Antonio Ghislanzoni
Andrea Del Sarto

Atto primo

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Atto primo

 

Un cortile nella casa di Andrea Del Sarto.
Sovra un piedestallo un busto che rappresenta il pittore.
Giardino nel fondo diviso da una cancellata.
Su una parete l'effigie della Madonna Addolorata.
E’ l'alba.

Allievi, pittori, modelle, che irrompono dai fondo,
portando ghirlande di fiori. Andrea Del Sarto e Gremio.

CORO
Coroniamo di fior - l'effigie venerata
dell'eccelso pittor - che all'arte ci educò...
Su questa nobil fronte - dal genio irradiata
un'orma di celeste - bellezza Iddio stampò.
(compariste Andrea seguito da Gremio)
Evviva Andrea del Sarto - nostro maestro e padre!
Per te di gloria un anno - ancora si compì.
Con noi Firenze, madre - dell'arti più leggiadre,
acclamando al tuo nome - saluta il lieto di!

ANDREA
(con mestizia stringendo la mano agli allieti)
Dei lieti auguri
a voi son grato,
la man stringetemi...

CORO
Cosi turbato!...

ANDREA
Voi col nome di padre
mi salutaste or dianzi, e come figli
io v'amo tutti.
Pur vi è qualcuno che affascinato
dall'arte insana che altrove impera,
alle mie cure paterne, ingrato
ha disertato la mia bandiera.

CORO
Chi mai?

ANDREA
Cordiani.

CORO
Già ognun stupiva
ch'ei qui non fosse...

ANDREA
Ieri... ei partiva.
Senza una lagrima s'è congedato
Ah! più che ingrato ei fu crudel!

CORO
De' tuoi scolari... egli... il più antico...
il più valente...

ANDREA
Si, più che amico...
più che maestro... gli fui fratel.
(colla più viva commozione)
Nelle sue tele io rifiorir vedea
dell'arte antica il glorioso stil;
del divin Raffaello in lui parea
rinato il genio e l'anima gentil!..
Forse troppo l'amai - forse del mio
orgoglio cieco m'ha punito Iddio!

CORO
E' strano... è inesplicabile...

GREMIO
(avvicinandosi ad Andrea)
Ma... via !... c'è poi ragione
di accorarsi cotanto ? Partito? - buon padrone.
Vada dove gli piace. - Il senno ora ha smarrito...
ma poi... domani forse... qui tornerà pentito.

CORO
(con enfasi)
Si... pentito ei tornerà...
di un capriccio, di un error
degna ammenda - qui farà...

ANDREA
(dominando la sua mestizia)
È vero... perdonate se la mia nota mesta
dei vostri cor devoti ha turbato la festa.

CORO
Viva la gioia!

GREMIO
Viva!
Allegri!

ANDREA
Fiesole
dunque, siccome vuole
nostro costume, compiaci
il fausto rito. - Andiam !

CORO
Dei cieli allo splendor - nel riso di natura
si rassereni il cor - risalga il genio a Dio
e in questo breve oblio - d'ogni terrena cura
nel sacro, eterno ver - s'infiammerà il pensier.
Ai colli! a Fiesole! l'erta si ascenda,
ogni mestizia sgombriam dal cor !

GREMIO
(ritornando e consegnando il mantello ad Andrea)
Su quei che partono l'oblio si stenda

ANDREA
A quei che restano tutto l'amor!...
(stringe la mano agli allievi ed esce con essi.
Gremio li accompagna fino
al cancello poi si ritira)


LUCREZIA
(esce dalla casa e va presso la cancellata,
quindi ritorna con tristezza)

Lieti sen vanno... e Andrea
nella festa di tutti ha già scordato
il prediletto allievo. - Io sola... io sola
ho d'angoscia mortale il cor straziato...
Come deserta, come
tenebrosa al mio sguardo oggi appariste
questa dimora a me si cara un tempo!
Più nol vedrò... Partito
senza un motto d'addio... pure... io credea...
ch'egli compreso avesse... Oh che mai parlo?
Io stessa, io non sapea di tanto amarlo!...
(con mestizia fantasticando)
Allor che la sua voce a me salìa
nella romita stanza,
da una dolce mestizia io mi sentia
rapito il cor...
Quella voce parea
il saluto di un'anima sorella...
Quante volte tremando io mi chiedea
fosse mai quella
la voce dell'amor?...
Quando ci incontravamo
egli arrossia, guardandomi
con un sorriso che facea tremar...
Perchè, perchè richiamo
queste vane memorie? Egli è partito...
Per me tutto è finito...
tutto io deggio obliar.
(Cordiani entra dal cancello in fondo.)

LUCREZIA
(volgendosi ansante)
Chi è ?

CORDIANI
Cordiani !... la mia presenza
sembra atterrirvi

LUCREZIA
(estremamente agitata)
Di qui incontrarvi
sorpresa sono... Voi da Firenze
credea già lungi

CORDIANI
Pietà! perdono!...
Non ebbi core di abbandonarvi...
e come un folle tornato io sono...

LUCREZIA
Non vi comprendo

CORDIANI
(osservando)
Soli noi siamo?...
Nessun può udirci ?

LUCREZIA
Nessuno.

CORDIANI
(rapidamente e con passione)
Il core...
dunque vi svelo... Lucrezia... io v'amo...
volea tacere... volea fuggir...
ma fu più forte di me l'amore
e disperato venni a morir...

LUCREZIA
(piangendo)
Voi di morir parlate...
dite di amarmi... e osate
con si crudeli accenti
dilaniarmi il cor!...

CORDIANI
Che veggo! il pianto vi sta sul ciglio...
Oh! di me dunque pietà sentite...

LUCREZIA
Perchè tornaste? miglior consiglio
era il fuggirmi...

