600-ritor | ritto-zigar
         grassetto = Testo principale
     Paragrafogrigio = Testo di commento

1001 67| mezzo alla nuda scacchiera, ritto, deserto, abbandonato dai 1002 20| quelle quattro parole si rituffò nel suo silenzio, s’alzò, 1003 30| presero quando l’Americano li riversò sul tavolo, l’alfiere dei 1004 79| gola e il collo. Anderssen rivide in quest’uomo disteso a 1005 12| Tutti si rivolsero verso la parte di chi aveva 1006 9| si era messo a capo della rivolta con una banda di 600 uomini 1007 71| All’orecchio del negro ronzava assiduamente come un orribile 1008 79| guancia, gli tingeva di rosso la gola e il collo. Anderssen 1009 51| le pedine fingevano la rotta per ingannare il nemico, 1010 51| appunto l’alfiere ch’era stato rotto e aggiustato dall’Americano; 1011 51| aspetto della partita si rovesciava. Al sistema dell’ordine 1012 30| tavolo, l’alfiere dei neri si ruppe.~ ~ 1013 1| Chi sa giocare a scacchi prenda 1014 55| quella posizione a patto di sacrificargli l’alfiere. Anderssen sapeva 1015 57| rinunciò alla posizione, sacrificò invece dell’alfiere un cavallo, 1016 87| movimenti degli scacchi, ora saltando come un cavallo, ora correndo 1017 2| sapere chi sono bisogna saltare indietro sei ore e stare 1018 78| Giorgio Anderssen spiccò un salto, corse al bersaglio, afferrò 1019 59| condotta a questi termini, salutarono i due giuocatori e, congratulandosi 1020 19| Signore, alla vostra salute! - disse l’ Americano al 1021 | salvo 1022 51| l’altro la rivoluzione di San Domingo. L’alfier nero era 1023 51| dall’Americano; un filo sanguigno di ceralacca gli rigava 1024 51| unità, al giuoco aperto e sano il giuoco nascosto e maniaco. 1025 2| solenni e quasi fatali. Per sapere chi sono bisogna saltare 1026 55| Lo sapevo - rispose in modo urbano 1027 46| Hampe, Szen e tutti i più sapienti giuocatori dell’epoca. Questo 1028 55| alfiere, Tom non avrebbe più saputo continuare.~ ~ 1029 | saranno 1030 | sarebbe 1031 5| l’ho veduto, milady: pare Satanasso in persona.~ ~ 1032 47| ecc. - E così, ciarlando sbadatamente, fece la seconda mossa e 1033 75| lo colse! lo afferrò, lo sbalzò dalla scacchiera assieme 1034 30| elefanti come nelle primitive scacchiere persiane. Il lavoro sottile 1035 37| sulle loro case. S’aiutavano scambievolmente con eguale cavalleria nell’ 1036 55| incominciato. A quella prima scarica rispose un’altra dell’Americano, 1037 46| particolare interessamento alla scena che stava per incominciare. 1038 73| parte in questa frenetica scherma; e lottando anch’essi l’ 1039 49| pensate che i neri erano schiacciati fra la sponda della scacchiera 1040 50| adombrati, voltavano la schiena all’attacco, le pedine sgominate 1041 51| esso pure, in faccia allo schieramento dei bianchi, una vera forza, 1042 37| Quando furono tutti e due schierati, Anderssen disse: - Vi avverto 1043 51| disordine; mentre quegli si schierava simmetrico, questi si agglomerava 1044 73| di coglierlo. L’alfiere schivava obliquamente con degli slanci 1045 70| evidentemente questo fenomeno, le scienze della psicologia avrebbero 1046 15| sull’angolo facciale della scimmia.~ ~ 1047 67| pareva misurare il silenzio. Scoccava la mezzanotte quando l’ultima 1048 75| con piglio trionfante la sconfitta nemica.~ ~ 1049 74| la fuga dell’alfiere e lo sconvolgimento dei due re, della torre 1050 2| della tenacità; non si scorgono i suoi occhi perché tien 1051 79| testa, un filo di sangue gli scorreva sul volto nero, e colando 1052 53| compiere il movimento quando scorse nell’occhio del negro un 1053 18| nascosto; quando tutti lo scorsero fecesi un lungo silenzio. 1054 32| subito. - E s’alzò, andò allo scrittoio, accese una candela, pigliò 1055 16| vostri convegni, alle vostre scuole, stendete loro la mano.~ ~ 1056 12| profferito la sillaba. v’era sdraiato su d’una poltrona, con quella 1057 55| rispose in modo urbano ma secco, mentre cercava ancora un 1058 18| del cameriere e tornò a sedersi. Il silenzio continuava. 