1772-requi | reso-xviii
             grassetto = Testo principale
     Parte   grigio = Testo di commento

1001  16    |            dalla gentilezza dell’arti reso ancor più gentile e più
1002  17    |            dell’infelice Properzia mi resta a dire. Ma l’assunto che
1003  18    |             ella non bastò reprimere, restasse preda di barbara morte ancor
1004  17(21)|            dello Spedale della Morte, restò colpito del caso, e molto
1005   9    |         sosteneva interissimo. Questo reverendo prelato per lasciare alcuna
1006  16    |             aveva acquistato? Non era ricca persona, che non si pregiasse
1007  16    |             piacevole conversare; non ricercatore di cose d’arti, che a lei
1008  16    |     riscattarsene. Ma le forze che si ricercavano a tanta impresa, eran da
1009 Ded    |               non hanno potuto ancora riconfortarti l’animo per la perdita del
1010   1    |          dell’arte mantengasi viva la ricordanza. Ma il costei infortunio
1011  16    |               a lei per consiglio non ricorresse; non donna desiderosa di
1012   3(4) |           Raimondi bolognese, il qual riescì nell’intagliare stampe di
1013   6    |           testimoni incontrastabili i rifermate.~ ~
1014   9    |            consigliare di andar più a rilento ad accettare le ordinazioni
1015  12    |    osservazione su la maniera di que’ rilievi, m’ha fatto entrare nell’
1016  16    |         sensitivo, dovette per ultimo rimaner vinto.~ ~
1017  17    |      altrimenti che se ciascuno fosse rimaso tocco da propria disavventura.
1018   4    |             sembra, che non ce ne sia rimasto alcuno; atteso che que’
1019   1    |            gentil sesso. Verrò dunque rimemorando, in quel modo che per me
1020   8    |              con altra maniera d’arti rimeritare; molto saviamente argomentando,
1021  11    |            non si potevano saziare di rimirarlo, tanto il trovavano condotto
1022  10    |              attentamente mirando, si rinfervorava nell’arte, si rinvogliava
1023  10    |               tutta per allegrezza si rinfrancava: quivi attentamente mirando,
1024   1    |            voi, cortesi donne, che vi rinfresca la memoria di una Quistelli,
1025   7    |              fuori acquistata celebre rinomanza. E in verità, che dovunque
1026  16    |     scrivevano di Roma maestri d’arte rinomatissimi; a lei si recavano viaggiatori
1027  11    |                scultore in que’ tempi rinomatissimo; Properzia desiderando di
1028 Ded    |           maniere. Del quale esempio, rinvenendo tu in memoria d’altre infinite
1029  14    |          particolari  Properzia, il rinvenire la cagione di questo fatto
1030  10    |            rinfervorava nell’arte, si rinvogliava del faticare: e quasi sospirasse
1031  15    |          Assunta.  questo parere lo riporto io qui per averlo su colto
1032   8    |             donna, noi francamente il riprenderemmo d’insufficiente estimator
1033  10    |            succederanno. Così ella: e ripreso animo e forze, tornava a
1034  12    |       effigiatovi in basso rilievo il ripugnante Giuseppe coll’egizia matrona.
1035  13    |         potendo persuadere senza gran ripugnanza, che una donna di quell’
1036  13    |            egiziana, infuriata per la ripulsa dell’amato garzone; il quale
1037   9    |           bolognesi sommamente caro e riputato. Fecevi ella adunque alla
1038  16    |       desiderosa di venire in qualche riputazione, cui Properzia non si ponesse
1039  16    |             ogni vigor di spirito per riscattarsene. Ma le forze che si ricercavano
1040  16    |              gloria da infinite genti riscossa. Contro così terribile infermità
1041   1    |               qual modo potessimo ora risovvenirci di un tanto onor vostro.
