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| Quinto Settimio Florente Tertulliano De idolatria IntraText CT - Lettura del testo |
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CAPUT XV. Perché festa di luci e di frondi sulle facciate delle case nel giorno natalizio degli Imperatori? non è questa forse idolatria? Gesù disse: 38 risplendano le opere vostre; ma ora sono le botteghe nostre, le porte delle case, che rifulgono di luci : sono ormai più numerose le porte delle case pagane senza ornamento di lucerne, di quel che non siano le abitazioni dei cristiani. Che ne dici dunque di questa pompa? Se è atto di onore ad un idolo, è evidente che siamo in piena colpa d'idolatria; se questo atto di ossequio si presta ad un uomo, riflettiamo che ogni specie d'idolatria risale appunto all'idea e al culto dell'uomo, perché null'altro che uomini furono gli Dei pagani; e questo è chiaro: niente pertanto importa se questi riti superstiziosi si celebrino per uomini di questa età o per appartenenti alle passate: l'idolatria non è condannata per le persone che vi possono essere implicate, ma per tutte quelle cerimonie che riguardano solo potenze demoniache. Si dirà : ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare.... ma molto a proposito Gesù aggiunge:... e a Dio quel che è di Dio. E [139] che cosa è che appartiene a Cesare? evidentemente, quello di cui allora si diceva; se si dovesse a Cesare pagare il dovuto tributo o no: e il Signore volle che gli fosse mostrata la moneta e domandò di chi fosse l'immagine in essa rappresentata: e avendo sentito dire che era di Cesare; rendete dunque, disse, quel che è di Cesare a Cesare... e quel che è di Dio, a Dio; e quindi a Cesare l'immagine di Cesare che era rappresentata nella moneta e l'immagine del Dio, che sta nell'uomo, a Dio; così che tu dovessi rendere a Cesare il denaro, e a Dio dare te stesso, che sei evidentemente l'immagine di lui. Altrimenti che cosa resterà a Dio, se tutto sarà di Cesare? Però tu mi potresti dire: ma gli onori da tributarsi a Dio stanno proprio nelle luci che si pongono sulle nostre porte, o negli ornamenti di lauro? Non questo, intendo dire, nei riguardi degli onori da prestare al Signore; ma penso che colui che è fatto segno a tali atti di ossequio (almeno per quello che appare manifesto, senza considerare, magari, l'intima intenzione, che rimane occulta), si deve riallacciare alle avverse potenze del male. Possiamo essere sicuri, benché alcuni lo ignorino, essendo privi di qualsiasi cultura pagana, che presso i Romani esistono gli Dei delle porte, ad esempio, dai cardini, una divinità era detta Cardea, dalla voce latina fores; si ebbe un Dio, Forcolo; dal limitare della porta si ebbe Limentino e dalla parola ianua, porta, avemmo Giano: e per [140] quanto sappiamo che tali nomi sono vani e finti, quando poi essi si portano nel campo della credenda religiosa, vengono a significare potenze nemiche, demoniache, spiriti impuri, fissati a questo significato da sacri riti. 1 demoni non hanno singolarmente speciali nomi, ma trovano il loro nome dal carattere che essi rivestono : anche presso i Greci troviamo un Apollo Tireo e conosciamo potenze demoniache dette Anteli che avevano m custodia e protezione le porte 39. Lo spirito Santo, prevedendo fin da principio queste cose, per bocca dell'antichissimo profeta Enoch, predisse che anche le porte sarebbero state considerate come aventi carattere di superstizione. Anche le porte dei bagni le vediamo considerate sotto un carattere religioso: se dunque le porte, in certo modo, sono consacrate agli idoli, anche le lucerne e l'alloro che ad esse si appongono apparterranno agli idoli stessi: quello che farai alla porta, lo farai nello stesso tempo alle potenze idolatre. A questo punto voglio confermare quel che ho detto, con l'autorità di Dio medesimo, perché non è cosa ben fatta tener nascosto quello che è stato mostrato per insegnamento di tutti. So che uno dei fratelli nostri fu colpito da un grave castigo m quella notte stessa, nella quale i suoi servi avevano adornato e infiorato la sua porta per l'annunzio improvviso di un lieto [141] avvenimento. Eppure non l'aveva adornata lui, e non aveva ordinato che così fosse fatto: egli era uscito di casa prima e, tornandovi, trovò che a sua insaputa tutto era stato fatto: così, in materia di una tale disciplina, Iddio fa caso a come agiscono anche coloro che sono al servizio nostro. Per quel che riguarda gli onori da tributarsi ai re o agli imperatori, noi abbiamo dei precetti bene espliciti: bisogna che nei nostri atti di ossequio, seguiamo la linea di condotta indicataci dall'Apostolo 40, cioè che noi dobbiamo prestare rispetto e obbedienza ai magistrati, ad uomini influenti e che rivestono pubblici poteri; ma entro i limiti di quella dottrina che ci tiene ben separati dalla Idolatria. Proprio, secondo questo principio, abbiamo quell'esempio accaduto tanto prima d'ora, di quei tre fratelli che, pure avendo prestato il loro ossequio al re Nabuccodonosor, si rifiutarono però con ogni energia di adorare la sua immagine, riconoscendo che era segno d'idolatria tutto ciò che oltrepassa il limite dell'onor umano e attinge il carattere del divino. Così Daniele, essendo pur soggetto a Dario in tutto, pure si mantenne in questo atteggiamento di sottomissione, solo, finché capì di non correre pericolo d'infrangere il principio della sua credenza, e pur di non incappare in tale colpa, non temé la minaccia delle regali fiere, più che quelli su ricordati, non temessero il tormento delle [142] fiamme. Attizzino la fiamma nelle lucerne, ogni giorno, coloro che non sono illuminati da luce di fede; attacchino alle porte rami di lauro e fronde di lauro destinati fra breve alle fiamme, coloro che attendono l'eterna pena del fuoco. È a loro che sta bene ciò che si riallaccia all'idea delle tenebre e quanto può essere visione dei castighi futuri. Tu, o cristiano, sei la luce del Mondo ed albero sempre verde: se tu hai saputo allontanarti dai templi delle false divinità, non rendere tempio sacrilego la porta di casa tua; ma ho detto ancora poco: hai saputo allontanarti dai luoghi di corruzione e di ogni bruttura? ebbene, non volere che la tua casa assomigli ad un luogo d'infamia e di vergogna 41.
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38. (1) S. Matteo, cap, V, 14-16: Voi siete la luce del mondo: la città posta sopra un monte non può esser nascosta; parimente non si accende la lampada e si mette sotto il moggio: anzi, si mette sopra il candeliere ed ella fa luce a. tutti coloro che sono in casa; così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, acciocché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. 39. (1) Tireo dalla voce greca: qu&ra porta: Anteli si chiamavano gli Dei posti alle porte dei templi perché, essendo allo scoperto, erano esposti al sole: h3lioj. Elio. 40. (1) S. Paolo, Ep. ai Romani, XIII. 41. (1) Si allude all'uso di adornare con tralci certi luoghi di liberi costumi e di abbandoni colposi. |
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