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XII. Qui non è possibile sapere di certo, quante fossero le opere che ella offerse di sua parte in quella concorrenza; imperocché, oltre alla molta distanza che è infra que’ tempi ed i nostri, si aggiunge ancora, che gli scrittori rispetto al noverarle sembrano essere alquanto discordi. Il Vasari, ed il Borghini dicono, ch’ella fece una tavolina di marmo, entro effigiatovi in basso rilievo il ripugnante Giuseppe coll’egizia matrona. Qualche scrittore di tempi alquanto più prossimi a’ nostri, non trovato questo quadretto in veruna porta della facciata, ma sì nell’interno dell’edilizio, e precisamente murato in una stanza dell’Opera; e vistovi a lato quello tre altri di marmo di somigliante grandezza, inclinò a credere, che tutti quattro fossero condotti di mano di Properzia. 14 Ma un moderno maestro15, tanto valente nell’arte, quanto per soavità di maniere amabilissimo, e che io nominerei qui volentieri, se la sua modestia lo sofferisse, statomi cortese della più minuta e diligente osservazione su la maniera di que’ rilievi, m’ha fatto entrare nell’opinione, che due soli, secondo ragioni dell’arte, si possano credere di Properzia; quel del Giuseppe cioè, e l’altro allatogli d’una reina Saba che vien nel cospetto di Salomone. E veramente mirando bene per entro que’ due, l’arie de’ visi, l’estremità de’ corpi, le capillature, e gli andari de’ panni tengono fra loro certa uniformità, che ne’ due altri non si ravvisa. La qualità poi del lavoro che si mostra dell’una e nell’altra delle due tavole, è di genere assai faticoso, poichè le persone presso che tutte spiccano fuori del campo con gran rilievo. Ambedue leggiadrissime, ambedue lavorate con assai studio e diligenza. Nella prima a mano manca vedesi quel gran Monarca seduto in trono con aspetto maestosissimo, e intorno ad esso, i grandi del regno, con guardie armate di scuri. A pie’ del trono, alquanto inchinata con un ginocchio, è una giovinetta offerente una veste di prezioso lavoro; più indietro la reina intorniata di ancelle, la qual con bell’atto, mezzo tra riverente ed allegra, sta aspettando che si termini l’offerta degli apportati doni.