Felice Romani
Il pirata
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ATTO PRIMO

Scena terza. Pescatori, che ritornano, e detti

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Scena terza. Pescatori, che ritornano, e detti

 

CORO
Del disastro di questi infelici
Per noi conscia la nobil signora,
Ella stessa ne vien da Caldora
Le pietose tue cure a partir.

SOLITARIO
(Oh! periglio! ti affretta a seguirmi.
Sei perduto, se a lei non ti ascondi).

GUALTIERO
mutato chi mai può scoprirmi?

SOLITARIO
Ella al certo.

GUALTIERO
Chi è dessa?... rispondi.

SOLITARIO
Deh! nol chiedere.

GUALTIERO
Come? che dici?

SOLITARIO
Ti fia noto: or ti è d'uopo fuggir.

SOLITARIO, ITULBO
Vieni, fuggi... tu sei fra nemici.

GUALTIERO
poss'io disfidarli, e morir!
Per te di vane lagrime
Mi nutro ancor, mio bene:
Speranza mi fa vivere
Di possederti ancor.
Se questo avessi a perdere
Conforto in tante pene,
Ah! non potrei più reggere,
Vorrei la morte allor.

SOLITARIO, ITULBO
Deh! taci, incauto,  e frenati;
Non dar di te sospetto:
Mill'occhi in te si affissano,
Ti svela il tuo furor.

CORO
(in disparte)
Dondecupi gemiti?
Perché sì tristo aspetto?
Quella, che tanto l'agita,
È smania, e non dolor.
(Il Solitario conduce Gualtiero nella sua
abitazione. Indi ritorna ad Itulbo).


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