Domenico Gilardoni
Otto mesi in due ore
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PARTE SECONDA

Scena seconda. Elisabetta, poi Iwano

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Scena seconda. Elisabetta, poi Iwano

 

ELISABETTA
(discende dalla sommità del monte e viene a sedere
alla riva opposta)
Ecco un altro torrente!... Ahi, come il varcherò!... Ma...
Sì... un battello legato è a quella riva... scorgessi alcun
... Aìta...

IWANO
Quai mesti accenti! ... Oh, come sembra di forze
priva, e da fatiche oppressa quell'infelice!... Invoca il
ciel!... che brami?

ELISABETTA
Il traversar quest'onda...

IWANO
M'attendi. Or vengo nell'opposta sponda.
(entra in una barca, e ritorna con Elisabetta)

ELISABETTA
Ohimè!... buon uomo, io non posso offerirvi altro,
che i miei ringraziamenti.

IWANO
E non basta?... Sedete, figliuola mia, sedete, mi
sembrate molto indebolita...

ELISABETTA
Ah!... da ieri sinora, non ho preso verun nutrimento...

IWANO
Da ieri?... Adesso... adesso...
(entra nella capanna)

ELISABETTA
Come s'interessa per me!

IWANO
Ecco un poco di latte, ed un tozzo di pane questo è
quanto posso esibirvi. Accetterete il buon cuore.

ELISABETTA
Ah!... Il cielo ve ne rimuneri!...

IWANO
Dove avete passata la notte?

ELISABETTA
Sulla vetta di quella montagna, a piè d'un albero.

IWANO
Ma, come mai!... Così giovane, e delicata,
viaggiate voi sola, in questa stagione?

ELISABETTA
Eh! ormai ci sono avvezza.

IWANO
Venite di lontano?

ELISABETTA
Oh! molto.

IWANO
Ma, propriamente?

ELISABETTA
Da Saimka. Assai più in di Tobolsk.

IWANO
Tobolsk!

ELISABETTA
Che! Conoscereste forse alcuno in quell'orrido
paese?

IWANO
No... No... Non vi conosco più nessuno...
E s'è lecito, il vostro nome?...

ELISABETTA
Elisabetta.

IWANO
Ebbene, mia cara Elisabetta, se il vostro viaggio
non ha uno scopo determinato, rimanete con me in
questi luoghi. Io ebbi una figlia adorata; si chiamava
Lisinska; aveva il vostro candore... la dolcezza del
vostro accento... doveva essere il sostegno, il
conforto della mia cadente età...

ELISABETTA
Ed ora dov'è?

IWANO
(indica, piangendo, la tomba)
dentro!

ELISABETTA
Oh, pover'uomo!... L’avete perduta?...

IWANO
Un poco di sabbia, e del legno ricopre quanto
di più caro mi avea nel mondo!

ELISABETTA
Eh! bisogna rassegnarsi al volere del cielo!

IWANO
Oh! mia cara! Se sapeste quanto sono sventurato!...
Ma, mi sembrate voi pure infelice, ed ecco perché vi
proposi di soggiornar meco... Noi ci consoleremo a
vicenda. Voi mi terrete le veci della perduta figlia, ed
io mi adoprerò a tenervi luogo di que' genitori, che
forse...

ELISABETTA
Ah! no signore; io non li ho perduti. Anzi è per essi
che ho intrapreso questo lungo e penoso viaggio.

IWANO
Posso sapere dove andate?

ELISABETTA
A Pietroburgo.

IWANO
Poveretta! Non siete neppure alla metà del cammino.

ELISABETTA
Neppure alla metà?

IWANO
Ma, qual cagione colà vi sospinge?

ELISABETTA
Il desiderio di render gli agi della vita a' miei
genitori...

IWANO
(colpito)
Qual sospetto mi assale!...
Dio! Non avverarlo!... Per pietà! ...

