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Quinto Settimio Florente Tertulliano
De idolatria

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  • CAPUT XVI.  Ai Cristiani si può permettere di frequentare le pubbliche e le private radunanze dei pagani.
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CAPUT XVI. 

Ai Cristiani si può permettere di frequentare le pubbliche e le private radunanze dei pagani.

Per quello che riguarda poi la frequenza delle adunanze pubbliche e private, di certe cerimonie, come quella inerente al rivestimento della toga virile o tutto quanto interessa i riti nuziali, o l'imposizione del nome, ai fanciulli 42, [143] io penso che non si debba affatto preoccuparsi del pericolo di cadere nella colpa d'idolatria, Bisogna considerare quale sia la causa per la quale si prende parte al compimento di tali riti: io mi penso che m sé stesse quelle cerimonie non abbiano alcunché di peccaminoso: l'abito virile, la promessa di fede matrimoniale, colla consegna dell'anello, le nozze stesse, non sono affatto congiunti con qualcosa d'idolatria: non trovo che da parte della divinità si possa condannare un dato modo di vestirsi, salvo il caso di vedere in un uomo un abito da donna. Sia maledetto, Egli disse, chiunque indosserà vesti femminili: 43 la toga poi, col suo nome stesso virile, dice di esser propria dell'uomo, evidentemente; ed anche le nozze, Iddio è ben lontano da proibire di celebrarle, come pure l'imporre i nomi. Ma si potrebbe obbiettare: di queste cerimonie fanno parte i sacrifici: ma, se sono stato invitato ad intervenire, basta che la mia presenza non abbia affatto a che fare col sacrificio e non si manifesti in alcun modo la mia attività, che impedimento vi può essere o che colpa può rappresentare? Volesse il cielo che noi avessimo la facoltà di non vedere, quanto è nefasto a compiersi: ma dal momento che l'idolatria ha colmato il mondo di tanti mali, sarà [144] pur lecito prender parte ad alcuni riti, che, se non altro, fanno noi come ossequiosi piuttosto verso gli uomini, che verso gli idoli. Certamente io, invitato, non anderò ad un rito sacerdotale o al compimento di un sacrificio, poiché sarebbe questo proprio un atto di ossequio prestato ad un idolo, e non vi darò l'opera mia, né col consiglio, né colla spesa, né in qualsiasi altro modo. Se, chiamato, infatti, io assistessi, e mi interessassi a un sacrificio, io prenderei parte a qualcosa che tocca la idolatria; ma se, per un'altra ragione qualunque, io mi unirò ad uno che compie un sacrificio, io sarò un semplice spettatore del sacrificio stesso.




42.  (2) Allude all'abbandono da parte dei giovanetti, della toga praetexta, la qual cosa dava luogo ad una speciale ceri monia festiva: le feste poi per l'imposizione del nome si dicevano Nominalia.



43.  (1) Deuteronomio, XXII, 5: La donna non porti indosso abito d'uomo; l'uomo altresì non vesta roba di donna; perciocché chiunque fa cotali cose è m abominio al Signore Iddio tuo.






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