Francesco Guardione
Saverio Friscia
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Mentre il principe di Satriano, colle sue masnade, trionfalmente entrava in Palermo, (restituita al feroce deposta per viltà di patti e opere traditrici), il Friscia compiva nel circondario di Sciacca la nobile missione di esortare i cittadini alla coscrizione. Adempiendo a ciò egli non rinnovava che i primi pensamenti manifestati alla Camera dei Comuni e nel giornale l'Armamento ed ora, in momenti prossimi alla caduta, il governo, volendo trar profitto dai savj ammonimenti, gliene dava mandato. Ma, più che altro, ricordano taluni, si ebbe in mente di allontanare gl'intemerati uomini, a' quali la libertà della patria non pareva faccenda da mercanti. Saverio Friscia si trovava nel circondario di Sciacca quando seppe la rovina miseranda della patria, e, pel dolore, gravemente ammalò, piangendo con lacrime che ricordano la morta madre.

Il governo della Sicilia cadeva sotto la oppressione dei moderati, che, ambiziosi, con inganno, s'erano posti a capo. Uomini senza cuore e dignità, invece di dirigere la rivoluzione a supremi trionfi, ne fecero un giocattolo, che diedero in mano alla diplomazia. Nulla vi era che avesse aspetto di governo: non finanza, perchè turpemente dilapitata, esercito. La sapienza politica mirò principalmente a decretare la religione cattolica apostolica romana, sola religione dominante e i moderati, atteggiatisi a ciambellani regi, cercarono novellamente il dominatore che avesse prostrato la Sicilia per grazia di Dio, senza curare di salvarla dalle bombe e dalle irruzioni borboniche! Si cade: il popolo non tramandò colpe, ma eroismo e sacrifizj. La storia non tacerà i nomi de' ladri e dei traditori5.





5 Vedi Carlo Gemelli per Francesco Guardione; Verona, Succ. Münster, 1881.



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