1042  12    |             ancora, che gli scrittori rispetto al noverarle sembrano essere
1043  11    |              consentire,  dinegare, risposero che volentieri; sì veramente
1044  17(21)|       Imperatore, bramò di vederla. E rispostogli, ch’ella era morta in quel
1045   9    |           governava, poich’ebbe fatta ristorare e abbellire di portico la
1046  11    |            parlato poc’anzi, o che si ritenessero alquanto di confidarsi all’
1047   9    |                                IX. Ma ritornando a Properzia, e agli avanzamenti
1048  15    |               ella della vile mercede ritratta dalla sua prima fatica,
1049   3    |             ispecie fatte di penna, e ritratte dalle cose di Raffaello5
1050  16    |              al cui vivissimo ingegno riuscì agevole qual si fosse arte
1051  17    |              Quanto acerba e dolorosa riuscisse a’ cittadini la costei perdita,
1052  12    |              con bell’atto, mezzo tra riverente ed allegra, sta aspettando
1053  16    |              quanto non era grande la riverenza e l’amore che s’aveva acquistato?
1054   9    |          reggervi complessione la più robusta, non che quella sua, come
1055  16    |            virtù. A lei scrivevano di Roma maestri d’arte rinomatissimi;
1056   8    |             fo a pensare, che greci e romani le più insigni virtù civili
1057  17    |     spessissimo da spaventi; continuo rompere in pianti, affannarsi, disperarsi.
1058  13(17)|             parla così: “Propertia de Rubeis diligentissima et optima
1059  12    |           altro allatogli d’una reina Saba che vien nel cospetto di
1060 Ded    |                            A GIUSTINA SAFFI~ ~ ~ ~VEDOVA DAL POZZO~ ~ ~ ~
1061  12    |              che vien nel cospetto di Salomone. E veramente mirando bene
1062   1    |          ultimo la fama grande in che salse, le traversìe che le incontrarono
1063   8    |          dell’esempio, e quella virtù santissima di tutte l’altre, la carità
1064  12    |              XII. Qui non è possibile sapere di certo, quante fossero
1065  15    |             calamità: che troppo bene sapeva ella d’avere a scontrarsi
1066 Ded    |             costei imperio il più che sappia da virtuosa, da forte: chè
1067        | saranno
1068   8    |          sulla creta, il discarpellar sassi, il trattar le seste, le
1069   8    |              d’arti rimeritare; molto saviamente argomentando, che così più
1070  11    |               i quali non si potevano saziare di rimirarlo, tanto il trovavano
1071   1    |                come l’aver tentato di sbarbicare dal mondo la più nobile
1072  10    |  incessantemente, perchè la mano e lo scarpello obbedissero ognora più ai
1073  18    |          avere ella pure nella vostra schiera onorato posto, come stette
1074  16    |              toccata così deplorabile sciagura. E in verità non è a dubitare,
1075   1    |              ogni maniera d‘arti o di scienze; volentieri vorrei qui farmi
1076  15    |              pensiero, e volle essere sciolta da quella concorrenza di
1077  15    |            bene sapeva ella d’avere a scontrarsi irreparabilmente nelle male
1078  14    |             pochissimo che abbiamo di scritto intorno ai particolari 
1079 Ded    |          mandarti a donare questa mia scrittura quasi in alleggiamento del
1080  16    |              amici delle virtù. A lei scrivevano di Roma maestri d’arte rinomatissimi;
1081  13(17)|              diligentissima et optima sculptrix, cuius marmoreis aliquot
1082  11    |            fra questi Nicolò Tribolo, scultore in que’ tempi rinomatissimo;
1083   2(1) |              Bologna = parlando delle sculture delle Porte di S. Petronio,
1084  12    |          regno, con guardie armate di scuri. A pie’ del trono, alquanto
1085        | seco
1086  13    |                           XIII. Nella seconda poi, ossia quella del Giuseppe,
1087  12    |              vedesi quel gran Monarca seduto in trono con aspetto maestosissimo,
1088  10    |       faticare: e quasi sospirasse di segnalarsi ella pure per simil guisa,
1089  17    |               da lungi se ne vedevano segni apertissimi. La bellezza,
1090  15    |            pregassero strettamente di seguitare in que’ lavori dove aveva
1091  13    |           affetti) vogliono che nelle sembianze dell’egizia donna ella abbia
1092  12    |       scrittori rispetto al noverarle sembrano essere alquanto discordi.