1059 30| sala; presero due sedie, si sedettero l’uno di fronte all’altro. 1060 30| della sala; presero due sedie, si sedettero l’uno di fronte 1061 18| Allora si vide in un angolo, seduto, immobile, l’Oncle Tom. 1062 53| il timore, i più piccoli segni delle due mani, bianche 1063 8| grooms in Europa; imbarcò segretamente una trentina di piccoli 1064 8| fece suo domestico, poi suo segretario, poi suo amico e, morendo, 1065 8| tabacco e per un certo suo segreto nella concia della foglia, 1066 55| vide quelle occhiate, le seguì, notò l’alfiere, indovinò 1067 53| scaccomatto e che non capiva la selvaggia tattica del negro, cominciava 1068 68| Il selvaggio odore della razza negra 1069 2| spirito di vino. Quella semi-oscurità facilitava il moto della 1070 70| prova la trasmissione della semplice volontà sugli oggetti inanimati, 1071 13| Mai, - riprese quando si sentì osservato, - mai, perché 1072 67| Anderssen cominciava a sentire il freddo della notte. Tom 1073 13| quella di Iafet, perché Dio separò il colore del giorno dal 1074 65| obbedì. Ripiombarono nel più sepolcrale silenzio. La sicurezza della 1075 55| esisteva per esso. Coi pugni serrati s’aggrappava agli ispidi 1076 53| bianche come l’avorio che serravano. Anderssen, turbato, stava 1077 48| avevano giuocato in tutto che sette od otto mosse e già apparivano 1078 8| Del resto egli vive solo, sfugge amici e conoscenti; gli 1079 50| schiena all’attacco, le pedine sgominate avevano perduto l’allineamento, 1080 18| fecesi un lungo silenzio. Gli sguardi degli astanti passavano 1081 48| anche veduto che il suo sguardo e gli atteggiamenti della 1082 | 1083 49| scienza; la sua mano piombava sicura, infallibile sullo scacco, 1084 65| sepolcrale silenzio. La sicurezza della vittoria faceva Anderssen 1085 | Siete 1086 8| Ed io lo conosco, signori, e posso assicurarvi che 1087 12| chi aveva profferito la sillaba. v’era sdraiato su d’ 1088 51| mentre quegli si schierava simmetrico, questi si agglomerava confuso, 1089 72| notte, in quel momento la sintesi di tutta la sua razza.~ ~ 1090 24| riprese l’altro; - mi chiamo sir Giorgio Anderssen. Posso 1091 48| apparivano evidenti due sistemi diametralmente opposti di 1092 88| Non so s’egli viva ancora.~ ~ ~ 1093 74| inseguirlo, a rinserrarlo, a soffocarlo.~ ~ 1094 49| azione e, per così dire, lo soffocava. Immaginatevi una parete 1095 13| della repentina esplosione, soggiungendo: - Volli finire con una 1096 55| quasi volesse tirare un solco sulla scacchiera. Anderssen 1097 9| ultimo numero del Times: “I soldati della regina inseguono un 1098 2| neri, sono strani e quasi solenni e quasi fatali. Per sapere 1099 60| Rimasero soli, faccia a faccia, i due 1100 47| difese la pedina propria sollevando il suo alfiere di re sulla 1101 53| le mani, colla sinistra sollevò il re, con la destra la 1102 2| conversavano, erano come sommersi nella penombra sempre più 1103 65| cominciava a infiacchirglisi e il sonno a offuscarlo.~ ~ 1104 | sopra 1105 47| Anderssen rimase un po’ sorpreso anche di ciò e pensò: “Quest’ 1106 33| di ciò - rispose il negro sorridendo tetramente. L’accento di 1107 40| giuocare senza vantaggi di sorta.~ ~ 1108 42| Alla sorte! - e il negro chiuse in 1109 8| nominò erede di tutte le sue sostanze. Oggi questo negro (che 1110 55| aggrappava agli ispidi capelli, sostenendosi così la testa, appoggiato 1111 30| le quattro torri erano sostenute da quattro elefanti come 1112 | sott’ 1113 55| mentre cercava ancora un sotterfugio per evitare la mossa, senza 1114 30| scacchiere persiane. Il lavoro sottile di questi scacchi li riduceva 1115 13| di piombo; mirate bene, sparate giusto, liberate i vostri 1116 13| opposto e sparò. Le signore si spaventarono, gli uomini corsero alla 1117 50| parevano, davanti allo spaventoso assalto dei bianchi, colti 1118 8| fanciullo ancora da uno speculatore, il