Francesco Guardione
Saverio Friscia
Lettura del testo

XXV.

«»

XXV.

Di uomini di segnalati caratteri si è ripetuto aver noi mancato; e, scoperti nel mondo greco e romano, i sommi cittadini di quegli Stati si sono magnificati a discapito dei moderni. Nelle scuole i nostri figliuoli rinvengono la virtù nei tipi classici, e ignari quasi dei prodigj delle ere novelle, credono, con saviezza, che snaturatasi l'umana natura, noi odierni siamo piuttosto uno scherno di essa. Questo avviene principalmente in Italia, dove, indagando l'antica coltura, studiando le antiche tempre, si trascura la modernità, e si crede che ella sia inferiore di gran lunga alle remote. Eppure Palermo, Firenze, Genova, Pisa, Torino, Messina, Napoli, chiuso il medioevo, co' loro capitani, col loro popolo, colle magnanime imprese, non sono nella storia da rammemorarsi con entusiasmo minore degli antichi tempi.

Ci abbisogna, se vuolsi il trionfo della nazione, che si cessi dal riputare savj e onesti i corruttori di moralità, che hanno falsa virtù di appagare con facile e melliflua dicitura: è uopo non più affidare i destini patrj in poter loro19.

Al popolo, che, per tradirlo vieppiù, si studia oggi imbrogliarlo con sofismi e utopie, è necessario, pel bene d'Italia, ricordar sovente gl'integri cittadini, che, schivi da qualunque ipocrisia, rappresentandolo, mantennero sempre coscienza intemerata, , per ricchezze e onori, si mutarono.

Saverio Friscia compie già il suo settantesimo anno, e, dando uno sguardo al suo passato, nulla troviamo da rimproverarsi. Cinquant'anni di lotte, durate nella cospirazione, nella vita politica e nella scienza, lo han fatto formidabile, tetragono ai colpi di ventura. La rara eccellenza di carattere, l'indole gentile, manierosa, umana, la ineguagliabile modestia, lo resero in ogni tempo e luogo caro a tutte le classi; e gl'infelici, gli oppressi, che, per manco di lumi, non possono far valere il diritto loro, furon sempre dal Friscia protetti colla calma e la dignitosa parola. Singolare il suo contegno: alle basse opposizioni, non ricambiò plebee ire, e, vista compensata con oltraggi o la sua virtù cittadina, serenamente, attese i risultati. Quando nelle elezioni politiche del 1874, il Ministro Cantelli inculcò a un suo Sottoprefetto di avversarlo nella riuscita di Deputato, e di perseguitare il suo caro fratello Ignazio, mandandolo a domicilio coatto, il Friscia non mosse un lamento, e, muto spettatore, vide uscire vittorioso dall'urna il suo nome. Poi al partire di quel Sottoprefetto, punito per poca solerzia, udì i rintocchi a morto della campana, che lo salutavano allontanandosi da Sciacca.

Tale è il carattere di Saverio Friscia. Egli non paga con ire, ma ha fiducia nella sua rettitudine e nell'avvenire. La povertà lo ha reso sempre più grande e più temuto. Senza vanume, titoli procacciati da lavori indegni, non gli son mancate le accoglienze dei suoi avversarj, di coloro medesimi che, temendolo, lo hanno osteggiato. Amico di cuore con tutti, non ha mai sdegnato di rispondere a chi gli si è rivolto, e il suo carteggio continuo attesta la eccellenza di un animo, abitualmente affettuoso, sinceramente amante.





19 Correndo trenta e un anno dalle scritte parole, le condizioni, anzi che migliorare, si sono fatte peggiori, e gli uomini dappochi, furbi per gli smodati e disonesti guadagni, sono un preannunzio delle sventure italiche. Vorremmo ingannarci; ma la corruzione morale e politica di giorno in giorno ci precipita in un abisso!



«»

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on touch / multitouch device
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2011. Content in this page is licensed under a Creative Commons License