1093  10    |              tutta in Jacopo assorta, sembrava dire: O fortunato ingegno!
1094   6    |                Fatta poi di anni e di senno alquanto matura, allargando
1095  16    |               ancor più gentile e più sensitivo, dovette per ultimo rimaner
1096   9    |            moltissimi poi da un cotal senso di maraviglia che destava
1097  11    |              può a meno, per poco che sentasi in fatto d’arte, di non
1098   6    |      prometteva onorata riuscita quel sentirsi un’anima in petto tutta
1099  17    |       esprimersi con parole. Al primo sentore, alla prima novella che
1100   1    |             insieme col corpo andasse sepolto il nome di que’ loro egregi
1101   9    |           quanto fu grande. Appena si seppe da qualche bocca essere
1102  10    |          materia durissima collocate, serberanno intatta quella bellezza
1103  15(19)|                              Vas. id. Serie degli uomini illustri nella
1104   3(4) |            che Raffaello di Urbino si servì di lui per fare stampare
1105   8    |     discarpellar sassi, il trattar le seste, le squadre, e altri stromenti
1106   9    |             fiaccole, uccelli, leoni, sfingi, e cose simili; il tutto
1107  18    |             in fine come per colpa di sfortunato amore, cui ella non bastò
1108   1    |          studiarono con ogni maggiore sforzo e fatica di condurre l‘opere
1109   7    |             durare imperturbato senza sgomentarsi d’ogni più grandissimo ostacolo.
1110   6    |             era che pur lievemente si sgomentasse; tanto le prometteva onorata
1111  18    |             di ammaestramento; non vi sgomentino le noie del faticare, non
1112  18    |            segno l’acquistata gloria. Siavi dunque, o giovani, in questi
1113  11    |            quel pubblico lavoro, fece significare a detti Operaj questa sua
1114   1    |            meno l’essersi passati con silenzio da chi per solo debito di
1115  10    |              segnalarsi ella pure per simil guisa, coll’anima tutta
1116   9    |        uccelli, leoni, sfingi, e cose simili; il tutto ritratto su pietra
1117   8    |             tanto più s’abbia a tener singolare e ammirando l’esservi alcuna
1118 Ded    |           Troverai leggendo una donna singolarissima del suo tempo, cui la fortuna
1119   1    |    Anguisciuola, d’una Fontana, d’una Sirani, e di quante altre levarono
1120  17    |        siccome è solito in una viva e smisurata accension di amore, i sonni
1121   9    |              o per quello, ma a tutti soddisfacendo con eguale amore, con egual
1122  12    |     volentieri, se la sua modestia lo sofferisse, statomi cortese della più
1123   1    |             credere, aver dovuto ella soffrire più per certa indolenza
1124  18    |             costumi; con che le virtù sogliono rendersi al cospetto del
1125        | solamente
1126  12    |          quello tre altri di marmo di somigliante grandezza, inclinò a credere,
1127  13    |              bolognesi, che per certa somiglianza dell’amore di Properzia
1128  16    |             si ponesse ad esempio. In somma come se in lei fosse stato
1129   9    |              nome sonava ai bolognesi sommamente caro e riputato. Fecevi
1130   1    |           mantiene eterna la fama de’ sommi ingegni. Laonde poiché questo
1131 Ded    |            quasi per mano condotta al sommo d’un invidiabile gloria,
1132   2    |              Attese dunque in prima a sonare probabilmente di liuto,
1133  17    |       smisurata accension di amore, i sonni brevi, e funestati spessissimo
1134 Ded    |           vita, e acquisterai forza a sopportarlo senza strepito di querele
1135   1    |             altra biasimevol cagione, sopportarono non senza grande vergogna,
1136  17    |      rassegnatezza più che ordinaria, sopportò sino all’ultimo quel suo
