IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText | Cerca |
I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
IMOGENE
Perché cotanta io prendo
D'uno stranier pietà? Mesto sul cuore
Tuttor mi suona il gemer suo dolente.
Eccolo. - Oh! come io tremo a lui presente!
(Gualtiero giunge infondo al teatro a passi
lenti, e resta ravvolto nel suo mantello senza
guardare Imogene).
IMOGENE
Stranier... la tua tristezza
Nella gioja de' tuoi, prova mi è certa,
Che a te fortuna fu più cruda assai...
Parla... Ti avrebbe mai
Tutto rapito il mar? Poss'io con l'oro!...
GUALTIERO
Nulla... Il mondo per me non ha tesoro.
IMOGENE
Intendo... Hai tu nell'onde
Perduto forse un adorato oggetto,
Un congiunto, un amico! Ah! non poss'io
Consolarti, o stranier... Io stessa, io stessa
Inconsolabil vivo.
GUALTIERO
È ver, d'ogni conforto il ciel m'ha privo
Sono orrendi i miei mali...
IMOGENE
Eppur sollievo
Sperar puoi di tua famiglia in seno,
Nel patrio suol...
GUALTIERO
Io!... son deserto in terra:
Famiglia, e patria empio destin mi ha tolto.
IMOGENE
(Si accresce il mio terror, se più l'ascolto).
Poiché d'alcuna aita
Giovarti non mi lice, addio... Se un giorno
Fia che ti tragga degli altari al piede
Il tuo dolor prega per me, che sono
Più di te sventurata:
(per partire).
GUALTIERO
(appressandosi con violenza)
Odimi... arresta...
Invan ricusi:.. a me fuggir non puoi.
IMOGENE
Fuggirti non poss'io?... Chi sei? che vuoi?
GUALTIERO
Ch'io parli ancor? Voce suonava un giorno
Che ognun potea scordar senza delitto,
Fuor che tu sola...
IMOGENE
Oh! chi sei tu? favella...
Rispondi per pietà...
GUALTIERO
Può la sventura
Mutar di travagliato esule il volto
Ad ogni sguardo, non a quel d'amante,
Nel di cui seno è impresso.
(Si scopre).
IMOGENE
Giusto cielo!...
GUALTIERO
Ah! Imogene!
IMOGENE
È desso! è desso!
(Si abbandona tremante nelle sue braccia,
indi se ne allontana sbigottita).
Tu sciagurato! Ah! fuggi...
Questa d'Ernesto è Corte.
GUALTIERO
Lo so... Ma tu distruggi
Dubbio peggior di morte.
Qui dove impera Ernesto
Come sei tu? perché?
IMOGENE
Nodo fatal, funesto,
A me l'unisce...
GUALTIERO
Ah te!!
No, non è ver: nol credo...
No, non mi fosti tolta.
IMOGENE
Misera me!
GUALTIERO
Che vedo?
Piangi? Oh! furor!
IMOGENE
Mi ascolta.
Il genitor cadente,
In ria prigion languente,
Perìa se al duca unirmi
Io ricusava ancor...
GUALTIERO
Empia!... così tradirmi!
IMOGENE
Periva il genitor.
(A2)
GUALTIERO
Pietosa al padre! e meco
Eri sì cruda intanto!
Ed io deluso, e cieco
Vivea per te soltanto!
Mille soffria tormenti,
L'onde sfidava, i venti,
Sol per vederti in seno
Del mio persecutor,
Perfida! ha colmo appieno
De' mali miei l'orror.
IMOGENE
Ah! tu d'un padre antico
Tu non tremasti accanto:
Scudo al pugnal nemico
Ei non avea che il pianto...
I lunghi suoi tormenti
Non furo a te presenti,
Non lo vedesti pieno
D'affanno e di squallor...
Non maledirmi almeno;
Ti basti il mio dolor.
Alcun s'appressa... Ah! lasciami,
Guai se tu fossi udito!
GUALTIERO
Or che tu m'hai tradito,
Nessun tremar mi fa.
(Escono le damigelle di Imogene col figlio suo.
Essa lo vede, e grida atterrita).
IMOGENE
Ah!! figlio mio!
GUALTIERO
(percosso)
Che ascolto?
Scostati...
(Afferra il fanciullo e ne allontana Imogene).
IMOGENE
(spaventata)
Oh ciel!
GUALTIERO
(contemplandolo fremente)
Qual volto!
Figlio è d'Ernesto...
(La sua mano si arresta sul pugnale).
IMOGENE
Ah! è mio...
È figlio mio... Pietà!
(Al grido d'Imogene, Gualtiero si arresta
perplesso, indi commosso le restituisce il figlio).
GUALTIERO
Bagnato dalle lagrime
D'un cor per te straziato,
Lo rendo alle tue braccia,
Lo dono al tuo dolor.
Ti resti per memoria
D'un nodo sciagurato;
Eterno sia rimprovero
Del mio tradito amor.
IMOGENE
Non è la tua bell'anima,
Non è, Gualtier, cambiata...
In queste dolci lagrime
Io la ritrovo ancor.
Deh! fa che pegno scorrano
Ch'io moia perdonata...
Sian dono amaro ed ultimo
D'un infelice amor.
(Gualtiero si scioglie da lei,
e rapidamente si allontana).