Francesco Guardione
Saverio Friscia
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XXIII.

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XXIII.

Nel 1867, il Friscia, inoltre alle cure assidue parlamentari, fondava in Napoli il giornale Giustizia e Libertà, e, di sedici numeri publicati, nove furon fatti segno alle ire e al raziocinio del Fisco. Ma egli, che potè esser chiamato, per la fortezza dell'animo, Encelado, in quegli anni, in cui maggiormente si calpestarono la libertà e la giustizia, tenne sempre alta quella bandiera gloriosa, ch'è larga manifestazione di propositi e di principj costanti, mantenuti ed illustrati dal 1830. E mentre vedeva negar la Patria, mentre coloro che ne erano stati amanti svisceratissimi, si confondevano co' vili, per trarre anch'eglino profitto, il Friscia, impavido, li mirava per renderli consapevoli delle loro vergogne!

Nel 1869 conveniva al congresso di Berna, per discutere alte questioni politiche e religiose. In quel congresso si costituiva il comitato rivoluzionario europeo, per combattere le pretese opportuniste, e s'udì nobile e terribile protesta di diciotto membri del Congresso. Tra essi il Friscia esternò, con veemenza, la dottrina politica professata in tutta sua vita; trattando la questione religiosa con le più recondite idee della scienza, con quella filosofica profondità, che avea posseduto dalla vita studentesca. – I mirabili progressi del naturalismo hanno già aperta una nuova via all'umanità, ma l'essersi resi popolari, è dovuto a' pochi, che, quando valevano le scomuniche, e altre schiavitù della mente, li proclamarono contro i fatali errori. Ora il Friscia, trattando con ampiezza la questione religiosa, convincendo gli ascoltatori, udì ripetersi da Rey e Jaclard, studenti, che, combattendosi le vecchie religiosità, si sarebbero amati da vero e sinceramente gli uomini.

Considerevole è poi l'avere prima egli combattuta la vaccinazione e la rivaccinazione, e averla, con larghe dimostrazioni, detta conseguenza di mali infiniti sull'organismo umano, e che, senza riuscire di preservativo al vaiuolo, propaga l'epidemia, siccome è sufficientemente dimostrato dalle continue infezioni vaiolose. E quanto emise nella Rivista Omiopatica di Roma, contrariamente all'inoculazione del vaiuolo, dopo alcuni anni fu ripetuto in Boston, sostenendosi, con calore, essere la medesima un'azione contro natura. Oggidì mentre gli scienziati si agitano fortemente, e il Cantani e il Semmola, dalle cattedre, propagano idee opposte, invocando l'abolizione, in Inghilterra, da molti membri della Camera, principalmente da Lord Taylor, e nella Svizzera, si chiede come un bisogno di estinguere un male rovinoso alla umanità17.





17 L'Inghilterra non rende più obligatoria la vaccinazione, lasciando liberi i cittadini; in Italia la imposizione è degna de' secoli barbari, senza concepire i gravi danni dovuti alla vaccinazione!



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