Prima
lettera
alla Beata Agnesa di Praga
(Prima dell'11 giugno 1234)
(1) Alla
venerabile e santissima vergine, donna Agnese, figlia dell'eccellentissimo e
illustrissimo re di Boemia, (2) Chiara, serva indegna di Gesù Cristo e inutile
ancella delle donne incluse del monastero di San Damiano, sua suddita in tutto
e ancella , ogni raccomandazione di sé, con riverenza speciale, per ottenere la
gloria dell'eterna felicità.
(3)
Udendo l'onestissima fama della vostra santa conversazione e della vostra santa
vita, che non solo fino a me è giunta, ma è stata splendidamente divulgata in
quasi tutta la terra, godo molto nel Signore ed esulto; (4) di questo, non solo
io personalmente, posso esultare, ma tutti coloro che fanno e desiderano di
fare il servizio di Gesù Cristo.
(5) Di
qui viene che, mentre avreste potuto godere, più degli altri, delle pompe,
degli onori e della dignità del secolo, potendo con gloria eccellente sposare
legittimamente l'illustre imperatore, come sarebbe stato conveniente alla
vostre e alla sua eccellenza, (6) rigettando tutto ciò, avete scelto, con tutta
l'anima e con tutto lo slancio del cuore, piuttosto la santissima povertà e la
penuria del corpo, (7) prendendo uno sposo di più nobile origine, il Signore
Gesù Cristo, che custodirà la vostra verginità sempre immacolata e intatta.
(8)
Amandolo, siete casta,
toccandolo, diventerete più monda,
accogliendolo in voi, siete vergine;
(9) la
sua potenza è più forte,
la generosità più elevata,
il suo aspetto più bello, l'amore più soave
e ogni grazia più fine.
(10) Già
siete stretta dagli amplessi di lui,
che il vostro petto
ha ornato di pietre preziose
e alle vostre orecchie
ha messo perle inestimabili,
(11) e vi
ha tutta avvolta di primaverili
e corrusche gemme
e vi ha incoronata con una corona d'oro
espressa con il segno della santità.
(12)
Quindi, sorella carissima, o piuttosto signora straordinariamente degna di ogni
venerazione, perché siete sposa e madre e sorella del mio Signore Gesù Cristo,
(13) splendidissimamente insignita del vessillo dell'inviolabile verginità e
della santissima povertà, siate corroborata nel santo servizio, incominciato
con ardente desiderio, del povero Crocifisso, (14) che per noi tutti sopportò
la passione della croce, strappandoci al potere del principe delle tenebre, nel
quale per la trasgressione del primo parente eravamo tenuti legati, e
riconciliandoci con Dio Padre Onnipotente.
(15) O
beata povertà,
a quelle che l'amano e l'abbracciano
le ricchezze eterne!
(16) O
santa povertà,
a loro che l'hanno e la desiderano
è promesso da Dio il regno dei cieli
e l'eterna gloria e la vita beata
senza alcun dubbio è concessa!
(17) O
pia povertà,
che il Signore Gesù Cristo,
il quale reggeva e regge il cielo e la terra,
e disse anche e le cose furono fatte,
si è degnato al di sopra di tutto abbracciare!
(18) Le
volpi infatti hanno tane, ha detto, e gli uccelli del cielo nidi, ma il Figlio
dell'uomo, cioè Cristo, non ha dove posare il capo, ma piegato il capo rese lo
spirito.
(19) Se
dunque un tanto e tale Signore venendo in un utero verginale, volle apparire
nel mondo disprezzato, indigente e povero, (20) affinché gli uomini, che erano
poverissimi e indigenti, soffrendo l'estrema indigenza di nutrimento celeste,
in lui diventassero ricchi possedendo i regni celesti, (21) esultate molto e
rallegratevi, ripiena d'immensa gioia e di letizia spirituale, (22) poiché,
essendovi piaciuto di più il disprezzo del mondo che gli onori, la povertà più
che le ricchezze temporali e nascondere tesori piuttosto in cielo che in terra,
(23) là dove né la ruggine li consuma né la tignola li distrugge e i ladri né
saccheggiano né rubano, la vostra ricompensa è copiosissima nei cieli, (24) e
quasi degnamente avete meritato di essere chiamata sorella, sposa e madre del
Figlio del Padre Altissimo e della gloriosa Vergine.
(25)
Credo infatti fermamente che abbiate appreso che il regno dei cieli non è
promesso e donato dal Signore che ai poveri, perché, quando si ama una cosa
temporale, si perde il frutto della carità; (26) ché non si può servire a Dio e
a mammona, perché o si ama l'uno o si odia l'altro e o si serve l'uno e si
disprezza l'altro; (27) e uno vestito non può lottare con uno nudo, perché chi
ha donde essere tenuto cade a terra più presto; (28) e rimanere glorioso nel
secolo e regnarvi con Cristo, giacché un cammello potrà passare per la cruna di
un ago, prima che un ricco ascenda ai regni celesti. (29) Perciò gettaste le
vesti, cioè le ricchezze temporali, per essere in grado assolutamente di non
soccombere di fronte al lottatore, per poter entrare per la via stretta e la
porta angusta nei regni celesti.
(30)
Quale grande e lodevole scambio:
abbandonare le cose temporali per le eterne,
meritare i beni celesti per i terrestri,
ricevere il centuplo per uno
e possedere la vita beata.
(31)
Perciò ho pensato che bisognava supplicare la eccellenza e la santità vostra
con umili preghiere, nelle viscere di Cristo, per quanto posso, in modo tale
che vi lasciate fortificare nel suo santo servizio, (32) crescendo di bene in
meglio, di virtù in virtù, affinché colui che servite con tutto il desiderio
del vostro spirito, si degni di elargire i premi desiderati.
(33) Vi
scongiuro anche nel Signore, come posso, di volere, nelle vostre sante
preghiere, raccomandare me, vostra serva, anche se inutile, e le altre sorelle
a voi devote, dimoranti con me in monastero. Con l'aiuto di esse e (preghiere),
possiamo meritare la misericordia di Gesù Cristo, affinché meritiamo di godere
insieme con voi l'eterna visione.
(34)
State bene nel Signore e pregate per me.