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Scena decimaquinta
Barbara, Angelina, e detti.
barbara Eccoci qui, eccoci qui.
fabrizio Che diamine! l'avete condotta per fare il matrimonio
in istrada?
barbara No, ma perché non penasse piú.
angelina E sarà possibile, padre mio, signore!...
gherardo Sí, bella Angelina: il cielo ha cosí fissato; ed io
non posso che benedire le sue disposizioni. (Già non è cattivo affare).
barbara E lo sposo è quello?... Signorsí, va bene, bene
assai!... Poverina, era ben da compatirsi!
angelina (a Barbara) Ne siete contenta?
BARBARA Altro!
ANGELINA Ed io piú di voi,
barbara (baciandola con trasporto) Cara!
cara!... (Volendo abbracciare con la stessa espansione Lodovico) Uh!
fabrizio (a Gherardo) Signor conte possiamo passare
in mia casa: stenderemo il contratto, e dopo cena le nozze.
gherardo Benissimo.
lodovico Posso finalmente, mia bella Angelina...
angelina Perdonatemi, sono cosí sopraffatta dalla
contentezza...
fabrizio Andiamo, andiamo che questo non è il luogo... (si
avviano tutti).
carletto (a Ludro) Dopo quel che la gh'ha fatto,
par che gnanca i se recorda de ela.
ludro Omeni, caro fio! - (A tutti) Le perdoni,
le favorissa... Gnanca un strazzo de te ringrazio?
giulio (da sé) Veramente...
carletto Gnanca un poca de sensaria per bagnarse la boca?
fabrizio (verso Ludro) Infatti povero diavolo!...
carletto La diga diavoli: la fazza el servizio de meterme
dentro anca mi.
lodovico (a Ludro) Non dubitate, che io saprò il
mio dovere.
barbara E lo merita davvero... (verso Carletto) anche
quello sguaiato là.
carletto (con vezzo) Patrona bella!
fabrizio Se per questa sera soltanto volete favorire in mia
casa verso l'ora di cena...
angelina Sí, sí, venite.
lodovico Venite che vi aspettiamo.
barbara Venite che staremo allegri.
gherardo Ci racconterete le vostre astuzie.
ludro Le scusi: no posso,
fabrizio Bando ai complimenti.
ludro La se figura se mi so' omo da farghene!
barbara Venite dunque.
ludro No posso, ghe replico. (A Lodovico) Doman
riceverò i so favori.
carletto (inchinandosi) Riceveremo.
ludro Adesso vado a meterme in leto che so' straco come una
bestia, che no posso piú. Per mi la xe stada una gran zornada. Ho avuto la
fortuna de poder esser utile a qualchedun... Gnanca per questo no pretendo miga
de passar per un galantomo, resto sempre Ludro come prima, me basta de averghe
provà in grazia almanco de sta circostanza, che anca i omeni dela mia sorte una
volta o l'altra a sto mondo da qualcossa i deventa boni.
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