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III.
Dal frate Friscia, che meriterebbe un più ampio e pietoso ricordo, per avere dato in olocausto la vita, combattuta, con animo intrepido, un'esosa tirannide, verremo al suo omonimo, Saverio Friscia, vivente, affinchè il popolo ne raccolga le azioni, e, paragonandole a tant'altre, rilevi da queste quel puro e alto sentimento d'amor patrio, che i disonesti mercanteggiarono, e, calpestando le leggi, s'avvalsero della dea libertà per legittimare il sopruso, il furto e la violenza.
Nato egli in Sciacca, li 11 novembre 1813, da fanciullo avversò gli usi di convenienza, ribellandosi alla cieca autorità, al dommatismo, che sì negli ordini del sapere che in quelli della vita abituale insterilisce il cuore, rendendolo atto a servire. Ma, qualora a fervida fantasia, s'aggiunge costanza di propositi, i pochi son creduti teste bizzarre, e le moltitudini li guardano con occhio bieco; come l'originalità fosse un pandemonio, e il non seguir la turba, l'elevarsi per guarantigia del suo diritto, il peggior male di questo mondo. Corsero tanto funesti allora i tempi! Da mezzo secolo le vecchie usanze sono mutate, nè oramai sarà difficile che, col correre di altri cinquant'anni, i popoli, atterrando ogni falsa deità, intendano ai supremi principj, proclamati in America e in Francia, i quali costarono il sangue di più generazioni. Allora sarà più salutare che la profondità del Vico fallisca nelle divinate risultanze sull'avvicendarsi del passato!
In quegli anni il prete in casa era il massimo orgoglio d'una famiglia; e Michele e Michelangela Sortino, agognando che il figlio loro riuscisse a qualcosa, prendesse uno stato sociale, lo imaginarono prete bello e fatto, mandandolo a studiare nel seminario di Agrigento. Il chierico Saverio Friscia non ispreca gli anni di ritiro, in cui lo ha collocato la paterna volontà: egli ama i suoi compagni, e questi gli stanno a lato, perchè, oltre ad esser loro gratissime le urbane maniere e ogni gentilezza di costume, intendono con amore i ragionamenti, nei quali la dea ragione è sempre prediletta e preferita. Egli studia con alacrità, e, in quel ridotto di creature infelici, strappa, per ardui studj, un titolo troppo onorevole in filosofia e teologia dommatica. Però, nel raccogliere rapidamente le convenzioni d'una scienza, che apre e chiude i cieli, discutendo l'imaginario con evidenza che ha della follia, l'animo non gli bastò di più credere e proseguire, giunto allo svolgimento dei problemi De trino et uno e De Incarnatione. Il chierico toglie presto di dosso l'abito, e, in onta alle persuasive e a' convincimenti paterni, fermo nelle nuove determinazioni, ritorna Saverio Friscia, cittadino e uomo. Eppure niuno avrebbe potuto dire: È tutt'altro che pria. Sempre il medesimo, e nella vita di ritiro lasciò desiderio e ricordo di sua virtù!