Felice Romani
Il pirata
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ATTO SECONDO

Scena sesta. Imogene, e Gualtiero

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Scena sesta. Imogene, e Gualtiero

 

IMOGENE
Eccomi a te, Gualtiero
L'ultima volta a te... Sian brevi i detti,
Poiché scoperto sei.
Parla: che brami?

GUALTIERO
Ormai saper tel dei.
Mi cerca Ernesto... Offrirmi
A lui degg'io... Pronto è l'acciar... io vibro,
Se non mi segui.

IMOGENE
Oh! che tu?

GUALTIERO
Due navi
Mi raggiunser de' miei... Pugnar poss'io;
Pur vo' fuggir... ti ama il crudele: ei provi
Di perderti l'affanno.

IMOGENE
Ah! no: giammai...
Son rea, Gualtiero, ed infelice assai.
Parti.

GUALTIERO
Non lo sperar. Il mio destino
Qui m'incatena: qui vendetta; o morte
Avrò fra poco.

IMOGENE
E speri tu?

GUALTIERO
L'ignoro.
Altro non so, che di te privo io moro.
(Imogene vorria rispondere, e piange.
Gualtiero è intenerito).
Vieni: cerchiam pei mari
Al nostro duol conforto.
Per noi tranquillo un porto
L'ampio Oceàno avrà.

IMOGENE
Taci: rimorsi amari
Ci seguirìan per l'onda:
Lido che a lor ci asconda
L'immenso mar non ha.

GUALTIERO
Crudele! e vuoi?..

IMOGENE
Correggere
L’error, di cui siam rei.

GUALTIERO
E deggio dunque?

IMOGENE
Vivere,
E perdonar tu dei.

GUALTIERO
Oh! legge amara e barbara!

IMOGENE
Ma giusta... addio, Gualtier.


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