1137   8    |           scultura, che di gran lunga soprastà all’altre nella durata,
1138 Ded    |               Io ti prego, dolcissima sorella mia che tu ti voglia dar
1139  10    |     rinvogliava del faticare: e quasi sospirasse di segnalarsi ella pure
1140  17    |           mondo, senza lacrime, senza sospiri passò di vita. Quanto acerba
1141   9    |          cultura, e nel ministero che sosteneva interissimo. Questo reverendo
1142   4    |        intaglio. Fu dunque per questa sottilità  lavori commendata moltissimo,
1143   9    |      ordinazioni e di alcune ancora a sottrarsene mal suo grado. Non potè
1144 Ded    |            tranne la virtù sola, potè sottrarsi! Io ti prego, dolcissima
1145  10    |        intelletto. E quante volte per soverchia fatica sentiva raffreddarlesi
1146   9    |            nell’arte. Se non che quel soverchio logorarsi gli spiriti in
1147        | sovra
1148  14    |     incontrato di mirare più volte la sozza e stomachevole faccia dell’
1149  14    |              la faccia, e dietro alle spalle, per l’invidia che lo coceva,
1150   2    |            pochi intendenti, cominciò spandersi per la città, intantochè
1151  18    |               di una benevolenza così sparta per ogni parte, e voi, ed
1152  17    |              funestati spessissimo da spaventi; continuo rompere in pianti,
1153  17(21)|            sepolta nella chiesa dello Spedale della Morte, restò colpito
1154   9    |            altrimenti avrebbero forse sperato indarno. E così fu per appunto:
1155 Ded    |               occhi propri, prenderai spero a guardare l’infortunio
1156  17    |              sonni brevi, e funestati spessissimo da spaventi; continuo rompere
1157  12    |              persone presso che tutte spiccano fuori del campo con gran
1158   9    |               chiesa. Alcuni andavano spinti dal desiderio di vedere
1159   3    |         grand’anima ambirne altra più splendida e duratura. Nel qual vivissimo
1160  10    |             Quercia recò tanto grande splendore alla prima facciata di S.
1161   8    |               il trattar le seste, le squadre, e altri stromenti che fanno
1162  16    |            non ebbe forza e potere da sradicar dal cuore l’amorosa passione,
1163        | sta
1164   3(4) |              si servì di lui per fare stampare le prime sue cose.~ ~
1165   3(4) |           qual riescì nell’intagliare stampe di rame cosi eccellente,
1166  12    |            precisamente murato in una stanza dell’Opera; e vistovi a
1167   2    |           dell’avvenenza, non potendo starsi ammirata fra soli pochi
1168  16    |            somma come se in lei fosse stato un non so che di divino,
1169  12    |               modestia lo sofferisse, statomi cortese della più minuta
1170        | stava
1171  16    |              poterono abbattere tanti stenti e fatiche, tante malignità
1172        | stia
1173  18    |               delle fallaci passioni; stiavi sempre fisso al pensiero,
1174   8    |           VIII. Che se taluno facesse stima, che il modellar sulla creta,
1175   1    |               esse il loro studio; ho stimato, toccando a me oggi l’onore
1176  14    |           mirare più volte la sozza e stomachevole faccia dell’invidia. Ma
1177  10    |           sopra tutto quelle quindici storie di basso rilievo, con che
1178   4    |                  facendovi figurine e storiette con assai grazia e precisione,
1179  14    |               costui invidia e reità? Strana cosa per vero dire, ma non
1180  18    |             ebbe da’ cittadini, dagli strani, da quanti udirono il nome
1181  16    |               si recavano viaggiatori stranieri per desiderio di visitarla;
1182   2    |    festeggiamento di liete nozze, non straordinario spettacolo di pubblica gioja,
