni... È curioso!

 

Si muove, osserva sempre.

 

Com'è carino questo alloggetto! è la tua camera da letto, nevvero? la biblioteca, e qui l'anticamera... Come ricordo bene, eh?... Qui c'erano dei marrons la prima volta... Erano preparati per me. E c'erano dei fiori... Per me, anche quelli... Oggi non mi aspettavi... Oh! questa poltroncina, non c'era allora.

 

Siede

 

Che delizia! Come ci si sta bene! E una sigaretta non me l'offri?

 

Gustavo

 

le porge la scatola.

 

Se vi fa male il fumare.

 

Giulia

 

Sì, è vero.

 

Prende una sigaretta

 

L'accendo appena... Così, per il color locale... E un zolfino non me lo dai?

 

Gustavo le porge la scatola dei fiammiferi.

 

Dio mio, accendilo! Credi che mi porti i zolfanelli in saccoccia?

 

Gustavo accende un fiammifero e l'avvicina alla sigaretta. Ma Giulia la scosta mano mano, obbligandolo a curvarsi su di lei, la faccia vicino alla faccia, quasi invitandolo ad un bacio. Gustavo butta il fiammifero e si allontana.

 

Che faccia scura! Sei di cattivo umore? Anche oggi? Stai ancòra poco bene? Vuoi che me ne vada?

 

Si alza.

 

Gustavo

 

Non avete ricevuta la mia lettera?

 

Giulia

 

Ah! sì... L'ò qui... L'ò scorsa appena.

 

Siede.

 

Gustavo

 

Avreste fatto bene di leggerla attentamente, e di ponderarla.

 

Giulia

 

Sono ancòra in tempo. Non l'ò distrutta.

 

Fa per togliersela di tasca.

 

Vuoi che la leggiamo insieme?

 

Gustavo

 

No, no! Dovevate leggerla seriamente, invece di venir qua.

 

Giulia

 

Benedetto ragazzo! Volevo assicurarmi che tu fossi a Torino.

 

Gustavo

 

Poichè vi avevo detto che ci andavo...

 

Giulia

 

Dovevo essere certa che rimarresti a Milano...

 

Gustavo

 

La mia lettera vi spiegava... Se l'aveste letta!...

 

Giulia

 

Ma sì, ma sì che l'ò letta. Non vi ò data importanza. Mi scrivi che dobbiamo lasciarci... Perchè? Per fare una cosa qualsiasi, a questo mondo, ci à da essere una ragione. Dunque? Perchè lasciarci? Che c'è di mutato tra noi?... Io ti amo, tu mi ami... Poichè mi ami, nevvero? O non mi ami più?...

 

Gustavo

 

Ve l'ò detto, forse?

 

Giulia

 

No, mai! Dunque mi ami. Perchè lasciarci?

 

Si alza, gli si avvicina, lo circonda.

 

Io ti perdono tutto. Come sono buona, nevvero? In questi giorni ài qualche preoccupazione, qualche causa che ti pensiero. Ebbene: stamane mi sono detta: Gustavo à tanto maggior bisogno d'affetto, di cure... e sono venuta.

 

Gustavo

 

E avete fatta un'altra di quelle enormi sciocchezze che vi rimprovero da qualche tempo, che compromettono la mia e la vostra tranquillità, che mi rovinano la vita.

 

Giulia

 

Nientemeno! Vediamo, vediamo, ragioniamo un poco! Ma siedi, santo Dio! Vieni qui, accanto a me, così... E poi smetti quel "voi" così antipatico: eh?

 

Un silenzio.

 

Mio marito è a Genova.

 

Gustavo

 

Ebbene?

 

Giulia

 

Ebbene? "Que tu es bête!" Potevo venire...

 

Gustavo

 

E dimentichi che abito nel centro di Milano, che qualcuno può averti veduta salire, che tutti conoscono la nostra relazione, perchè tu non ti sei granchè curata di nasconderla: che ci sono dei maligni...

