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Quinto Settimio Florente Tertulliano
De idolatria

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  • CAPUT XIII.  Intervenire alle feste pagane è proibito ai Cristiani.
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CAPUT XIII. 

Intervenire alle feste pagane è proibito ai Cristiani.

Si tenga lontano, qualunque afflato d'idolatria, come qualcosa di pestilenziale e non soltanto sotto quei riguardi che abbiamo avuto già occasione di considerare, ma sotto qualsiasi aspetto di religiosità, sia che questa sia orientata verso gli Dei, sia verso i morti, sia verso i sovrani: essa si volge infatti, in ogni modo, all'indirizzo di spiriti impuri e corrotti, sotto le diverse manifestazioni di riti sacrificali, di sacerdoti, di spettacoli o cerimonie simili, o di giorni considerati festivi. Dei sacrifici e dei sacerdoti che potrei dire? Per quel che riguarda gli spettacoli e gli [131] allettamenti diversi che ad essi si ricollegano, abbiamo già fatto una trattazione completa in altro libro. Bisogna ora dunque occuparci dei giorni festivi e di tutte quelle solennità straordinarie che, qualche volta un certo nostro impulso al piacere, tal'altra un senso di timidezza, ci fanno frequentare, accomunandoci, contro quanto prescrivono gli insegnamenti della fede, coi pagani, in cose riguardanti l'idolatria. In primo luogo mi fermerò su questo punto: se il servo di Dio debba unirsi ai pagani in tali celebrazioni festive, sia per il modo di vestirsi, sia come sistema di vitto o con qualche altro modo inerente a tali cerimonie. Per bocca dell'Apostolo che esortava i nostri fratelli alla concordia e ad un'unità di sentimento così fu detto : godere con chi gode, piangere con chi piange: 28 del resto a questo s'aggiunge che non può esservi mai nulla di comune fra la luce e le tenebre, fra la vita e la morte; onde non resterebbe che non considerare le parole: il mondo goderà, ma voi piangerete: 29 se noi godiamo col mondo, c'è da aspettarsi anche di dover piangere col mondo. Noi invece, mentre il mondo goderà, piangeremo e allorché [132] il mondo piangerà, godremo. Così anche Lazzaro nell'oltretomba trovò conforto e sollievo nel seno di Abramo; il ricco ebbe il supplizio del fuoco, invece, e così trovano giusto compenso alle loro azioni o buone o cattive. Vi sono però alcuni giorni stabiliti, nei quali ad alcuni si riconosce un titolo d'onore dovuto loro, ad altri si paga quanto è dovuto come compenso di lavoro. Ora dunque, tu mi dirai, io non farò che o riscuotere il mio, o pagare ad altri quel che è loro debito.

Ma se questa abitudine, gli uomini l'hanno trasformata in una festività superstiziosa, tu che hai dichiarato d'esser estraneo a qualsiasi loro manifestazione di vanità, a che scopo vorrai partecipare a quelle feste di carattere idolatra? quasi che anche a te sia stabilito, prescritto, il giorno, oltre il quale tu non possa assolvere i tuoi obblighi verso un altro, o altri non possa agire ugualmente all'indirizzo tuo? Dimmi chiaramente come vuoi che io ti consideri: o come pagano o come cristiano. Perché mai vorrai nascondere d'esser cristiano, dal momento che tu vieni così a macchiare l'integrità della tua coscienza, per il fatto che altri ignora che tu segui questa fede? se poi sarai conosciuto per cristiano, potrai cadere in ogni rischio di tentazione e qualora tu non agisca come a cristiano si conviene, recherai pregiudizio alla coscienza degli altri, provocando scandalo colla tua condotta. È evidente che nell'un caso tu dissimulerai; ma la condanna è sicura ed esplicita allorché ti lasci adescare ed allettare: [133] o per un lato o per l'altro tu sei colpevole di provare vergogna di fronte al Signore. Ma colui che si vergognerà di me presso gli uomini, proverà la mia vergogna a suo riguardo, così dice il Signore 30, davanti al Padre mio, che sta nei Cieli.




28.  (1) S. Paolo, Ep. ai Romani, XII, 15.



29.  (2) S. Paolo, Ep. ai Corinti, II, 6-14: Non vi accoppiate cogli infedeli, perciocché che partecipazione vi può essere tra la giustizia e l'iniquità? e che comunione vi può essere fra la luce e le tenebre? S. Giovanni XVI, 20: In verità, in verità, io vi dico che voi piangerete e farete cordoglio e il mondo si rallegrerà, e voi sarete contristati: ma la vostra tristizia sarà mutata in letizia.



30.  (1) S. Luca, XII, 8-10: Or io vi dico: chiunque mi avrà riconosciuto davanti agli uomini, il Figliuol dell'uomo altresì lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi avrà rinnegato davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio; e a chiunque avrà detta alcuna parola contro al Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a chi avrà bestemmiato contro allo Spirito Santo, non sarà perdonato.






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