1183 Ded    |             forza a sopportarlo senza strepito di querele pazientemente.
1184  15    |              Aspertini, la pregassero strettamente di seguitare in que’ lavori
1185   8    |            seste, le squadre, e altri stromenti che fanno all’arte, non
1186   1    |            desiderio di gloria sempre studiarono con ogni maggiore sforzo
1187  10    |        perfezionarsi in questa parte, studiava i  e le notti incessantemente,
1188  18    |            voi, giovani egregi, a voi studiosi dell’arti volgerò l’estremo
1189   7    |          nuova,  scolpire nel marmo stupendamente.~ ~
1190   2    |              più che ordinaria bontà. Subitamente ancor fanciulletta per certe
1191  10    |        generazioni che in infinito si succederanno. Così ella: e ripreso animo
1192        | sull’
1193        | sulla
1194  11    |           testa (e l’arte sull’ignudo suol campeggiare assai) tuttavolta
1195   2    |           altra di sua città, che nel suono e nel canto le si eguagliasse.
1196   7    |              cominciare, parendo cosa superiore a donnesco animo l’essersi
1197  17    |             giunta all’estremo punto, supplicando a Dio pace per le affettuose
1198  14    |              tavole, le quali tu lodi supremamente, non furono messe nella
1199 Ded    |               porgi compenso alla tua sventura.~ ~E ti consola, addio.~ ~ ~ ~
1200 Ded    |        memoria d’altre infinite donne sventuratissime ch’avrai conosciuto per
1201        | tal
1202        | tale
1203        | taluni
1204   1    |               alcuno certo vorrebbe tassarmi di orator baldanzoso e irriverente,
1205  12    |              dicono, ch’ella fece una tavolina di marmo, entro effigiatovi
1206   8    |   difficilissima, tanto più s’abbia a tener singolare e ammirando l’
1207   5    |            giudicio. Ma, o che non si tenesse in quella troppo contenta
1208  12    |                e gli andari de’ panni tengono fra loro certa uniformità,
1209  15    |           detta Opera, e in ciò vi si tenneferma, che se bene tutti
1210   6    |             deliberò fra se stessa di tentare per ultimo a lavorare nel
1211   1    |   vituperevole e indegna, come l’aver tentato di sbarbicare dal mondo
1212   9    |             essere il lavoro venuto a termine, una folla di gente trasse
1213  12    |        allegra, sta aspettando che si termini l’offerta degli apportati
1214  15    |          condurre altre opere, ma noi terremo cogli Scrittori, i quali
1215   2    |               pianta in addomesticato terreno, produrre frutti di più
1216  16    |           genti riscossa. Contro così terribile infermità cercò la misera
1217  11    |          altro mostri d’ignudo che la testa (e l’arte sull’ignudo suol
1218   6    |         saranno in certo qual modo da testimoni incontrastabili i rifermate.~ ~
1219  17    |             consente, e m’è pur forza tirare innanzi sino alla lacrimevole
1220  11    |         Operaj di detto Tempio che si tirassero innanzi gli ornamenti di
1221  10    |             portava con più di amore. Tiratasi dunque avanti a perfezionarsi
1222   7    |              di fresca età, nell’aver tirato innanzi in quell’arte senza
1223   1    |              loro studio; ho stimato, toccando a me oggi l’onore del favellare,
1224  14    |               non altro; che per solo toccarne leggieramente, ogni buono
1225  16    |          tanto bella e virtuosa, aver toccata così deplorabile sciagura.
1226  17    |              se ciascuno fosse rimaso tocco da propria disavventura.