CORDIANI
(con trasporto)
V'amo...

LUCREZIA
Partite!...
La lontananza madre è d'oblio
e sarà fiero lo strazio mio
pria che da questo cor si dilegui
l'imagin vostra...

CORDIANI
(con gioia)
Fia ver!

LUCREZIA
(quasi sgomentata)
Ciel!

CORDIANI
Ebbene? ebbene?

LUCREZIA
Fuggi, Cordiani,
io... gli à...da tempo...

CORDIANI
(con ansia)
Parla prosegui...

LUCREZIA
Perduta io sono se più rimani...

CORDIANI
Mi ami tu dunque ?

LUCREZIA
(abbandonandosi nelle sue braccia)
Tu... sei crudel. -
(con voce rotta dai singulti)
Io t'amo... si... Perchè dal labbro svellermi
la fatale parola hai tu voluto?

CORDIANI
Per udirla a' tuoi piedi ora qui sono...
è la parola che dischiude i cieli...
Deh! la ripeti ancor!...
Non lacrimar, sorridimi
col tuo celeste riso,
la vita mia si irradia,
nel core ho il paradiso.

LUCREZIA
Sono d'amor le lagrime
che inondan le mie gote,
febbre d'amore è il fremito
ch'ogni mia fibra scuote;
t'amo e rapita l'anima
da un fascino tremendo,
priva di te comprendo
che viver non potrò.

CORDIANI
Per questa gioia immensa
ch' ogni dolor compensa,
colpe, rimorsi, infamia,
con gioia affronterò.
(Comparisce Gremio,
che si cela dietro un gruppo d'alberi.)


LUCREZIA
(scostandosi atterrita da Cordiani)
Ah !...

CORDIANI
Che fu

LUCREZIA
Mi parea
che qualcuno...

CORDIANI
(osservando)
Deserta
non è la casa?... tu il dicevi...

LUCREZIA
Forse
il vecchio Gremio...

CORDIANI
Temi tu ch'ei possa
spiarci ?

LUCREZIA
Odi, Gordiani....
Andrea fra pochi istanti
rincaserà... fa d'uopo
separarci...

CORDIANI
Sta bene...
la mia, la tua felicità lo impone;
ma in Firenze io rimango, a tutti ascoso
mi terrò - solo a te nota la via
sarà che a me conduce...
verrai tu ?...

LUCREZIA
Ciel!... tu vorresti?...

CORDIANI
(con passione)
Dirti mia.

LUCREZIA
Taci!...

CORDIANI
Potresti
esitare ?

LUCREZIA
(vinta)
Ebben...

CORDIANI
(con fuoco)
Verrai ?

GREMIO
(avanzandosi)
No! pel cielo!

CORDIANI
(traendo il pugnale)
Chi ci ascolta?
Traditore... tu morrai...

LUCREZIA
(interponendosi e trattenendo Cordiani)
Ah! ti arresta!... non colpir!...
(Cordiani lascia cadere il pugnale e rimane immobile,
atterrito, presso Lucrezia)


GREMIO
(a Cordiani)
Come ardisci, o sciagurato,
di chiamarmi traditore?
Dio qui forse m'ha guidato
un delitto a prevenir!
(con forza)
Si, un delitto. - Voi spezzate
un leale, un nobil core,
l'onta e il lutto voi gettate
sovra l'uom che più vi amò.
(volgendosi a Lucrezia)
Mia signora, voi piangete...
io vi leggo nello sguardo
che il dolore d'un vegliardo
non invano a voi parlò.

LUCREZIA
(risolutamente a Cordiani)
Va! ti allontana... va!... quelle parole
una sinistra luce
gettano sull'abisso...
Arretriamo!

GREMIO
(con gioia)
Ella è salva...

CORDIANI
(a Lucrezia)
Ho ben inteso ?
Tu mi scacci? Terrore
ti fa quel vecchio?

LUCREZIA
Io temo
l'infamia ed il rimorso...

CORDIANI
Ne più ci rivedremo?

LUCREZIA
M
ai più!

CORDIANI
(con ansia)
Mai! tu dicesti?

GREAMIO
Dio m'esaudì!...

CORDIANI
Si compia
or dunque... il fato mio!
(raccoglie il pugnale e si trafigge)

LUCREZIA
Ah!

CORDIANI
Tu il volesti...

GREMIO
Quale orror!

LUCREZIA
Gran Dio!
(Cordiani cade sopra un banco di pietra)

VOCI DI FUORI
Evviva! nel tempio
dell'arte immortale
la festa geniale
si vada a compir

ANDREA
(entrando)
Lieto io son... venite...
Che veggo! Un uom morente...
(scorgendo Cordiani)
Cordiani !...

CORO
Egli!

ANDREA
(a Gremio ed a Lucrezia che si ritraggono turbati)
Ma... dite...
Gremio... che avvenne qui?

LUCREZIA
(in disparte)
Perduta io sono...

GREMIO
(turbato)
Da quelle stanze... un grido
udimmo... accorsi siamo...
di veduto abbiamo
un ignoto fuggir... Di sangue intriso
quasi esanime noi qui ritrovammo
il vostro Cordiani...

ANDREA
(con dolore)
Amico... figlio...
fratello mio... Cordiani!...
odimi... parla!...

CORO
Quanto
l'amava...

LUCREZIA
In pianto
sciogliti, O cor.

ANDREA
Silenzio!... ei schiude
gli occhi... venite!
Dio ti ringrazio!
Ei vive ancor!

LUCREZIA
(che vorrebbe avvicinarsi)
Ei vive !... ei vive!...

GREMIO
(trattenendola)
Non vi tradite,
nessuno il vero
vi legga in cor.
(Cordiani si riscuote e stende la mano ad Andrea).


Quadro, cala la tela.




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