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Loggia nel Castello di Caldora, che mette ai
Giardini. È notte. Entrano i Pirati bevendo
e abbandonandosi alla disordinata loro gioja.
Sopraggiunge quindi Itulbo a frenarli.
PIRATI
Viva! viva!... Chi risponde?
Ripetiamo... Viva! viva!...
(Pongono l'orecchio: l'eco ripete gli evviva).
Egli è il vento... il suon dell'onde
Che si frangon sulla riva...
Alla gioja de' pirati
Prende parte e terra, e mar.
Zitto, zitto, sconsigliati,
Non ci stiamo a palesar.
Ascoltate... alcun s'appressa.
Egli è Itulbo... prendi... senti...
(Vanno incontro a lui, e tumultuosamente gli offrono da bere).
ITULBO
Si avvicina la duchessa;
Separatevi, imprudenti.
CORO
La duchessa.
ITULBO
Guai se viene
Chi noi siamo a sospettar!
CORO
Guai, sì, guai! tacer conviene:
Bever tosto, e lungi andar.
Versa... tocca... presto... presto...
ITULBO
Piano amici...
CORO
Un solo evviva.
Chi risponde... Il vento è questo...
L'onda infranta in sulla riva...
Alla gioja de' pirati
Prende parte e terra, e mar.
ITULBO
Sconsigliati!
CORO
Allegri, allegri!
La bottiglia ci rintegri
Di cotanto faticar.
(Si ritirano, e a poco a poco le loro voci
si perdono in lontananza).