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SCENA IV.
Le pare!
La portinaia mi disse che sta poco bene... Fui lì lì per andarmene...
stringendo la mano che Andrea gli porge
Sto assai meglio...
Giulia è rimasta cogli occhi fissi, in un'ansia febbrile, in attesa delle prime parole di Andrea. Udendole, il suo viso si è spianato a poco a poco; ora, rassicurata, à riacquistato il suo sangue freddo. Senza volgersi, adesso, allunga il braccio e porge la mano ad Andrea.
Tu?! Giulia?!
Non sei a Genova?
c. s.
Ma tu, come sei qui?
Io? Probabilmente per la stessa ragione che à condotto te. Le tue parole d'iersera riguardo al fratello di Velati mi ànno messa in apprensione... Non ò dormito tutta la notte. Stamane ebbi paura che potesse accadere qualcosa... Sei uscito presto, io ti credevo assente... Infine, mi sono detta: bisogna avvertire Velati. Mi sono recata al suo studio: non c'era, sono venuta qui... Ma tu, come mai non sei a Genova?
sempre un po' agitato
Sono passato in istudio, prima d'andare alla stazione: nella notte era arrivato un dispaccio che mi fece sospendere la partenza...
Se tu me ne avessi avvertito... sapendoti qui mi sarei tranquillata.
Alle dieci sono rientrato. Non c'eri.
Ò accompagnato Giannino alla scuola, poi sono stata allo studio di Velati...
Il che mi prova ancora una volta che con le donne non bisognerebbe mai parlare che del bello e del brutto tempo... Specialmente poi colle donne molto impressionabili.
Perchè... non c'era una ragione che parlassi tu a Velati di ciò... e soprattutto non dovevi venir qui... Perdoni, avvocato...
Ma...?
Oh! Giulia, sei troppo intelligente perchè debba dirti di più... Dovevi scrivere a Velati pregandolo di passare da noi...
Sono stata al suo studio...
E poichè non ce l'ài trovato...
Si arresta, la fissa con aria di rimprovero e come chi non ammette replica. Poi si volge a Gustavo
Dunque, avvocato...
porgendogli una sedia
La prego...
La signora aveva cominciato, infatti... ma è giunta or ora... Io non ò parole per ringraziarla di quanto à fatto...
Per carità, non si tratta di ciò. Si tratta di provvedere.
No. Ma poichè non sono partito ò pensato che agendo oggi era un giorno guadagnato. Mi recai al suo studio, credendola assente, per sapere dove avrei potuto scriverle...
Infatti... un improvviso rimando...
Mi occorre una sua autorizzazione.
Ma faccia lei...
Se vuole che le spieghi tutto il meccanismo dell'operazione...
Non ne capirei nulla. Piuttosto, mi dica, occorre del danaro?
Mi basta che ella mi autorizzi ad agire come mi pare utile. E, ove occorra, la troverei in istudio più tardi?
Ci andrò ora e ci rimarrò sino alle sette.
Non è improbabile che le faccia una nuova visita tra poche ore.
Come posso ringraziarla? Ma... mi dica, occorrerà certamente del danaro?
No, la sua firma soltanto, per rimandare una scadenza a gennaio: e nel frattempo...
Posso venire io in cerca di lei...
Se crede: al mio ufficio verso le cinque.
Senza dubbio.
Giulia?...
Si volge, la vede col fazzoletto agli occhi
Che c'è?
Giulia si alza, si asciuga le lagrime. Andrea la fissa un momento, poi, ancor serio, ma con bonomia
A Velati porgendogli la mano
Di nuovo, tanti ringraziamenti.
Ma non ne parli!
Abbassando un poco la voce, in tono di mistero
A proposito: voglio essere il primo a farle delle congratulazioni.
Delle congratulazioni?
Forse sono premature; ma ò avute certe confidenze da un buon papà, amico mio...
Davvero...
Via!
che à spalancato tanto d'occhi, attentissima
È fidanzato?!
Infila il suo braccio in quello di Andrea
No, per ora: ma pare che qualcosa in vista ci sia... Anzi certe assiduità farebbero supporre...
La Bianchi!
Ecco! subito dei nomi! Poichè vuole il segreto, il nostro avvocato...
Ma l'accerto... Sono un buon amico di casa, nulla più...
Oh si sapeva ch'era molto assiduo... Le mie congratulazioni...
Sono molto premature, le assicuro...
Vedremo, vedremo!... Dunque, viene da me, più tardi?
Senza fallo.
Giulia intanto, senza farsi scorgere, à lasciato cadere il manicotto su di una poltrona. Poi si avvia al fondo, sempre al braccio di Andrea.
Tutti e tre escono dalla porta del fondo, ripetendo i saluti. Poi s'ode la voce di Giulia in anticamera
Ah! il mio manicotto!
e rientra preceduta da Gustavo che corre a cercarlo.
Guardi, dev'essere là... su quella poltrona.
Gustavo lo trova e glie lo reca. Giulia, colla sinistra tiene ferma e abbassata la cortina che chiude la porta; colla destra prende il manicotto e sbattendolo violentemente sul viso a Gustavo, gli susurra, violenta