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Francesco Augusto Bon
Ludro e la sua gran giornata

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  • ATTO SECONDO
    • Scena settima
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Scena settima

 

Gherardo e detti.

 

gherardo (Grazie al cielo mio figlio è partito. Voglio ora informarmi dal caffettiere...) (Chiamando Marco) Amico?

marco Eccomi. (Ah è quello che m'ha piantato il caffè...) (si avvicina a Gherardo e parla seco).

barbara Che serve che ci accompagniate? Non so forse andare da me? Angelina non è forse bene affidata?

fabrizio Chi dice questo?

barbara (Se viene con noi potrebbe domandare alla gente di casa se sono state o no: se non ci sono state le sgriderò io... ma che egli le sgridi non voglio). Qui Angelina, dammi braccio, e tu Cristina vieni da quest'altra parte, che cosí nessuno ti farà degli scherzi.

fabrizio Mi raccomando a voi.

barbara Sí, sí, a che servono tanti discorsi! Quando mi sono presa io la responsabilità... A proposito, se domani volete venire a pranzo da noi...

fabrizio Perché no?

barbara Portate per altro una bottiglia del vostro vino di Cipro stravecchio, cosí una cosa rifarà l'altra... Ho detto per ischerzo, sapete... ma se porterete la bottiglia da vero, non sarà mal fatto. Andiamo, ragazze mie: in mezzo a voialtre mi sembra di acquistare tutto il vigore della mia prima gioventú (parte con Angelina e Cristina).

fabrizio Che bel carattere, che felice temperamento! Mai in collera: veder tutto dal lato buono!... Cosí si vive un pezzo, e non si è d'incomodo a nessuno (trae l'orologio).

marco (parlando con Gherardo, e facendo conoscere di discorrere di Fabrizio) Uomo di credito!... Sulla figlia non c'è che dire...

gherardo Presentatemi: vi ho detto il mio nome?

marco Sí signore.

fabrizio (riponendo l'orologio) Appena vent'ore. Quando non arrivano poste, le giornate mi sembrano eterne (si avvia),

marco Scusi, signor Fabrizio: vi è qui una persona che bramerebbe di parlarle.

fabrizio Chi è.

marco Un signore di Verona: il conte Del Colle.

fabrizio (A Verona tutti conti). (Inchinandosi) Signore, in che posso...

gherardo Mi dispiace d'incomodarvi qui.

fabrizio Dite pure; già a Venezia si fa tutto alla bottega.

gherardo Come vi piace.

marco Comandano caffè?

gherardo Se volete favorire... (a Fabrizio).

fabrizio Grazie.

gherardo (a Marco) Non serve.

marco (Cattivi avventori) (entra nel caffè).

gherardo (Non so come incominciare). Sappiate, signore, prima di tutto, che sgraziatamente io sono padre di un figliuolo il quale non voglio chiamare cattivo, ma vivace, sconsiderato, poco studioso, e inclinato alla vita galante.

fabrizio Mi dispiace: ma si sa bene, la gioventú è piena di fuoco; non riflette tanto all'avvenire, per cui è necessario il passar sopra a molte cose. (Sarebbe il padre di quel tal zerbino?...)

gherardo Capisco; ma vi sono per altro delle circostanze nelle quali i figli, volendo risolvere a loro capriccio...

fabrizio Attraversano le prudenti disposizioni dei genitori, e vengono cosí a cagionare delle gravi amarezze.

gherardo Vedo che nella massima conveniamo perfettamente.

fabrizio È impossibile il non andare d'accordo.

gherardo Venendo ora dal generale al particolare, non so se siate a parte di un certo amoruccio di vostra figlia con l'unico figlio mio?

fabrizio Ho saputo per verità che ronza intorno alla mia casa un certo signorino...

gherardo Ha ronzato, volete dire, giacché il signorino è partito, e per ora in Venezia non tornerà piú.

fabrizio (sorpreso) Davvero! (Con qualche rabbia da sé) Allora era inutile che io facessi uscire di casa Angelina.

gherardo (adocchiandolo) (Gli dispiace: avrebbe voluto veder la figlia contessa).

fabrizio (pensando) (Che me la dasse ad intendere, e che poi fosse tutt'altro... E chi lo conosce?)

gherardo (È rimasto ammutolito. È cosí, è cosí).

fabrizio (Il signor padre potrebbe essere a giorno che mia figlia ha diecimila ducati di dote...)

gherardo (E siccome vi sono di quelli che si lasciano accecare dai titoli...)

fabrizio (E siccome non tutti i conti contano molto...)

gherardo (Cosí avrà detto illustriamo la casa).

fabrizio (E perciò gli avrà piaciuto il contante di mia figlia).

gherardo (Ma niente!)

fabrizio (Ma nemmeno per ombra!)

gherardo Dunque, signore, io mi sono indirizzato a voi supponendo che ignoraste l'intelligenza che passava fra il mio Lodovico e la figlia vostra.

fabrizio Ve ne sono assai tenuto.

gherardo Fo molto conto della riputazione che godete in commercio.

fabrizio Venero infinitamente l'illustre casa Del Colle!... (Che non ho mai sentita a nominare).

gherardo E per ciò vi chieggo...

fabrizio (Ci siamo).

gherardo Vi domando la grazia di fare in modo che la vostra ragazza desista dal pensare a mio figlio.

fabrizio (sorpreso) Come!

gherardo (Adesso mi farà una scena).

fabrizio Voi mi pregate di questo?

gherardo Ve ne prego: e se poi...

fabrizio Oh sappiate, signore, che sono anzi io che vi supplica, scongiura e consiglia a fare in modo che il degnissimo vostro signor Lodovico lasci di pensare alla mia Angelina, giacché io non sarò per accordargliela giammai.

gherardo Come!... Che dite?...

fabrizio (Ah, ah! l'ho preso l'amico). Cosí è, signore, e sono assai contento che il pensiero della negativa sia stato reciproco, e che i nostri due no formino un perfetto accordo. (Se tu volevi provarmi t'ho servito io).

gherardo (Lo scaltro mi vuol prendere la mano). (Ironicamente) Bene, benissimo!... Ma per non dare mio figlio alla vostra Angelina, non aveva bisogno di essere sollecitato da voi.

fabrizio Come io non aveva sicuramente bisogno delle vostre preghiere per ricusare mia figlia al signor Lodovico.

gherardo Siamo d'accordo.

fabrizio Siamo d'accordo.

gherardo (risentito) Però vostra figlia non si sarebbe pregiudicata entrando nella mia casa.

fabrizio (piccato) (È chiaro che gl'incresce). Né vostro figlio ci avrebbe rimesso del suo sposando un'ereditiera.

gherardo (Gli duole!) Ma Lodovico deve sposare una del suo grado.

fabrizio E Angelina deve accasarsi con una persona della sua condizione.

gherardo (con vivacità) Non ho bisogno di arricchirmi.

fabrizio (egualmente) Non ho bisogno d'illustrarmi.

gherardo Cosí penso.

FABRIZIO Cosí voglio.

gherardo E perché gridate dunque?

fabrizio E perché strepitate voi?

gherardo Ma se siamo convenuti?

fabrizio Ma se siamo d'accordo?

gherardo (Che furbo!)

fabrizio (Che volpone!)

 

 

 




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