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CARLO
Sorella, ecco qui Annetta.
Essa è la sposa mia.
ANNETTA
(confusamente guardando, or Carlo ed or Pietro)
Carlo... Signor...
CARLO
Che fai?... Non arrossire.
Sa ciascuno ch'io t'amo, ed all'amore
punto non nuoce il mio novello stato.
Lo approvan la sorella, ed il cognato.
CATERINA
Sì, sì, buona ragazza.
La tua modestia, il tuo trattar gentile
mi han favellato il tuo favor.
PIETRO
Frattanto
il tutto si disponga alla partenza.
CARLO
Senza Annetta io non parto.
PIETRO
A Pietroburgo
oggi con noi verrai.
ANNETTA
A Pietroburgo? Ah! mio signor... giammai.
MAGISTRATO
Come?
CARLO
Certe ragioni... non temete.
(ad Annetta)
Mio cognato è onest'uomo. Lo vedete:
(a Pietro con ingenuità)
è necessario che l'imperatore
mai non lo vegga.
PIETRO
(con grande curiosità)
Voi... Lo Kzar ... Che dite?
ANNETTA
(smarrita)
Carlo, rifletti... la mia libertade ...
forse ancor l'esistenza...
PIETRO
(generosamente)
Vi do la mia parola:
sulla mia fede il Kzar nulla saprà
di quanto a me da voi qui si dirà.
CARLO
O presto o tardi si saprà chi siete.
ANNETTA
Mio padre...
CARLO
E' ver, tradì la patria; ma lei
colpa non v'ha.
PIETRO
(alteratissimo)
Tradì la patria!
ANNETTA
Si
PIETRO
E chi è costui?
CARLO
Voi nol conoscerete.
Oh! E un gran signor. E’ l'Ekman dei Cosacchi.
CATERINA
Che mai dicesti?
ANNETTA
Giusto ciel!
PIETRO
(Con tutto il furore)
Mazepa!
l'infame traditore!
ANNETTA
(estremamente avvilita)
Ei mi diè vita... fu mio genitore.
PIETRO, MAGISTRATO, CATERINA, MADAMA FRITZ,
ANNETTA e CARLO
Oh colpo! ohimè! qual fremito
scorrer mi sento All'anima!
Non sa più il labbro immobile
gli accenti articolar.
PIETRO
(con entusiasmo)
Ah traditore! Ah perfido!
Chi a' sguardi miei l'invola?
Potria la morte sola sottrarlo
Al mio furor.
ANNETTA
(oppressa dal dolore)
Vorrei, vorrei nascondermi,
smarriti ho i sensi miei,
partir, restar vorrei...
mi si divide il cor.
CARLO
(consolandola)
Annetta mia, non piangere
nel tuo destin crudele:
io ti sarò fedele
fra le sciagure ancor.
MADAMA FRITZ
Misera... supplichevole
A piedi tuoi qui sono:
riponi nel perdono
la gloria tua maggior.
(s'inginocchia)
CARLO
Buone donzelle, alzatevi.
Calmate il vostro affanno:
non è così tiranno
(verso Pietro)
del mio consorte il cor.
MAGISTRATO
Femmine, eh! Via scostatevi.
Folle! In Siberia andrai.
La pena pagherai
dell'empio genitor.
(con aria d'importanza)
PIETRO, CATERINA, MADAMA FRITZ,
ANNETTA e CARLO
Ah! la pietà benefica
disarmerà il rigor.
PIETRO
Ira funesta avvampami
d'impetuoso ardor.
MADAMA FRITZ
Signor voi prometteste,
che il Kzar nulla saprà.
PIETRO
Perdonerò al colpevole;
al traditor non già.
MAGISTRATO
Al traditore non lice.
PIETRO
Mazepa ov'è?
ANNETTA
Infelice!
Or più non è.
PIETRO
Spirò?
(Pietro dopo un breve silenzio prende calma
gradatamente nel suo sdegno. Si accosta quindi con
placidezza ad Annetta, la piglia per mano
dolcemente. Essa tremante quasi sta per cedere
oppressa nello smarrimento ai suoi piedi. Egli pone
la sua dignitosa destra sugli omeri di lei e dice con
magnanimo sentimento e con risolutezza generosa)
Ebben: son vendicato.
Tuo genitor sarò.
TUTTI
Ho in sen tumulto insolito
di mille vari affetti.
Ai generosi detti
Resta commosso il cor.
PIETRO
Ho in sen tumulto insolito
di mille vari affetti.
Ai generosi detti
è morto il traditor.
(partono)