1227  14    |               potrà bastare, se non a toglierne affatto d’ogni dubbiezza,
1228  17    |            amato che innanzi tempo la toglieva dal mondo, senza lacrime,
1229  11    |           finissimo marmo, e di tutto tondo11 , rappresentante il Conte
1230   1    |               in vero se si venisse a tor via quello che n‘han detto
1231  18    |             noie del faticare, non vi torcano dal buon cammino gli allettamenti
1232  16    |              Imperocché oltre al gran tormento di non trovar grazia negli
1233  17    |            all’ultimo quel suo finire tormentosissimo. E come è proprio di una
1234  10    |              e ripreso animo e forze, tornava a faticar da capo nel suo
1235   8    |            disconvenga, ma che non le torni per opposito in grandissimo
1236  17(21)|             ch’ella era morta in quel torno di feste, e già sepolta
1237   5    |            saggio, non bramò altro, e tornò da capo all’intaglio; dove
1238  13    |               volgo, che le più volte tortamente giudica, e favoleggia? Io
1239  10    |             ardore, si portava il più tosto a riguardare le opere de’
1240        | tra
1241   5    |               porvi l’ingegno, non si traesse fuori con molta lode.~ ~
1242   2    |  Conciossiachè fra suoi fanciulleschi trastulli, quello di tutti a lei più
1243   2    |               abilissimi, aveva ancor tratta da natura perfetta voce,
1244   8    |             il discarpellar sassi, il trattar le seste, le squadre, e
1245  15    |           poc’anzi; il quale da certi tratti, e dal piegheggiare de’
1246  11    |                non volendo così ad un tratto  consentire,  dinegare,
1247   1    |               grande in che salse, le traversìe che le incontrarono nella
1248        | tre
1249  11    |            bande, e fra questi Nicolò Tribolo, scultore in que’ tempi
1250  17    |           poc’anzi tutta in feste, in tripudi; alla costei morte, scordasse
1251  17    |             cangiate in mal umore, in tristezza: la musica, e l’altre arti,
1252   7    |               è appunto quello che si trova essere proprio de’ grandi
1253  12(14)|                                       Trovansi questi pure nelle stanze
1254  11(12)|                                       Trovasi questo nelle stanze della
1255  13    |         lavorava sì fatta istoria, si trovasse perdutamente invaghita di
1256  12    |               prossimi a’ nostri, non trovato questo quadretto in veruna
1257  11    |        saziare di rimirarlo, tanto il trovavano condotto con arte maestrevolmente.
1258 Ded    |           rattemperarcene l’amarezza. Troverai leggendo una donna singolarissima
1259  14    |         facciata di questo tempio, si trovò pure quel Mastro Amico Aspertini18 ,
1260        | tua
1261        | tue
1262   6    |            materia lasciate opere che tuttora durano intatte, le lodi
1263   9    |               fogliami, con fiaccole, uccelli, leoni, sfingi, e cose simili;
1264  18    |               dagli strani, da quanti udirono il nome suo. E di una benevolenza
1265  17(21)|              Clemente VII, avendo già udito per fama le virtù di questa
1266  17    |             allegria, cangiate in mal umore, in tristezza: la musica,
1267  12    |          panni tengono fra loro certa uniformità, che ne’ due altri non si
1268   2    |                dove non fosse bramala universalmente quest’angioletta.~ ~
1269   3(4) |          eccellente, che Raffaello di Urbino si servì di lui per fare
1270  17    |             alla prima novella che ne uscì fuori, si fe’ universale
1271   1    |      benignamente ascoltata, se io la userei in avvivar la memoria e
1272  14    |           Amico Aspertini18 , che non usò mai di dir bene di persona,
1273        | V
1274   2    |             di elevati spiriti (Carlo V. e Clemente VII.) crebbe
1275  13    |              nell’altra è artificio e vaghezza, tal che ne fa credere quello
1276  15    |             giudicio di quel medesimo valentuomo, ch’ebbi accennato
1277   8    |            queste arti il ritrarre le valentìe de’ grandi uomini, la scultura,
1278  11    |            mano ella pure cogli altri valentuomini in quel pubblico lavoro,
1279   1    |        Bolognesi, che ignori quel che valesse nello scolpire la giovine
1280  11    |              confidarsi all’ingegno e valore di giovine donna; non volendo
1281   1    |           incoraggiare questi giovani valorosi, i quali tutto han posto