 

Giulia

 

Vedi, se c'è cosa che non temo, è questa. Perchè i maligni ci trovano gusto a svelare ciò che credono un segreto per i più, ci trovano gusto a rovinare una donna che mette ogni cura a fingere, a nascondere le sue colpe: ma non si disturbano punto per chi non mostra di aver paura.

 

Gustavo

 

Bella teoria! Comoda, soprattutto.

 

Giulia

 

Soprattutto giusta. E poi, tu sai benissimo che potrei dire a mio marito d'essere venuta...

 

Gustavo

 

Qui?! In casa mia?!

 

Giulia

 

In istudio... Anche qui, nel peggiore dei casi... D'averti veduto, insomma.

 

Gustavo

 

Con che scusa?

 

Giulia

 

Con quella che ò detta a Monticelli.

 

Gustavo

 

Ah! E credi che basterà?

 

Giulia

 

Per Monticelli che... sa, no: ma non me ne importa. Per mio marito, che non dubita neppure, sarebbe anche troppo convincente.

 

Gustavo

 

E giochi la tua vita, così, il tuo avvenire, per un capriccio, per il gusto di commettere una pazzia?

 

Giulia

 

con passione

 

Poichè ti amo! Poichè avevo bisogno di vederti! Non avrei potuto rimanere in casa, senza vederti, tutto il giorno, dubbiosa per tutto quanto mi avevi detto ieri, tormentata da quello che mi ài scritto. Così invece, torno a casa contenta. Adesso sono contenta e tranquilla.

 

Gustavo

 

alzandosi

 

Dio santo! che strano modo di ragionare tu ài! E che supplizio, che supplizio...

 

Giulia

 

lo interrompe, buttandogli le braccia al collo

 

Povera vittima, povera vittima! Che supplizio essere amato così, nevvero?... Ài ragione, ti amo troppo, ti amo troppo!

 

Gustavo

 

Dio! Dio! Che donna sei!... Ma vattene, adesso. È già molto che sei qui.

 

Giulia

 

Oh, un quarto d'ora! Lasciami star qui ancòra un pochino. Dieci minuti... cinque minuti... eh?

 

Gustavo

 

No, no, debbo andarmene anch'io. Ti prego, vattene, vattene, Giulia.

 

Giulia

 

Un po' disillusa, riprende la pelliccia e sta per indossarla. Ma è vicina alla scrivania, su cui sono delle carte. Allora abbandona di nuovo la pelliccia e si mette a frugare tra le carte, a osservare.

 

Gustavo

 

Che fai, adesso? Che cerchi?

 

Giulia

 

Niente... così!...

 

Siede dinanzi allo scrittoio.

 

Guardo se ci sono lettere... se mi tradisci.

 

Gustavo

 

Sì, quest'altra, adesso!

 

Giulia

 

Ti secca? Se non c'è niente non devi aver paura...

 

Accennando a un cassetto chiuso

 

Mi apri questo?

 

Gustavo

 

Ma non c'è niente.

 

Giulia

 

Niente niente?

 

Gustavo

 

Dei conti.

 

Giulia

 

Aprire! aprire!

 

Gustavo

 

E poi te ne vai, nevvero?

 

Giulia

 

Sì, te lo prometto. Aprire!

 

Gustavo apre il cassetto. Giulia osserva le carte che vi son entro

 

Conti, conti, conti... pagati. Che bravo! come sei rangé!

 

Gustavo

 

Così, basta.

 

Giulia

 

Un momento un momento!... E questa? Questo foglietto rosa?

 

Gustavo

 

Be' guarda, presto.

 

Giulia

 

Posso guardarlo? Allora non è compromettente.

 

Sta per riporlo, poi si pente.

 

Però!...

 

Lo spiega, legge.

 

Guglianetti.... Ah!

 

Gustavo

 

Ti basta?

 

Giulia

 

Sì.

