Francesco Guardione
Saverio Friscia
Lettura del testo

XVI.

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XVI.

Le scissure funeste prendevano un aspetto troppo grave, e le sorti da rimpiangere si precipitavano. Il popolo, in momenticonfusi nulla discerne, loda e biasima a piacimento, seguendo gl'istinti malevoli dei furbi: il popolo miserando, nei mutamenti che decidono del suo avvenire, trova di rado un difensore che, non mirando, ad arricchire, ne sostenga i suoi diritti. Il Friscia, che aveva rinunziato ad un agiato vivere in Parigi, accorrendo in Sicilia ha in cima a tutto di veder tutelata la libertà; ed egli, in quelle urgenze, accetta dalla Prodittatura l'incarico scabroso di ottenere dal Dittatore, che una certa indipendenza si concedesse almeno dal gabinetto dittatoriale alla Guerra e alla Marina. Trovò Giuseppe Garibaldi a Maddaloni, e ivi e a Caserta, trattando con sentimento la questione, dopo non poche lotte ne vinse le riluttanze10. Compiuto dapprima questo, inteso sempre a sostenere l'onore, a garentire i diritti del popolo, si cooperò, ritardato il plebiscito, a preparare, possibilmente, una formula meno servile: quella che meno potesse rifare schiavo un popolo, un'altra volta assoggettandolo per turpezza di trafficatori. Solo insistè, il 18 ottobre, a far sottoscrivere dal Prodittatore i decreti di abolizione sulle decime e sulle corporazioni religiose, e gli altri di uguale data, che poi, o furono svisati, o non mai messi in vigore. Durava in tutto fatiche ed opposizioni grandi: due giorni e due notti, tollerando ogni disagio, rimaneva nelle sale della Prodittatura, perorando intrepido sulle legittimità dei disposti, in fine bene accolti dal Mordini. Benedetto Castiglia lo affiancava; ma gli altri, stanchi delle tergiversazioni dell'Ugdulena, e dello Scrofani, con dispetto si erano allontanati.

Il governo della Prodittatura in quel chiedere continuo, nell'arruffarsi dei più inetti e sozzi, ai quali pareva lecito dimandar compenso del patriottico lavoro, nominava spontaneamente il Friscia membro e segretario del supremo magistrato di salute: ufizio conveniente a taluno, le cui prove nella scienza erano state mirabili a Parigi. Il decreto dittatoriale lo confermava, appena costituito, il regio governo; e il decreto dittatoriale, sancito dal governo regio, veniva annullato dal generale Della Rovere, che destituiva, secondando l'assolutismo militare, dalle cariche gli uomini più insigni, più liberali. Il Friscia accolse con animo tranquillo l'arbitraria destinazione; revocata per gli altri, non per lui, che manteneva il carattere del cittadino, che non incensa, non adula, cambia il falso in vero!





10 Vedi in Appendice: Una missione del D.r Saverio Friscia presso il Dittatore.



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