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SCENA III
Ve ne andate?
Da Gustavo... E poi da quel cliente di Torino che mi avete inventato così a proposito.
Sapete, è quel tale dei rinvii.
Ah!
Stasera poi, potrete mandar Velati solo al convegno. La vostra presenza forse è superflua, nevvero?
Oh, perfettamente inutile!
E accompagnarci al Dal Verne.
A più tardi, dunque.
E con lui!
Sì, ma... siate indulgente, generosa. Voi che avete capita così bene la vita, che l'avete presa così pel lato giusto... dovete concedere qualcosa alla natura umana.
A quella mascolina, soprattutto. Gli uomini valgono ancor meno delle donne, credetelo.
E alleviategli il supplizio.
Ma sì, ma sì.
Siete... calma, nevvero?
E poi... vostro marito è in casa.
Infine, quello che è stato è stato... Il passato... non se ne parli più...
E amici come prima!
Che ottimo amico à Velati, in voi! E come, per amor suo, vi fate meno buono di quello che forse siete in realtà...
Meno buono? Perchè? Io vi seguo sulla vostra strada. Voi avete preso il vostro partito; il migliore, dopo tutto...
Già!... E... forse... mi giudicate male Vedendomi così... come dire?... così rassegnata, voi pensate: questa donna non à mai amato veramente, e si acconcia ad essere abbandonata con tanta indifferenza perchè...
No, non lo penso, ve lo giuro. Penso invece che voi siete la donna moderna, che ragiona. Ed è in voi uno strano ma benefico equilibrio tra l'amore per un uomo e l'affetto per la vostra casa. E in questa parola "casa" metto tutto quel complesso di persone, di affetti, di soddisfazioni, di doveri, di diritti, che la fanciulla acquista diventando moglie e madre. All'amore per un uomo che non è vostro marito, voi sacrificate tutto, per esso voi arrischiate tutto, sì, ma sino a quel punto in cui non è compromesso e non corre pericolo l'affetto per la vostra casa. Il giorno in cui il pericolo si affaccia, vi ritraete. Finchè potete essere contemporaneamente la moglie e l'amante, lo siete con tutta la passione, con tutto l'entusiasmo. Quando bisogna essere o l'una soltanto, o l'altra, sacrificate l'amante. Voi recitate nella commedia dell'amore: commedia appassionata, se volete, ma commedia a lieto fine. Il dramma che si chiude violentemente, non è fatto per voi. Al punto in cui ora siete giunta della vostra relazione con Gustavo, vi siete accorta, che, insistendovi, il dramma poteva scoppiare. Quel tale equilibrio benefico che è in voi, vi fa ritrarre dalla scena. Ecco tutto!
E vi pare di giudicarmi bene? Mi negate gli slanci, gli entusiasmi...
Fatali, sempre!
Parlandole quasi all'orecchio
Avevate un amante, e ciò malgrado vostro marito era il più felice degli uomini... e per merito vostro! - Ci sono delle donne oneste - quelle che la folla chiama oneste - che rendono la vita al marito meno lieta, meno tranquilla che voi non facciate.
Vorreste avere una moglie come me?
Questa è un'altra quistione! Ma gli è ben certo codesto: che la botte dà del vino che à, e la società le mogli che può. Voi, non siete delle peggiori!... Vi pare che vi giudichi male?
Pessimista? Perchè? Anzi, io ò questo merito: che so sempre trovare un lato buono, in tutte le cose... Dunque, arrivederci più tardi.
Le stringe la mano ed esce dal fondo accompagnato da Giulia.