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I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
Vengono progressivamente in prosopopea sinodale
i sindaci del borgo, ed il cancelliere in cappamagna.
Dippoi allorché tutti avranno preso il suo posto
rispettivo entrano Pietro, Caterina, il Capitano
e Carlo.
CORO
Agli integerrimi, di Baldo e Bartolo
seguaci celebri del foro, onor
accordino provvide Minerva e Cerere
ne' tempi stitici i lor favor.
MAGISTRATO
Lor posti prendano, che tutti seggano,
che qui mi ascoltino senza fiatar.
Le leggi vetere e le novissime,
si hanno da svolgere per giudicar.
TUTTI
Tutto si ponderi con pretto examine,
con voto unanime, con equità.
MAGISTRATO
Quest'abito m'infonde
eroismo, e grandezza. Oh! se potessi
vestir sempre in tal foggia! Olà! Notaio?
Si processi e condanni il delinquente.
Astrea! figlia di Giove!
Famoso damerin de' tempi andati!
Fa che vibrando un raggio
de' tuoi bei lumi nella mente mia
un Numa, un Fabio, un Salomone io sia.
Entrano Pietro e Caterina. Il Notaio siede ad un
tavolino coll'occorrente per scrivere. A lui vicino
siede il Magistrato con gran sussiego. Caterina e
Pietro avranno un posto di stinto, presso di loro. I
sindaci del borgo siedono sopra tanti scanni intor
no al Magistrato.
MAGISTRATO
Conciosia fosse che
(dettando al Notaio)
essendo cosa che
nell'anno ottantatré
reggendo il regno un re
adesso punto, e virgola,
parentesi, e da capo,
nella locanda nobile
insegna della luna
fu carcerato un giovane
di genio perfidissimo
e il giudice rettissimo
questa sentenza dié.
Sentiam questo periodo,
leggi, Notaio, a te.
NOTAIO
Essendo ottanta tre...
il re di punto, e virgola ...
parente della luna...
un giovane rettissime...
fé carcerare il giudice ...
d'ingegno perfidissimo ...
MAGISTRATO
Ah! sindaco somaro!
Che razza di notaro!
Scribi! tiranni perfidi!
Il senso, oh Dio! dov'è?
ATTORI
Chi vuoi ne' flutti umani
sicuro navigar
curiali e torcimani
convien prima affogar.
PIETRO e CATERINA
Curiali così strani
Non deve secondar.
MAGISTRATO
Il reo qui omai traducasi
Si deve esaminar.
CORO
Siam navi all'onde algenti
lasciate in abbandono,
impetuosi venti
i litiganti sono,
è scoglio ogni causidico
tutta la curia è mar.
MAGISTRATO
Di che dobbiamo renderlo
costui dunque accusato?
PIETRO
Che a lite ha provocato
un uffizial del Kzar.
MAGISTRATO
Conosco quest'affar.
Capperi! È un uom perduto!
E il miocriterio acuto
lo deve analizzar.
Ehi là?
PIETRO
Presto sbrighiamoci.
MAGISTRATO
(dettando al Notaio)
Sopra di un attestato
idest certificato
provato, registrato
costui viene accusato
di avere egli insultato
a lite provocato
un uffizial del Kzar.
CARLO
Parlate forse tartaro?
MAGISTRATO
Lingua del foro.
CARLO
Ho inteso.
MAGISTRATO
(Troppo bizzar si è reso
convien fargli terror.)
PIETRO
(impaziente al Magistrato)
Veniamo tosto al fatto.
CARLO
Davver, che siete matto.
MAGISTRATO
Ehi! moderate i termini,
o al remo vi fo andar.
CARLO
Son queste lepidezze.
MAGISTRATO
Tacete e rispondetemi.
CARLO
Sentite, che sciocchezze!
PIETRO
Che stravagante umor!
Il nome e la sua nascita
convien pria di saper.
MAGISTRATO
Eh! Menzicoff! non dubiti:
so fare il mio mestier.
CARLO
(Che strano imbroglio è questo!
che barbaro dover!)
CATERINA
(Più il giudice è molesto,
più Carlo si fa altier.)
MAGISTRATO
(a Carlo)
Il vostro nome ditemi.
CARLO
Carlo Scavronski.
MAGISTRATO
Etade?
CARLO
Ventisett'anni.
MAGISTRATO
Patria?
CARLO
Le lituanie strade.
MAGISTRATO
(dettando al Notaio)
Carlo Scavronski e punto
di lustri cinque, e un quarto.
MAGISTRATO
La professione?
CARLO
Misera.
MAGISTRATO
Ma quale?
CARLO
Il falegname.
MAGISTRATO
(dettando al Notaio)
Mettete lituanico
maestro di legname.
(a Carlo)
Parenti avete assai?
CARLO
Non ne conobbi mai.
MAGISTRATO
(dettando al Notaio)
Bastardo.
CARLO
(riscaldato)
Eh! andate al diavolo
ser Magistrato mio!
Son gentiluomo anch'io.
MAGISTRATO
Nascesti in loco povero
di terra incolta, e ignobile,
e qui dove hai ricovero
pur vanti sangue nobile?
PIETRO e CATERINA
(Comincio a sospettar.)
MAGISTRATO
Ed oltraggiar osaste
un uffizial del Kzar?
CARLO
(dignitosamente)
L'onor di una zitella
difese il valor mio
deve pagare il fio,
chi vuol meco azzardar.
PIETRO
Voi gentiluomo siete?
CARLO
Mel dissero una volta.
CATERINA
Famiglia non avete?
CARLO
In fasce mi fu tolta.
ALTRI
Nel dubbio e nel sospetto
il core immerso sta!
(Pietro si alza con Caterina dal suo posto.
Essi si avvicinano a Carlo. Il Magistrato
si alza egualmente dalla sua posizione)
PIETRO
A dissipar l'arcano
Rossor basta improvviso,
vampa che accende il viso,
un guardo, un sol sospir.
CARLO e CATERINA
Di colpa non è effetto
Un resto di rossore
che nel fuggir dal core
sul volto si fermò.
MAGISTRATO
(a Carlo)
Mira l'adunco remo
del pallido nocchiero,
che sul guado estremo
attende il tuo morir.