quale, vedendo che la 1119 67| quando l’ultima lampada si spense; quel vasto locale rimase 1120 53| negro un ilare lampo di speranza; non indovinò la ragione; 1121 55| che vide la mossa tanto sperata e tanto attesa, tornò a 1122 48| senza parere, lo andava spiando più sulla faccia che sulla 1123 12| contraffazione, un signore che spiccava dall’ombra per le sue vesti 1124 78| vittoria. Giorgio Anderssen spiccò un salto, corse al bersaglio, 1125 73| corsa furibonda dell’alfiere spingendo sempre più avanti il suo 1126 53| eccessiva cortesia che l’aveva spinto a quella partita. Avrebbe 1127 70| pensiero, il così detto spiritismo che prova la trasmissione 1128 2| su d’una gran fiamma di spirito di vino. Quella semi-oscurità 1129 76| del negro brillava d’uno splendore di giubilo. Anderssen, nella 1130 58| morti ingombravano le due sponde nemiche, la scacchiera s’ 1131 51| nero due fili, i quali, sprofondandosi nel legno del diagramma 1132 76| Erano le cinque del mattino. Spuntava l’alba. La faccia del negro 1133 48| come due boxeurs che si squadrano prima della lotta. L’Americano, 1134 13| quell’uomo, il quale con una squisita cortesia domandò perdono 1135 | sta 1136 47| li piantò sul naso; poi staccò la prima mossa. Indi si 1137 52| allontanarono dalla scacchiera, stanche d’osservare, per darsi quale 1138 | stanno 1139 | stare 1140 | stavano 1141 49| calma del matematico che stende un problema sulla lavagna. 1142 16| convegni, alle vostre scuole, stendete loro la mano.~ ~ 1143 55| pelle delle sue tempie, stiracchiata dalla pressione che facevangli 1144 | sto 1145 51| l’avversario e aspettasse stoicamente l’offesa o la meditasse 1146 55| le palpebre, in quel modo stranamente allungate all’insù, mostravano 1147 2| il negro coi neri, sono strani e quasi solenni e quasi 1148 48| diametralmente opposti di strategia.~ ~ 1149 24| Intanto permettete ch’io vi stringa la mano, - riprese l’altro; - 1150 73| altra; i concetti cadevano strozzati da una parte e dall’altra. 1151 53| coi due scacchi per aria studiando la partita, titubò; l’occhio 1152 48| inquietudine lo costringeva a studiarlo e, senza parere, lo andava 1153 53| gran giuocatore e il lungo studio de’ scacchi non gli permetteva 1154 13| compasso. Tutti guardarono stupefatti quell’uomo, il quale con 1155 33| Americano un’impressione di stupore, di compassione, di offesa, 1156 | subito 1157 72| più innalzata, sempre più sublimata. Da mania si era mutata 1158 58| degli eserciti numerosi era succeduta l’ira suprema degli ultimi 1159 13| ben che possedessi nel Sud buon numero di negri. Armai 1160 67| freddo della notte. Tom sudava.~ ~ 1161 70| dell’orbita, le gocce di sudore gli cadevano dalla fronte 1162 | sugli 1163 | sui 1164 | sulle 1165 | sullo 1166 69| la madre inginocchiata al suolo che pregava e cantava quella 1167 58| ira suprema degli ultimi superstiti, la battaglia si mutava 1168 58| numerosi era succeduta l’ira suprema degli ultimi superstiti, 1169 84| negro e perché non poteva sussistere l’accusa di omicidio premeditato; 1170 51| Al sistema dell’ordine sviluppato dall’apertura dei bianchi, 1171 51| re avversario, per dare sviluppo al suo recondito pensiero. 1172 46| già vinto Harwitz, Hampe, Szen e tutti i più sapienti giuocatori 1173 8| mirabili coltivazioni di tabacco e per un certo suo segreto 1174 73| guardavano più, le due bocche tacevano. A una certa mossa l’alfier 1175 55| bianco; mai la legge del taglione non fu meglio glorificata. 1176 19| come insegna il rito della tavola inglese.~ ~ 1177 16| ammetteteli alle vostre tavole, ai vostri convegni, alle 1178 30| pedine sul panno verde del tavolino per distribuirli ordinatamente 1179 48| abituato alle vittorie, non temeva menomamente il suo antagonista; 1180 55| non si curava né anche di temperare gli slanci della sua fisionomia. 