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Francesco Augusto Bon
Ludro e la sua gran giornata

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  • ATTO TERZO
    • Scena settima
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Scena settima

 

Gherardo e detta.

 

gherardo (accigliato) (In casa non c'era: ma questo è il luogo del suo ritrovo... Eh lo coglierò).

barbara (Incominciamo da un bell'inchino) (s'alza e s'inchina a Gherardo).

gherardo (abbassa il capo con poca buona grazia) Servo.

barbara (Trent'anni addietro non mi avrebbe salutata cosí) (fa un'altra riverenza).

gherardo (china la testa e la guarda biecamente) (A Venezia non si può salvarsi).

barbara (Mi guarda appena... Uh maladette grinze della vecchiaia!)

gherardo (pensando) Mi sono andato a fidare di quello stupido di Gregorio!... Doveva partire e condurlo meco. Ma la brama d'intendermela col padre della fanciulla...

barbara (che quetamente è andata presso di lui e gli si è posta al fianco) Riverisco il signor cavaliere.

gherardo (Eccola qui). L'ho salutata, signora.

barbara Ma non basta: avrei da dirle qualche cosa.

gherardo Non ho tempo.

barbara Se sapesse di che si tratta!

gherardo Alla mia età non si è piú curiosi.

barbara Alla sua età? Ella è un bel signore, d'una fisonomia che vantaggiosamente previene, una persona infine che lusinga sotto tutti gli aspetti.

gherardo (Mi adula... Eh ! ho altro per la testa).

barbara Ella è il signor conte Del Colle di Verona?

gherardo Mi conosce?

barbara Di nome soltanto: ma anche questo per me è un onore.

gherardo Troppo gentile.

barbara Io ho una nipote.

gherardo (licenziandosi) Ho degli affari, signora: non ho tempo da perdere in queste bagattelle.

barbara Bagattelle? Eh non sono tali. Il suo signor figlio è invaghito della fanciulla.

gherardo Che!... (Qualche altro sproposito di colui!)

barbara Capisco benissimo la distanza che passa fra la casa Del Colle e quella di Fabrizio Rosmini.

gherardo Come, come? Sarebbe ella...

barbara La zia di quella giovane ch'è amata dal suo Lodovico, e per cui Vostra Signoria è tanto adirato.

gherardo Perdoni se... (Che diavolo aveva io creduto!...)

barbara Io amo infinitamente mia nipote, e l'amo perché è tal fanciulla che veramente lo merita. Esiste una grande difficoltà per vederla contenta, difficoltà insuperabile, lo capisco... Ma io sono di cuor buono e sempre spero bene; ond'è che appena intesi a parlare della sua presenza in Venezia, ho concepito il progetto di venirmi ad intromettere come mediatrice, dicendo fra me: se nulla potrò ottenere, non mi resterà almeno il rimorso di non aver tentato.

gherardo (Che buona donna!)

barbara So benissimo che un cavaliere difficilmente si adatta a far discendere un figlio dal suo grado: e che quand'anco da uomo savio e spregiudicato egli internamente sentisse di acconsentirvi, lo possono trattenere dal farlo la disapprovazione dei parenti, le dicerie degli amici, e cento altri riguardi di società.

gherardo (Eh ragiona bene).

barbara Però la presunzione di formare la felicità d'un figlio, il vedersi accarezzare da una tenera nuora, godere della domestica pace, saper di esser caro a tutti... Ah! ella è cosa tanto soave che merita di anteporsi ai pregiudizi del secolo, i quali non finiscono poi che cagionandoci delle gravissime amarezze.

gherardo (E dice la verità).

barbara Aggiungiamo a tutto questo diecimila ducati di dote, la ragazza ereditiera, la zia che ha un bel morto da parte... poh! poh! mettendo tutto assieme non mi pare progetto cui dare un calcio. Che ne dice il nostro amabile signor conte?

gherardo Signora mia, voi parlate da savia donna. Io fo conto della vostra famiglia, ma da qualche tempo ho fissato nella mia mente la sorte di mio figlio, e perdonatemi, non posso deviare dal mio divisamento.

barbara Dunque con mio rammarico, sia per non detto.

 

 

 




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