Felice Romani
Il pirata
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ATTO PRIMO

Scena quarta. Solitario, Itulbo e Pirati

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Scena quarta. Solitario, Itulbo e Pirati

 

SOLITARIO
Alla pietosa donna
Itene incontro voi.
(Partono i Pescatori).
(Itulbo ritorna; il Solitario lo prende
in disparte).

SOLITARIO
Grave periglio
Vi minaccia, o stranier. Tutti in Caldora
Per legge antica aver dovete albergo
Un giorno almeno, e di Caldora il Duca
È di Gualtiero il più crudel nemico.

ITULBO
Tutte dell'odio antico
Mi son palesi assai
Le rie ragioni.

SOLITARIO
Ah! la più ria non sai.
Estinto il re Manfredi,
E Carlo vincitor, fuggìa proscritto
L'infelice Gualtier, lasciando in preda
Al fiero Ernesto e all'Angioine squadre
La cara amante, e dell'amante il padre.

ITULBO
Ah! delle sue sventure
Fu questa la peggior.

SOLITARIO
Restò Imogene
D'ogni soccorso priva, all'ire esposta
Del signor di Caldora. Ogni sua speme
Era posta in Gualtiero, e ai patrii lidi
Ella fidava di vederlo un giorno.
Ma corse fama intorno
Che gloria, onor, dover posti in non cale,
Condottier di Pirati Aragonesi
Era fatto Gualtier... Deserta allora,
Perduta ogni speranza...

ITULBO
Prosegui...

SOLITARIO
Ah! la duchessa a noi si avanza.
A lei Gualtier si asconda.
Io corro a lui... Tu cauto parla, e pensa
Che ogni sospetto esser potria funesto.

ITULBO
In me riposa... (Ah! qual  cimento è questo!).
(Il Solitario rientra nell'abitazione).


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