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Scena nona
Ludro affaccendato e detti, indi Marco.
ludro (Ghe n'ha voleste gnanca a persuaderlo!...) (chiama)
Marco? Marco?
marco (sulla porta) Comandi.
LUDRO
Presto da scriver.
MARCO
Subito (rientra).
gherardo (a Fabrizio) Potrei sapere da lui dov'è
nascosto mio figlio.
fabrizio Figuratevi!... se lo seconda non ve lo dice mai piú.
marco (con carta, calamaio, ecc.) Eccola
servito.
ludro Me savaressi dir se el Missier Grando vaga ancora da siora
Pasqueta (sedendo e preparando la carta).
marco Da sua comare? Oh sí certo: ed è questa l'ora.
ludro Basta cussí (scrive e tratto tratto scambia qualche
parola con Marco che si mostra sorpreso).
gherardo Il Missier Grande?
fabrizio Il capo della forza pubblica?
barbara Che diamine sarà succeduto? (fra di loro).
fabrizio Cercherà protezione per qualche malanno che gli starà
addosso.
gherardo Lo lascio finir di scrivere, e poi voglio interrogarlo
di Lodovico. Se è a mal partito non vorrà tener mano ad altre bricconate.
marco (a Ludro) Oh diavolo... possibile!...
ludro Figureve vu cossa che va a nasser (segue a
scrivere, poi piega e suggella il biglietto, intanto:)
fabrizio Ehm!... (fa cenno a Marco d'accostarsi).
marco (un poco smarrito) Eccomi.
fabrizio Che cosa è succeduto a colui che lo vedo affannato?...
barbara Qualche cosa di grosso?
marco (come sopra) Dirò... sanno bene... ha
tanti imbrogli.
gherardo Chiede soccorso al capo della forza?
MARCO
Certo... ma non so poi... mi permettano (rientra).
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