Felice Romani
Il pirata
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ATTO PRIMO

Scena decima. Coro di guerrieri, Ernesto

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Scena decima. Coro di guerrieri, Ernesto

 

Esterno del Palazzo di Caldora illuminato.
Marcia militare: applauso de' cavalieri:
indi Ernesto.

CORO DI GUERRIERI
Più temuto, più splendido nome
Del possente signor di Caldora
Non intese Sicilia finora
Della fama sui vanni volar.
La fortuna gli porse le chiome,
La vittoria seguì le sue vele;
Sallo appieno il Pirata crudele,
Che la possa ne ardiva sfidar.
In un giorno le squadre fur dome,
Che dell'onde usurpavan l'impero;
In un giorno fu vinto Gualtiero,
In un giorno fu libero il mar.
Più temuto, più splendido nome
Non si udì per Sicilia echeggiar.

ERNESTO
Sì, vincemmo, e il pregio io sento
Di sì nobile vittoria;
Ma che vostra è la mia gloria
Cavalieri, io sento ancor.
Se divisi nel cimento
Fur gli affanni e le fatiche,
Dividete in mura amiche
La mia gioja, il mio splendor.

CORO
Come in guerra invitto e audace,
Sei cortese e umano in pace;
La bontade nel tuo cuore
Va del pari col valor.

ERNESTO
(Nel sangue nemico,
Mi tinsi furente,
Ma l'anima ardente
Saziarsi non può.
Tu vivi, o Gualtiero,
Tu fuggi impunito,
Quel sangue abborrito
Versato non ho).


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