Francesco Guardione
Saverio Friscia
Lettura del testo

VI.

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VI.

Il 1837 rompe la taciturnità di pochi anni. Ferdinando II, dopo essersi mostrato con petto ricamato in oro ai popoli, ed essersi sodisfatto delle accoglienze plebee e degli abbracciamenti e tripudj sbirreschi, era tornato alla sua festosa e sanguinaria corte con poca fiducia, e, non riponendo speranze lusinghiere su' suoi popoli, vagheggiò la forza. Il viaggio era stato una valida prova per aver perfette conoscenze: e difatto a un Ministro adulatore, che gli parlava dell'amore che gli nutriva il popolo, non rispose, e, malignamente ridendo, lo lasciò colla parola sul labro. In quell'anno Ferdinando die' una prova sufficiente dei suoi atti politici. Mentre il morbo asiatico infestava la Sicilia, gittando lo squallore nelle città e nelle campagne, egli, al timore d'una ribellione, già iniziata e non matura, per difetto di mezzi e di saviezza, decretava ogni crudeltà; sicchè, oltre a vedersi, pel funesto malore, le donne piangere i morti figliuoli e sposi, il fratello aiutarsi al sollievo del fratello, il figlio del padre; oltre a dolori immensi, ad inaudite inconsolazioni, a bisogni, a miserie affliggenti, Ferdinando imponeva ai suoi sgherri, a Palermo, a Messina, a Catania, a Siracusa, di sotterrare e usare ogni violenza su' migliori uomini. Lo faceva per allontanare il suo gregge da consigli bisbetici e ribelli; per coronare il prestigio di sua casa, e trovar così il modo securo di assodare l'avito retaggio!

In tal dolorosa circostanza, Saverio Friscia, cui mancava un anno per addottorarsi, corre a Sciacca in soccorso degl'infelici appestati. A lui, giovine, mancano altri e profondi studj pel disimpegno della nobil missione, ma non può rimanersi colle mani in mano, e, sentendo imperioso bisogno di sollevar gl'infelici, raccolto il tesoretto dei suoi studj, riunite le esperienze mediche, supplendo a tutt'altro con ingegno, sfidando i pericoli, adempie sacri doveri. D'allora Saverio Friscia in ogni suo compatriota rinvenne un fratello: da quell'anno i suoi cittadini ebbero altra stima all'ingegno e all'indole del benefattore.


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