Felice Romani
Il pirata
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ATTO SECONDO

Scena terza. Ernesto e dette

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Scena terza. Ernesto e dette

 

ERNESTO
(ad Imogene che vuol ritirarsi)
Arresta:
(ad un cenno d'Ernesto Adele parte)
Ognor mi fuggi!...
Omai venuto è il tempo
Ch'io mi ti ponga al fianco, e squarci il velo
Di cui ti copri del tuo sposo al guardo.
Morbo accusar bugiardo.
Più del tuo duol non vai...
Egro è il tuo cuore.
Il tuo cor solo.

IMOGENE
Ah! sì, d'affanno ei muore.
Lontana, il sai, profonda
E inesauribil fonte
Hanno i miei mali.
Una famiglia oppressa,
Un genitor estinto...

ERNESTO
(interrompendola)
E un nodo, aggiungi,
Un detestato nodo, e il non mai spento
Pel tuo Gualtiero amor...

IMOGENE
Oh ciel! che sento?
Che mai rimembri? Ahi crudo!
Ti basti ch'io son tua, che madre io sono
Del figlio tuo; né ritentar mia piaga...
Ch'ella gema in segreto almen t'appaga.

ERNESTO
Tu mi apristi in cor ferita
Della tua più sanguinosa
Empia madre e iniqua sposa,
Mal tu celi un cieco amor.

IMOGENE
Quando al padre io fui rapita
Questo amor non era arcano:
Tu volesti la mia mano,
curasti avere il cuor.

ERNESTO
Oh furore! E il vil Gualtiero
Ami dunque... ed io t'ascolto!
L'ami? parla...

IMOGENE
(con somma espressione sempre
crescendo)
Io l'amo, è vero;
Ma qual s'ama un uom sepolto;
Ma d'amor che non ha speme,
Che desio, che ben non ha:
Col mio cuor si strugge insieme,
Col mio cuore insiem morrà.

(A2)
ERNESTO
Ah! lo veggo; per sempre mi è tolta
Ogni speme di un tenero affetto:
Non mi resta che il tristo diletto
Di straziar chi dolente mi fa.

IMOGENE
Ah! Lo sento: fra poco disciolta
Fia quest'alma dal fragil suo velo;
E trovar le fia dato nel cielo
Quel riposo che in terra non ha.


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