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Quinto Settimio Florente Tertulliano
De idolatria

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  • CAPUT XII.  Nessuna scusa per chi ha avuto il sacramento del battesimo, di cadere in pratiche idolatre.
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CAPUT XII. 

Nessuna scusa per chi ha avuto il sacramento del battesimo, di cadere in pratiche idolatre.

È a torto che noi pensiamo di poter trovare una giustificazione nelle esigenze della vita, al nostro venir meno ai principî della fede, qualora, dopo aver fermato tale patto, dobbiamo dire: d'altronde; non ho come tirare avanti: io risponderò qui con maggiore ampiezza su questo punto che fu anteriormente interrotto. È tardi, quando voi pronunziate una simile proposizione: sarebbe stato necessario pensarci prima, per stabilire un paragone con quel previdentissimo fabbricatore di case, il quale fa il calcolo prima delle sue possibilità, eppoi decide della spesa e questo, s'intende, perché non debba poi vergognarsi d'interrompere la costruzione, una volta che questa sia [128] cominciata 19. Del resto ora, qui hai le parole, gli esempi del Signore che chiudono a te ogni possibile strada di giustificazione. Che cosa è dunque, vediamo, quello che tu dici? Io mi ridurrò mendico: ebbene; ma il Signore chiama felici proprio i poveri 20. Io mi ridurrò senza un boccon di pane, ma il Signore dice: non vi date pensiero alcuno del vitto: 21 per quel che riguarda il vestito abbiamo nel Vangelo l'esempio dei gigli: 22 Io avevo pur bisogno di qualche cosa, ma il Signore dirà: tutto è da vendersi 23 e da dividersi fra i bisognosi: debbo pensare ai figli e ai miei discendenti: ma così il Signore: nessuno che metta mano all'aratro e [129] si volti indietro, è adatto all'opera 24. Ma io ero già addetto ad un padrone: nessuno può servire due padroni 25, Egli dirà: Vuoi tu essere discepolo del Signore? ebbene, solleva la tua croce 26 e segui il Signore, questo è necessario; segui cioè le tue tristezze, i tuoi tormenti, segui il tuo corpo che ha pur forma della croce del Signor tuo. Genitori, dolcezza di sposa e di figli, tutto sarà da lasciarsi in nome del Signore. E tu dubiti di abbandonare per i genitori e per i figli attività di arti e di affari e di professioni? Ma è ormai dimostrato che le cose più care, i pegni più preziosi, ed arti e faccende, tutto è da lasciarsi per il Signore: quando Iacopo e Giovanni furono chiamati dal Signore, abbandonarono il padre e la nave; e Matteo fu tolto via dal suo banco e, pigro a convertirsi, fu giudicato colui che volle prima seppellire il padre suo 27. Non ci fu [130] alcimo fra quelli che il Signore scelse per discepoli, che disse: non ho da vivere: la fede non può temere la fame. Non solo la fame, ma qualunque genere di morte deve la fede sapere incontrare nel nome del Signore. Essa imparò a non considerare la vita: quanto meno dunque, essa darà importanza al vitto? Ma si potrebbe dire: e quanto pochi sono coloro che rispondono ed adempiono tali principi? Ciò che presso gli uomini è difficile, è facile presso Dio. Ma non lasciamoci lusingare dall'idea della mansuetudine e della clemenza di Dio, così che ci avviciniamo, col pretesto delle necessità, a quanto riveste carattere o è affine all'idolatria.




19.  (1) S, Luca, XIV, 28-30: Perciocché, chi è colui fra voi, il quale, volendo edificare una torre, non si assetti prima e non faccia ragione della spesa se egli ha da poterla finire? che talora avendo posto il fondamento e non potendola finire, tutti coloro che la vedranno non prendano a beffarlo, dicendo: quest'uomo cominciò ad edificare e non ha potuto finire.



20.  (2) S. Luca, VI, 20: Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli diceva: beati voi, poveri, perché il regno di Dio è vostro.



21.  (3) S. Luca, XII, 22: Poi disse ai suoi discepoli: non siate solleciti per la vita vostra, che mangerete, né per il corpo vostro, di che sarete vestiti.



22.  (4) S. Luca. XII, 27: Considerate i gigli come crescono; essi non lavorano e non filano: e pure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito al par d'uno di essi.



23.  (5) S. Luca, XII, 33: Vendete i vostri beni e fatene limosina: fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro in cielo che non viene giammai meno, ove il ladro non giunge e ove la tignola non guasta.



24.  (1) S. Luca, IX, 62: Ma Gesù gli disse: « niuno il quale, messa la mano all'aratro, riguarda dietro, è atto al regno di Dio ».



25.  (2) S. Luca, XVI, 13: Niun famiglio può servire a due signori: perciocché o ne odierà l'uno e amerà l'altro; ovvero s'atterrà all'uno e sprezzerà l'altro: voi non potete servire a Dio e alle ricchezze.



26. (3) S. Luca, IX, 22-24: Dicendo: ei conviene che il Figliuol dell'Uomo patisca molte cose e sia riprovato dagli anziani e dai principali sacerdoti e dagli Scribi e sia ucciso e risusciti al terzo giorno; diceva, oltre a ciò, a tutti: se alcuno vuol venir dietro a me, rinunzi a sé stesso e tolga ogni dì la sua croce in spalla e mi segua; perciocché chi avrà voluto salvar la vita sua, la perderà, ma chi avrà perduto la vita sua per me, la salverà.



27.  (4) S. Luca, IX, 59: Ma egli disse ad un altro: seguimi, ed egli disse: Signore, permettetemi che io prima vada e seppellisca mio padre...






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