Seconda
lettera
alla Beata Agnese di Praga
(Tra il 1234 e il 1238),
(1) Alla figlia del Re dei re, ancella del Signore dei signori,
sposa degnissima di Gesù Cristo e perciò regina nobilissima donna Agnese, (2)
Chiara, ancella inutile e indegna delle povere dame, salute e che viva sempre
nella somma povertà.
(3) Rendo grazie al dispensatore della grazia, dal quale
crediamo che emanino ogni dono ottimo e ogni donazione perfetta, perché ti ha
ornata di tanti titoli di virtù e ti ha fatta brillare per le insegne di tanta
perfezione, (4) affinché, divenuta imitatrice attenta del Padre perfetto,
meriti di diventare tanto perfetta, che i suoi occhi non vedano in te nulla
d'imperfetto.
(5) Questa è quella perfezione, per la quale il Re stesso ti
associerà a sé nell'etereo talamo, dove siede glorioso su un trono di stelle,
(6) perché disprezzando i fastigi del regno terremo e ritenendo poco degne le
offerte di un matrimonio imperiale, (7) diventata emula della santissima
povertà in spirito di grande umiltà e di ardentissima carità hai calcato le
vestigia di colui, con il quale hai meritato di unirti in matrimonio.
(8) Ma sapendo che tu sei carica di virtù, tralasciando la
prolissità delle parole, non voglio caricarti di parole superflue, (9) anche se
a te nulla sembri superfluo di quelle dalle quali ti possa provenire qualche
consolazione. (10) Ma poiché una sola cosa è necessaria, io questa sola attesto
e ti avverto per amore di colui, al quale ti sei offerta come santa e gradevole
ostia, (11) che memore del tuo proposito come una seconda Rachele, vedendo
sempre il tuo principio,
tu tenga ciò che tieni,
faccia ciò che fai senza lasciar perdere.
(12) ma con rapida corsa, con passo leggero,
senza intoppi ai piedi
cosicché neanche i tuoi passi raccolgano la polvere,
(13) godendo sicura e alacre
proceda cautamente per il sentiero della beatitudine;
(14) non fidandoti di nulla, non consentendo a nulla,
che ti volesse revocare da questo proposito,
che ti ponesse nella strada uno scandalo,
per non farti adempiere i tuoi voti all'Altissimo
in quella perfezione,
nella quale lo Spirito del Signore ti ha chiamata.
(15) Ma in questo, per camminare più sicuramente sulla via dei
comandamenti del Signore, segui il consiglio del nostro venerabile padre,
nostro fratello Elia, ministro generale; (16) preferiscilo ai consigli degli
altri e considerarlo come il più caro dei doni.
(17) Che se qualcuno ti dicesse altra cosa,
ti suggerisse altro,
che possa impedire la tua perfezione,
che paresse contrario alla vocazione divina,
benché tu debba venerarlo,
non volerne seguire il consiglio,
(18) ma vergine povera,
abbraccia il Cristo povero.
(19) Vedi che si è fatto spregevole per te e seguilo, fatta tu
stessa spregevole per lui in questo mondo. (20) Nobilissima regina, guarda,
considera, contempla, desiderando di imitarlo, il tuo sposo, il più bello tra i
figli degli uomini, fattosi per la tua salvezza il più vile degli uomini,
disprezzato, percosso e flagellato in tutto il corpo in molti modi, morente tra
le angosce stesse della croce.
(21) Se soffrirai con lui, con lui regnerai,
condolendoti, godrai con lui,
morendo con lui nella croce della tribolazione,
con lui possiederai negli splendori dei santi
le dimore celesti
(22) e il tuo nome sarà notato nel libro della vita per divenire
glorioso tra gli uomini.
(23) Perciò in eterno e nei secoli dei secoli, avrai parte alla
gloria del regno celeste in cambio delle cose terrene e transitorie, ai beni
eterni in cambio dei beni perituri e vivrai nei secoli dei secoli.
(24) Sta bene, carissima sorella e signora, per il Signore tuo
sposo; (25) e pensa, nelle tue devote preghiere, di raccomandare me con le mie
sorelle, noi che godiamo dei beni del Signore, che in te opera per sua grazia.
(26) Raccomandaci anche molto alle tue sorelle.