1181 55| tavolo; la pelle delle sue tempie, stiracchiata dalla pressione 1182 47| che Anderssen avesse avuto tempo di muovere la prima pedina, 1183 2| bosses dell’astuzia, della tenacità; non si scorgono i suoi 1184 20| negro v’era una gentilezza tenera e timida e una grande mestizia. 1185 8| fruttava abbastanza, pensò di tentare una piccola tratta di grooms 1186 85| non alleggerito dalla più tenue condanna.~ ~ 1187 8| famiglia, il quale dopo averlo tenuto cinque anni dietro la sua 1188 59| partita condotta a questi termini, salutarono i due giuocatori 1189 85| Anderssen rientrò nelle sue terre col rimorso nel cuore non 1190 73| mossa l’alfier nero perdette terreno, la torre bianca colla sua 1191 70| aveva ipnotizzato. Tom era terribile a vedersi: egli si mordeva 1192 56| che non sanno due volte tessersi la larva, dei pensatori 1193 33| rispose il negro sorridendo tetramente. L’accento di questa frase 1194 2| scorgono i suoi occhi perché tien china la faccia sulla partita 1195 20| una gentilezza tenera e timida e una grande mestizia. Dopo 1196 51| confusione prodotta dal timor panico del povero Tom; ma 1197 53| affannosamente, fra la gioia e il timore, i più piccoli segni delle 1198 79| giù per la guancia, gli tingeva di rosso la gola e il collo. 1199 16| schiavi, con la vostra tirannia, liberi, col vostro disprezzo. 1200 55| stessa via quasi volesse tirare un solco sulla scacchiera. 1201 13| allora su cinquanta negri che tirarono, quaranta colsero così... - 1202 13| tutte le qualità del buon tiratore, ma nessuno di quei negri 1203 13| fratelli”. Per istruirli nel tiro avevo innalzato un bersaglio 1204 64| Casa toccata, pezzo lasciato.~ ~ 1205 55| precisamente ragione; ma i pezzi toccati erano due, bisognava giuocarli 1206 54| Pezzo toccato, pezzo giuocato.~ ~ 1207 13| forato come se si fosse tolta la misura col compasso. 1208 55| Anderssen sapeva già che, tolto l’alfiere, Tom non avrebbe 1209 73| quattro ore, mute come la tomba: due morti o due assopiti 1210 73| e avventandosi fra loro tragicamente.~ ~ 1211 55| prima; appena scoperta la trama di Tom, durante quei quaranta 1212 72| passando da trasfigurazione in transumanazione, da uomo diventava idea, 1213 55| negro stesso; ma voleva trarlo a quella posizione a patto 1214 74| torre e delle pedine avevano trascinato cosifattamente i pezzi fuori 1215 55| ranghi, un pezzo caduto ne trascinava un altro, i bianchi facevano 1216 72| all’ideale e, passando da trasfigurazione in transumanazione, da uomo 1217 | Tre 1218 50| fosca come la notte, errava tremando sulla scacchiera.~ ~ 1219 9| delle colonie narrano d’una tremenda sollevazione di schiavi 1220 76| gioia sul volto del negro, tremò; abbassò con rapida violenza 1221 8| nostro negro è uno di questi trenta grooms. La fortuna volle 1222 8| imbarcò segretamente una trentina di piccoli negri, figliuoli 1223 51| bianco. Egli attendeva con trepidazione una mossa sola, l’arroccamento 1224 8| li riconosco pel segno triangolare che v’è impresso verso la 1225 84| Il Tribunale lo assolse, prima perché 1226 49| marcia dell’Americano era trionfale e simmetrica, rassomigliava 1227 70| psicologia avrebbero un trionfo di più: ci sarebbe il magnetismo, 1228 55| di combattimento, primi trofei dei combattenti; l’assalto 1229 55| emozione e dalla sua natura tropicale, non si curava né anche 1230 69| rischiarato dall’aurora dei tropici e fra quei rami un hamac 1231 | troppo 1232 17| uomo negro, ma finora non trovai che la bestia.~ ~ 1233 84| inseguito e non si poté mai trovare.