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| Pontificia Accademia per la Vita Il rispetto della dignità del morente IntraText CT - Lettura del testo |
1. A partire dagli anni ’70, con inizio nei Paesi più sviluppati nel mondo, è venuta diffondendosi una insistente campagna a favore dell’eutanasia intesa come azione o omissione che di natura sua e nelle intenzioni provoca l’interruzione della vita del malato grave o anche del neonato malformato. Il motivo che abitualmente si adduce è quello di voler così risparmiare al paziente stesso sofferenze definite inutili.
Si sono sviluppate campagne e strategie in questo senso, portate avanti con il supporto di associazioni pro-eutanasia a livello internazionale, con pubblici manifesti firmati da intellettuali e uomini di scienza, con pubblicazioni favorevoli a tali proposte – alcune, corredate perfino di istruzioni volte ad insegnare a malati e non i vari modi di porre fine alla vita, quando questa fosse ritenuta insopportabile - , con inchieste che raccolgono opinioni di medici o di personaggi noti all’opinione pubblica, favorevoli alla pratica dell’eutanasia e, infine, con proposte di leggi portate di fronte ai Parlamenti, oltre ai tentativi di provocare sentenze delle Corti che potrebbero dare corso ad una pratica di fatto dell’eutanasia o, almeno, alla sua non punibilità.