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| Quinto Settimio Florente Tertulliano De idolatria IntraText CT - Lettura del testo |
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Ma pure si potrebbero trovare obiezioni favorevoli ai fabbricatori di idoli; ma Tertulliano ribatte energicamente qualsiasi eventuale tentativo di difesa. Con molta diligenza e in modo esauriente, risponderemo alle scuse che questi fabbricatori di [107] idoli potrebbero portare: se qualcuno intende bene lo spirito della dottrina cristiana, non sarà mai che possa loro aprire la via per arrivare al Signore. La parola che si suole sopratutto portare a scusante è questa: non ho altro mezzo con cui scampar la vita; venendo però ai ferri corti si potrebbe ribattere; ma insomma: intanto tu puoi vivere! Se vorrai però campare a modo tuo, che cosa allora potrai dire di avere di comune con Dio? Ma c'è di più: si ha l'ardire di venire a discutere con tanto di sante scritture alla mano e ci si riferisce a quel passo di S. Paolo 7 in cui par che si affermi che ciascuno se ne resti in quello stato in cui era, quando si fece cristiano: ma allora, secondo tale interpretazione, tutti noi potremmo perseverare nelle colpe: non c'è mai stato nessuno di noi libero da colpe; Cristo non scese sulla terra che per liberarci dai gravami del peccato. Nello stesso modo, vanno dicendo che lo stesso apostolo abbia precisamente comandato, che seguendo il suo esempio, ciascuno si dovesse procurare i mezzi di sussistenza col proprio lavoro: 8 ma se tale precetto si vuol sostenere ad ogni costo, io mi penso che anche i ladri, i giocatori, vivano né più, né meno, col lavoro delle loro stesse mani; ed anche gli assassini [108] trovano il modo di menar l'esistenza a forza di mani.... e i falsari, allora? non è coi piedi, ma colle mani che falsano ed alterano le scritture; e gli istrioni non colie sole mani, ma con tutto il corpo, che essi mettono in moto, si sforzano di raccapezzare la vita. La Chiesa deve perciò tendere le sue braccia a tutti coloro che traggono la loro vita dal lavoro delle proprie mani, qualora però non sia implicita una esclusione per tutte quelle forme di attività che non sono conciliabili colla disciplina di Dio. Ma qualcuno potrà dire contro l'asserto dei pensieri superiormente espressi : perché dunque allora Mosè nel deserto fece di bronzo il simulacro del serpente? Lasciamo da parte le figurazioni, le quali erano preordinate, prestabilite secondo un processo misterioso e impenetrabile; non mica per allontanarsi dalla legge, ma come per essere immagini del principio che legittimamente rappresentavano. Ma se noi a queste cose dessimo un'interpetrazione come la potrebbero dare gli avversari nostri, allora a somiglianzà dei Marcioniti 9, noi forse dovremmo attribuire all'onnipotente la qualità della non fermezza e saldezza di giudizio? costoro, proprio così, ne distrussero l'essenza e l'integrità, come mutabile, appunto, pensandolo; chè qui proibisce, e là comanda. Se qualcuno poi non volesse [109] concedere che quell'effige di bronzo fatta a guisa di un serpente sospeso così nell'alto, denotasse l'immagine della croce del Signore che ci doveva liberare dai serpenti, cioè dagli spiriti diabolici e che su di essa pendeva appunto ucciso il serpente, cioè il diavolo, oppure fosse la rappresentazione figurata di un altro principio rivelato a persone più degne e meritevoli; sarebbe in ogni modo sufficiente l'Apostolo, il quale afferma che tutto ciò è accaduto al popolo Ebraico, sotto il velame del simbolo e che Dio stesso, che pur proibì di fare immagini, comandò con un precetto straordinario, che si facesse un'effige di serpente. Se intendi fare atto di ossequio a Dio, tu intendi appunto la sua legge: non fare simulacri; ma se ti vien fatto di ripensare all'immagine del serpente che fu prescritta, imita anche tu Mosè: non fare, quindi, contro ogni dettame della sacra legge, simulacro alcuno, almeno che non ti venga comandato.
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7. (1) S. Paolo, Ep. ai Corinti, I, 7. 8. (2) S. Paolo, Ep. ai Tessalonici, I, 4. 11-12: E procacciate studiosamente di vivere in quiete e di fare i fatti vostri e di lavorar con le proprie mani, siccome vi abbiamo ordinato, acciocché camminiate onestamente verso quei di fuori e non abbiate bisogno di cosa alcuna. 9. (1) Marcioniti: i seguaci di Marcione eretico gnostico del sec. II: ammetteva tre esseri eterni: Iddio buono, Iddio giusto, e la materia materna : altri gnostici furono, Saturnino, Valentino, Basilide. |
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