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XXIV.
Saverio Friscia, dal 1861 al 1882, fu intrepido campione della libertà o della giustizia; e, qualora le vide conculcate, protestò con energia contro le violazioni. La libertà fu il primo suo amore: la libertà sarà l'ultimo. Egli può ripetere con Catone
Libertà va cercando ch'è sì cara
Non rappresentando il solo collegio che gli conferiva l'alto mandato, in ogni tempo e in qualsiasi occasione fu difensore de' diritti degli oppressi; e quando vide malmenare il popolo infelice, quando le sofferenze di questo gli parvero d'avanzo, sorse irato per farne le ragioni. Nella Camera, dove da libero cittadino denudò i massacri del 1868, più tardi combattè il domicilio coatto, l'ammonizione, e le terribili leggi eccezionali, con cui si voleva in Sicilia mantenuta la libertà, render sani i principj di giustizia; senza curare se i mezzi scelti di terrorismo fossero atti ad aumentare i misfatti; nè, tampoco, se il popolo avesse diritto all'educazione, anzi che sottostare a capricciose voglie e disposizioni violatrici delle leggi fondamentali dello Stato18. Egli ritenne che, quando le critiche condizioni del paese richieggono bisogno di libera parola, se i molti hanno un voto da obligare, soltanto i pochi, reagendo, garentiscono la libertà. Ne' momenti di urgenza difese la pericolante libertà, sostenendo ogni classe di cittadini affinchè, al cospetto delle leggi cedessero i privilegi, e tutti potessero ritrarre diritti e doveri!