ELISABETTA
Buon uomo! Perché tremate? ... Impallidite?...

IWANO
Elisabetta!... I vostri genitori sarebbero mai
nel numero di quegl'infelici, cui la vita è peggior
di morte?...

ELISABETTA
Per lo appunto...

IWANO
(Non ho fibra che non mi tremi!…)

ELISABETTA
Ma, il vostro volto sempre più si scolora!

IWANO
Potete confidarmi… il nome di vostro padre?…

ELISABETTA
Stanislao Potoski ...

IWANO
(Ciel!… Che ascolto!… Che discopro!
Ed il suol mi regge ancor! ...
Finanche il Nume vindice,
a me sospinse accanto
quell'infelice vittima
del mio funesto error! ...
Ah, non bastò, me misero!
stemprarmi ognor nel pianto? ...
Versar dovea più lagrime?...
Provar più rio dolor?)

ELISABETTA
Qual sorpresa! ... Perché piangi?...
E ti copri di pallor? ...
Ah, lascia sol, ch'io misera!
Mi stempri ognor nel pianto,
se nacqui fra le lagrime,
e crebbi nel dolor!
Afflitta, oppressa, e lacera
d'aver l'altrui compianto
sol merta questa vittima
del più nefando error!

IWANO
Un fulmine mi estingua!
Mi venga a incenerir!

ELISABETTA
Que' tuoi tremendi detti
mi fanno abbrividir!

IWANO
Ah no, quell'alma ingenua
d'orror non ingombrar,
al reo d'un tradimento,
sol dato è l'imprecar!

ELISABETTA
Che sento!... Qual sospetto!...
Saresti mai, tu?...

IWANO
Iwano...

ELISABETTA
Ah, taci...

IWANO
Il disumano...l'iniquo... il traditor!

ELISABETTA
(guadagnando la roccia al di qua del fiume)
Mi fuggi...

IWANO
(supplichevole)
Deh, ti ferma...
Deponi quel rigor...

ELISABETTA
Che brami?

IWANO
Il tuo perdono

ELISABETTA
Nol credo...

IWANO
Ah sì, tel giuro
sul cener d'una figlia,
che qui racchiuso sta.

ELISABETTA
Lo giuri?... Su quel cenere?...
Basti... Mi fai pietà...
(mentr'ella ritorna lentamente)

IWANO
Incerta, e dolente
t'avanzi, e perché?
Bell'alma innocente,
raminga per me,
t'appressa, ch'io bramo
spirare al tuo piè!

ELISABETTA
Del crudo tuo stato,
più fiero non v'è!
Oh, quanto, infelici,
son meno di te,
il padre, la madre,
lontani da me!

S'ode di lontano l'arrivo de' Tartari.

IWANO
Qual fragor! ...

ELISABETTA
Che sarà mai?...

IWANO
Vien di Tartari uno stuolo.

ELISABETTA
Giusto cielo! In questo suolo!

IWANO
(additando la sua capanna)
Quell'asil ti occulterà.

ELISABETTA
Sì, mi cela...

IWANO
(trattenendola)
Ah, dammi in pria,
del perdono un qualche segno...

ELISABETTA
(commossa, lo abbraccia)
A te renda questo pegno
la più tenera amistà.

S'ode più vicino la marcia de' Tartari.

ELISABETTA e IWANO
Ascondimi/ti. Que' barbari
son presso a venir già!

IWANO
Oh, destra divina,
che a me la guidasti,
se illesi serbasti
suoi giorni finor;
securo, t'imploro
la vita salvarle,
né il voto troncarle,
che serba nel cor.

ELISABETTA
Oh, destra divina,
che ognor mi guidasti,
se illesi serbasti
miei giorni finor;
secura, t'imploro
la vita salvarmi,
né il voto troncarmi,
scolpito nel cor.

Iwano accompagna Elisabetta fino alla porta della
capanna, nella quale la fa nascondere.


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