 

Gustavo

 

richiude e si allontana.

 

Vai, adesso?

 

Giulia

 

Adesso sì.

 

S'indugia, gli occhi fissi sulla scrivania.

 

Gustavo

 

Dunque?

 

Giulia

 

osservando la carta sorbente

 

Puoi distruggere le lettere che ricevi; ma a chi scrivi, tu? La carta assorbente può rivelare molte cose.

 

Gustavo fa un gesto di noia e va alla finestra, impaziente, guardando fuori, distratto.

 

Giulia

 

tentando di leggere

 

"Affe-zio-natiss... Gustavo..."

 

Rigira il foglio in tutti i sensi.

 

"Avv... avv..."

 

À un'idea: prende un piccolo specchio che è sullo scrittoio, vi appoggia sopra la carta sorbente, sulla costa, e vi legge dentro le parole che così rimangono sul dritto.

 

"Cariss-si-mo Co-stan-zo, passare... giove-dì... 28... Car... car... cara?...

 

A Gustavo

 

È caro o cara?

 

Gustavo

 

Ti prego, smetti.

 

Giulia

 

Ma è caro o cara?

 

Gustavo

 

con impeto, spaventato

 

Giulia!!

 

Giulia

 

Che c'è?

 

Gustavo

 

Tuo marito!

 

Giulia

 

Ah!!

 

Ripone di furia lo specchio e la carta

 

Gustavo

 

osservando dalla finestra

 

Parla colla portinaia.

 

Giulia

 

Dio mio! non è partito!?

 

Rimane allibita, esterrefatta

 

Gustavo

 

c. s.

 

Essa gli indica la scala...

 

Giulia

 

Sa tutto!... À finto di partire... Viene a sorprenderci... Dio! Dio!

 

Prende la pelliccia, l'indossa.

 

Viene? Viene?

 

Gustavo

 

Parla ancòra!

 

Scostandosi dalla finestra, piglia Giulia, violento, per un braccio.

 

Lo vedi! Lo vedi, che ài fatto!... Nasconditi!

 

Giulia

 

smarrita

 

Dove?

 

Gustavo

 

, , in biblioteca.

 

Giulia

 

No, no, può venirci... Qui, qui è meglio...

 

Si dirige alla porta di sinistra.

 

Guarda: sale?

 

Gustavo

 

alla finestra

 

Sì, adesso.

 

Giulia

 

Dio!... Com'è? Che faccia à?

 

Gustavo

 

Non lo vedo più... Presto!

 

Giulia

 

già sulla soglia a destra, rifacendosi a un tratto, con un lampo negli occhi

 

Che sciocca! O lo sa, e mi cercherebbe... O non lo sa, e allora...

 

Gustavo

 

agitatissimo

 

E allora, trovandoti qui?

 

Giulia

 

E se lo sapesse poi da altri, per combinazione, che ero qui? Come giustificarmi, dopo, d'essere nascosta in casa tua? Meglio che mi ci trovi, qui, apertamente, senza misteri. Mi rimprovererà, ma non dubiterà. Rimango!

 

Gustavo

 

Qui?

 

Giulia

 

Sì... sono venuta per tuo fratello.

 

Gustavo

 

Qui? In casa mia? Lo crederà?

 

Giulia

 

Sì, sì, lo crederà. Ad ogni modo è meglio così.

 

Siede, volgendo il dorso della poltrona verso la porta del fondo, in modo da non essere veduta da Andrea.

 

Qui qui, siedi, presto!

 

Gustavo

 

Sei pazza!?

 

Giulia

 

Che faccia ò?

 

Ettore

 

dal fondo

 

Il signor Campiani chiede di lei.

 

Giulia

 

piano, concitata

 

(Fallo passare, presto!)

 

Gustavo

 

Passi.

 

Giulia

 

Vagli incontro.

 

 

 


«»

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on touch / multitouch device
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2011. Content in this page is licensed under a Creative Commons License