Antonio Saffi
Della vita, e delle opere di Maria Properzia de' Rossi, scultrice bolognese
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VI

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VI. Fatta poi di anni e di senno alquanto matura, allargando il cuore a più alte speranze, deliberò fra se stessa di tentare per ultimo a lavorare nel marmo. Nel qual proposito si attenne ella con sì maschia fermezza, che anche in pensare alle nuove e grandi difficoltà che avrebbe incontrate a mezzo la via, appena era che pur lievemente si sgomentasse; tanto le prometteva onorata riuscita quel sentirsi un’anima in petto tutta ardente di gloria, e insiem capace di ogni gran cosa. Mi gode l’animo d’esser venuto a questo punto colle parole, sì perchè ci sembra essere alquanto fuori di quella nebbia oscurissima, nella quale stava dirci quasi sepolta ogni memoria di questa donna; sì anche perchè avendo ella nel marmo più che in altra materia lasciate opere che tuttora durano intatte, le lodi che le verremo dando per questa parte, saranno in certo qual modo da testimoni incontrastabili i rifermate.


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