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CAVALIERE:
Non c'è tempo da perdere . . . Scriviamo
Immantinente a Corte . . . Io son scoperto
Se giunge la Marchesa.
(Scrive)
"La meditata impresa
È forse riuscita, ed a quest'ora
Il vero Stanislao, giunto in Varsavia,
Del favor della Dieta è già sicuro.
Altezza, io vi scongiuro
Di balzarmi dal trono sull'istante;
Se ancor regnassi perderei l'amante."
(Entra Edoardo)
EDOARDO:
Sire, tremante io vengo
Al vostro regio piede!
CAVALIERE:
Ebben? . . . l'amante
Voi siete della figlia del Barone,
E v'è rival lo zio . . . Che far poss'io,
Buon giovane, per voi?
EDOARDO:
Conceder solo
Ch'io vi segua in Polonia! Ah! Permettete
Ch'io v'accompagni ove l'onor m'invita,
E per voi spenda quest'inutil vita.
Proverò che degno io sono
Del favor che vi domando;
Proverò per voi pugnando
Che un ingrato non sarò.
CAVALIERE:
O guerrier, la patria, il trono
Vi daranno eterna lode;
In tal guisa un'alma prode
Sempre il fato disprezzò.
EDOARDO:
Dunque, o Sire, concedete
Di far pago il voto mio?
CAVALIERE:
Sì, al mio fianco pugnerete,
Se giammai pugnar degg'io.
EDOARDO: (prostrandosì)
Ah! La mia riconoscenza!
CAVALIERE: (alzandolo)
No, amicizia e confidenza,
Mio scudiere infin d'adesso
State sempre a me d'appresso.
EDOARDO:
Come! (Oh gioia!) E qui dovrei
Alloggiar, veder colei?
CAVALIERE:
Perché no? Ci vuol coraggio,
Vi dovete rassegnar.
EDOARDO:
Maestà, non ho linguaggio
Per potervi ringraziar.
Ricompensi amica sorte
Sì magnaimo sovrano,
E confonda e renda vano
De' nemici il congiurar.
CAVALIERE:
(Quando in fumo andrà la corte
Non avrà ricorso invano;
Per burlar quel vecchio insano
Anche un dì saprò regnar)
EDOARDO:
Infiammato da spirto guerriero
Scorrerò della gloria il sentiero:
Me vedrete contento per voi
I perigli di morte sfidar.
CAVALIERE:
Sì! . . . vicino, mio giovin guerriero,
Mi sarete nell'aspro sentiero!
Le ghirlande serbate agli eroi
FÙra bello alle chiome intrecciar.
(Partono)
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