~ ~ 1234 81| per dar ordine ai mobili, trovò il cadavere del negro per 1235 53| che serravano. Anderssen, turbato, stava per rimettere al 1236 51| l’alfiere segnato; all’ubiquità ordinata delle forze dei 1237 8| ma una crudele etisia lo uccide lentamente; viene qui tutti 1238 84| giudiziarie che il negro ucciso era fratello di un certo 1239 69| in fondo al giardino si udì cantarellare il bananiero 1240 13| color della notte. Volete udire un esempio di questo antagonismo 1241 67| sala si oscuravano. Non s’udiva altro rumore fuor che quello 1242 2| volti non si vedevano, si udivano soltanto le voci che facevano 1243 72| legno diventava sempre più umana, sempre più eroica, toccava 1244 59| Erano le undici. Evidentemente i neri avrebbero 1245 8| rimane al Morant-Bay un unico fratello, nessun altro congiunto; 1246 51| opponevano la loro farraginosa unità, al giuoco aperto e sano 1247 55| sapevo - rispose in modo urbano ma secco, mentre cercava 1248 62| Il negro rispose quasi urlando: - No! - e fece un movimento; 1249 18| questo momento comparve sull’uscio un cameriere con una gran 1250 57| Americano l’attendeva, Tom non vacillò un momento, rinunciò alla 1251 51| ribellione aveva un capo, quel vaneggiamento un concetto. L’alfiere che 1252 40| preferisco giuocare senza vantaggi di sorta.~ ~ 1253 57| Giunto al varco dove l’Americano l’attendeva, 1254 8| negri, figliuoli dei suoi vecchi schiavi, e li vendé a Londra, 1255 8| egli capitasse in mano d’un vecchio lord senza famiglia, il 1256 55| sinistra della scacchiera vedevansi già alcuni pezzi e alcune 1257 51| l’aspetto della partita veduta dal lato dell’Americano. 1258 8| suoi vecchi schiavi, e li vendé a Londra, a Parigi, a Madrid 1259 8| magnanimo; i suoi contadini lo venerano, lo benedicono. Del resto 1260 | vengono 1261 | venne 1262 69| un hamac che dondolava al vento, in questo hamac due bamboli 1263 30| pezzi e le pedine sul panno verde del tavolino per distribuirli 1264 30| ma gli scacchi erano dei veri oggetti d’arte. I pezzi 1265 14| Nessuno ardì dubitare della verità del racconto.~ ~ 1266 12| spiccava dall’ombra per le sue vesti candidissime.~ ~ 1267 2| e guarda attraverso quei vetri la scacchiera con intensa 1268 8| paese; anzi guardate: questi vevay che fumiamo ora, vengono 1269 55| rifacendo venti volte la stessa via quasi volesse tirare un 1270 | vicino 1271 87| pazzo, camminava per le vie di New York facendo sui 1272 48| con Giorgio Anderssen, col vincitore dei vincitori. Pure non 1273 48| Anderssen, col vincitore dei vincitori. Pure non perdeva di vista 1274 2| gran fiamma di spirito di vino. Quella semi-oscurità facilitava 1275 86| ancora a scacchi, ma non vinse più. Quando si accingeva 1276 73| pensiero non poteva essere più violento: le idee cozzavano l’una 1277 69| queste rimembranze, in questa visione; poi quando tornò il silenzio 1278 48| vincitori. Pure non perdeva di vista il minimo segno del nemico; 1279 71| lo conosceva, egli aveva visto molti anni addietro il suo 1280 48| Americano, abituato alle vittorie, non temeva menomamente 1281 53| quando il negro esclamò vivamente:~ ~ 1282 8| benedicono. Del resto egli vive solo, sfugge amici e conoscenti; 1283 71| volto, quello scacco era un vivente... o forse un morto. No; 1284 71| ceralacca rossa era sangue vivo e la testa ferita una vera 1285 10| Buon Dio! - esclamò una voce di donna, - e quando finiranno 1286 2| si udivano soltanto le voci che facevano questi discorsi:~ ~ 1287 30| Sì, questa l’accetto volentieri - e s’avviarono a un piccolo 1288 | volesse 1289 | Volete 1290 | voleva 1291 | volevo 1292 | Volli 1293 70| trasmissione della semplice volontà sugli oggetti inanimati, 1294 47| la prima mossa. Indi si volse a coloro che s’erano fatti 1295 77| Il negro guardò alla sua volta con orgoglio la scacchiera. 1296 50| cavalli, come adombrati, voltavano la schiena all’attacco, 1297 | vostro 1298 58| scacchiera s’era fatta quasi vuota, all’epica furia degli eserciti 1299 46| famiglia inglese emigrata a Washington, si era fatto quasi milionario 1300 51| uno faceva la battaglia di Waterloo, l’altro la rivoluzione 1301 18| rientrò con una bottiglia di Xeres e due bicchieri. L’Americano 1302 8| foglia, fabbrica i migliori zigari del paese; anzi guardate: 1303 26| l’Americano, gettando lo zigaro che teneva fra le labbra,


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