1282   5    |          studio, secondo che abbiamo, valse pure moltissimo. Insomma
1283  16    |        Properzia seguitò costante nel vano amore, altrettanto quel
1284   8    |             nella durata, vuole avere vanto di maggior pregio, e in
1285 Ded    |              della fortuna, dalli cui vari ravvolgimenti, niuna cosa,
1286   9    |          giorno novelle prove di quel vario e gagliardo ingegno.~ ~
1287   2(1) |      bolognese, e perchè scrittori di vecchia faina la dicon tale, e perchè
1288  11    |               Il quale busto, come si vede12 , sebbene per essere vestito
1289   9    |              che destava loro l’andar vedendo ogni giorno novelle prove
1290  11    |         veramente che ella ne desse a veder loro in saggio qualche sua
1291  17(21)|     incoronato l’Imperatore, bramò di vederla. E rispostogli, ch’ella
1292  17    |             gran fatto da lungi se ne vedevano segni apertissimi. La bellezza,
1293   2(2) |                                       Vedi Lacombe, Dizionario degli
1294 Ded    |                A GIUSTINA SAFFI~ ~ ~ ~VEDOVA DAL POZZO~ ~ ~ ~Poichè 
1295   2(1) |           Martino Rossi di Modena. Il Vedriani, e il Tiraboschi, dietro
1296 Ded    |        conosciuto per istoria, o vero vedute cogli occhi propri, prenderai
1297  11    |         eglino, o perchè non avessero veduto altro lavoro di marmo di
1298  15    |   probabilmente sono que’ stessi, che veggiamo ora, sebbene fuori di luogo,
1299   9    |            tutti quegli ornati che si veggiono per ogni faccia delle pilastrate
1300   4    |               casa de : Conti Grassi, veggionsi ciascuno con alquanto più
1301        | veniva
1302        | venne
1303  18    |             giovani, in questi vostri verdi anni la costei vita di ammaestramento;
1304   1    |         sopportarono non senza grande vergogna, che insieme col corpo andasse
1305   5    |             se medesima: o che, com’è verisimile, più dello scolpire che
1306        | verremo
1307        | Verrò
1308        | verso
1309        | verun
1310        | veruna
1311  12    |              giovinetta offerente una veste di prezioso lavoro; più
1312  11    |           vede12 , sebbene per essere vestito di armatura non altro mostri
1313  16    |      rinomatissimi; a lei si recavano viaggiatori stranieri per desiderio
1314   9    |             Geri in ufficio allora di Vice-Legato in Bologna. Uomo di vita
1315  12    |        allatogli d’una reina Saba che vien nel cospetto di Salomone.
1316  16    |            argomento di ragione, ogni vigor di spirito per riscattarsene.
1317        | VIII
1318  15    |               indispettita ella della vile mercede ritratta dalla sua
1319  14    |               pagato il suo lavoro un vilissimo prezzo. Ora domando io:
1320  16    |            dovette per ultimo rimaner vinto.~ ~
1321  12    |            entro que’ due, l’arie de’ visi, l’estremità de’ corpi,
1322  16    |            stranieri per desiderio di visitarla; di lei, principi, e gran
1323   5    |               di alcuna opera che sia vissuta sino a ricordo de’ nostri
1324  11    |             di non giudicarlo a prima vista una molto bell’opera. Piacque
1325  12    |              una stanza dell’Opera; e vistovi a lato quello tre altri
1326   1    |            meritate lodi, è cosa così vituperevole e indegna, come l’aver tentato
1327  11    |       tuttavolta mirando insieme alla vivezza, all’espressione, e a un
1328   2(1) |            modonesi. Ma il Vasari, il Vizzani, e altri scrittori la dicono
1329  15    |           condotto a fine; mentre che vo pensando, che detti angioli
1330        | volendo
1331        | voler
1332  18    |            fatiche, costante nel buon volere. Vedeste il frutto amplissimo
1333        | volersi
1334        | volessero
1335        | voleva
1336  18    |              a voi studiosi dell’arti volgerò l’estremo di mie parole;
1337  13    |        mallevadore delle opinioni del volgo, che le più volte tortamente
1338  11    |               che tiene nell’aria del volto, non si può a meno, per
1339        | vorrai
1340        | vorrebbe
1341        | vorrei
1342        | vostro
1343  18    |               accompagnato dal comune voto, che per voi si mantengano
1344        | vuole
1345        | X
1346        | XI
1347        | XII
1348        | XIII
1349        | XIV
1350        | XV
1351        | XVI
1352        | XVII
1353        | XVIII


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