Gherardo Bevilacqua Aldobrandini
Pietro il Grande Zar di tutte le Russie
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ATTO PRIMO

Scena decima. Il Capitano, Caterina e Annetta

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Scena decima. Il Capitano, Caterina e Annetta

 

CAPITANO
Quel pazzo Rodomonte
pagherà il fio d'avermi cimentato.

ANNETTA
Carlo dunque in arresto?

CAPITANO
Oh! senza dubbio.
Ei se ne andrà in Siberia.

ANNETTA
Ohimè? che forse...
Non lo vedrò mai più.

CATERINA
Donna, a che piangi?

ANNETTA
Carlo! misero Carlo! fu accusato,
e quindi carcerato.
Qual pessimo soggetto andrà in esilio.

CATERINA
Voi ne prendete al ver vivo interesse.

ANNETTA
E non è giusto ancor! Ah! sapeste
ciò ch'ei fece per me. Quando soccorse
il padre mio! Ah! madama!
se conosceste il di lui core!

CATERINA
Annetta!
Voi per lui m'inspirate...

ANNETTA
Oh! quanto merta!
Oh, quanto è affabil Carlo!

CAPITANO
Si pretende
che sia piuttosto un discolo,
un petulante...

ANNETTA
Queste son calunnie.
(con vivo interesse)
Ah! nol credete.

CAPITANO
Eh! ch'io so quel che dico.

ANNETTA
Ma se qualcun l'irrita,
è ver, di sdegno avvampa.
(come ricordando al Capitano la scena della lite)
Ma lo guida ragion, e si restringe
nei confin dell'onesto.

CATERINA
Oh! quale ingenuità!

ANNETTA
Povero Carlo!
Ah! bisogna conoscerlo, ed amarlo.

CATERINA
Questo tal falegname ...

CAPITANO
E’ un capo strambo.
Di una nascita oscura ...

ANNETTA
Nobil però.

CAPITANO
Ma al tratto,
o che è uno sciocco, o un matto.

CATERINA
(Il di lui spirto altero,
la profession che esercita, la nascita
che nobile ricorda.
Ah! che forse qui spero, e non invano
lo smarrito Scavronski mio germano.)
(parte)

CAPITANO
(scherzosamente)
Signorina gentil...

ANNETTA
Ser capitano!
So, che vi piace assai trescar con tutte
ma pria conviene...

CAPITANO
Oh! certo!
Userò alle sue pari più rispetto.
(parte)

ANNETTA
Scherno sarò di questo pazzo ancora!
Misera! I mali miei
ho sofferto da forte, e fin potei
sopravvivere ancora al genitore...
Ma non avrei valore,
ma non potrei soffrire
di perdere il mio ben, senza morire.
E' riposta, o caro oggetto!
in te sol la mia speranza:
sol per te con tal costanza
soffro esilio, e povertà.
Ah! s'è ver che un puro affetto
qualche grazia in cielo ottiene,
te sollievo a tante pene
il destin mi lascierà.

 

Sala del tribunale.


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